Differenze tra le versioni di "Manuel García (padre)"

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===La grande carriera europea===
Dopo essere stato nominato "compositore del ''Teatro del Príncipe''",<ref>In seguito ''Teatro Español''.</ref> a Madrid, senza peraltro riuscire ad assumere materialmente la carica,<ref name="Grove"/> nel 1807 si trasferì a Parigi<ref>Insieme alla cantante Joaquina Sitchez, alias "la Briones", che si era esibita con lui e la moglie durante il soggiorno madrileno e che aveva alla fine preso il posto di quest'ultima, dandogli anche, nel 1805, un primo figlio, [[Manuel García (figlio)|Manuel]].</ref> per esibirsi nel ''[[Théâtre des Italiens]]'', dove debuttò nel 1808 con il ruolo di ''Gualtiero'' nella ''Griselda'' di [[Ferdinando Paër|Paër]].<ref>Il ''Théâtre des Italiens'' si era allora trasferito al ''[[Teatro dell'Odeon|Théâtre de l'Odéon]]'', peraltro a sua volta ridenominato ''Théâtre de l'Impératrice''.</ref>
[[File:Manuel Garcia as Otello in Paris from Gallica.jpg|thumb|left|<div align="center">García nei panni del protagonista<br />nell'''[[Otello (Rossini)|Otello]]'' di [[Gioachino Rossini|Rossini]]</div>]]
====Italia====
Seguì quindi un nuovo trasferimento, nel 1812, a [[Napoli]], dove era stato scritturato da [[Domenico Barbaja|Barbaja]] per i ''Teatri Reali'', e dove sarebbe restato fino al 1816: in questo periodo, dopo aver usufruito dei fondamentali insegnamenti del vecchio tenore e ora maestro di canto [[Giovanni Ansani]], la cui scuola risaliva forse addirittura a [[Niccolò Porpora]], interpretò parti da [[tenore|baritenore]] in opere di un gran numero di compositori coevi e fu, in particolare, il primo ''Achille'' nell<nowiki>'</nowiki>''[[Ecuba (Manfroce)|Ecuba]]'' dello sfortunato [[Nicola Antonio Manfroce|Manfroce]] (1812), il primo ''Egeo'' nella ''[[Medea in Corinto (Mayr)|Medea in Corinto]]'' di [[Giovanni Simone Mayr|Mayr]] (1813), e, soprattutto, il primo Norfolk nell'''[[Elisabetta, Regina d'Inghilterra]]'' all'esordio di [[Gioachino Rossini|Rossini]] nell'opera seria a Napoli (1815). Per lo stesso Rossini, l'anno successivo, creò a Roma il ruolo di ''Almaviva'' nella prima esecuzione de ''[[Il barbiere di Siviglia (Rossini)|Il barbiere di Siviglia]]''. Durante il suo soggiorno napoletano, García continuò anche la sua attività di compositore ed al [[Teatro San Carlo|San Carlo]] videro la luce le sue opere ''Il califfo di Bagdag'' (1813), appartenente al genere comico, e ''Tella e Dallaton'' (1814), appartenente invece al genere serio.
[[File:Manuel Garcia as Otello in Paris from Gallica.jpg|thumb|left|<div align="center">García nei panni del protagonista<br />nell'''[[Otello (Rossini)|Otello]]'' di [[Gioachino Rossini|Rossini]]</div>]]
====Parigi e Londra====
Tornò quindi a Parigi al ''Théâtre des Italiens'' dal 1816 al 1824: durante questo periodo, il più fulgido della sua carriera, egli si esibì, anche a Londra, sia in ruoli di baritenore, serio (soprattutto ''[[Otello (Rossini)|Otello]]'') e di "mezzo carattere" (''Paolino'' ne [[Il matrimonio segreto]] di [[Domenico Cimarosa]]), sia, con qualche aggiustamento, in ruoli di [[tenore|tenore contraltino]] (''Lindoro'' ne ''[[L'italiana in Algeri]]''), e perfino come [[baritono]] nel repertorio mozartiano (protagonista del ''[[Don Giovanni (Mozart)|Don Giovanni]]'' e ''Conte di Almaviva'' ne ''[[Le nozze di Figaro]]''). Continuò altresì, a pieno ritmo, la sua carriera di compositore e opere da lui musicate furono messe in scena all'''[[Théâtre national de l'Opéra-Comique|Opéra-Comique]]'' (''Le prince d'occasion'', 1817, e ''Les deux contrats de mariage'', 1824), al ''Théâtre des Italiens'' (''Il fazzoletto'', 1820), al ''Gymnase Dramatique'' (''La meunière'', 1821), oltre che nel ''tempio'' maggiore dell'[[Opéra National de Paris|''Académie Royale de Musique (Opéra)'']] (''La mort du Tasse'', 1821, soprattutto,<ref>''La mort du Tasse'' fu probabilmente la più notevole e ben accolta tra le opere parigine di García, ed ebbe anche il riconoscimento di un'edizione ''de luxe'' della partitura, a quattro mesi dalla sua prima esecuzione (Radomski, p. 346).</ref> e ''Florestan, ou Le conseil des Dix'', 1822). A Parigi egli si affermò anche come valente maestro di canto. In tale veste, riuscì a convincere il riluttante primo tenore dell<nowiki>'</nowiki>''Opéra'', [[Louis Nourrit]], a permettere al figlio [[Adolphe Nourrit|Adolphe]] di intraprendere, sotto i suoi insegnamenti, una fulgida carriera canora,<ref>{{cita|Potter|p. 47}}.</ref> e si dedicò in particolare ai propri eredi: la figlia di primo letto Josefa (1803-1850),<ref>James Radomski, ''Introduction'', in Manuel García, ''L'isola disabitata'', Middleton, A-R Editions, 2006, p. XII.</ref> e i due maggiori nati dal secondo matrimonio, [[Manuel García (figlio)|Manuel]], la cui fama come didatta avrebbe superato quella del padre, e [[Maria Malibran|Maria]], poi passata alla storia con il cognome Malibran. Ebbe inoltre tra i suoi allievi anche il futuro [[soprano]] [[Gaetano Donizetti|donizettiano]] [[Henriette Méric-Lalande]].<ref name="Caruselli"/> Nel 1824, aprì un'accademia di canto a Londra e pubblicò anche un saggio dal titolo ''Exercises and Method for Singing''.<ref>''Exercises and Method for Singing, with an Accompaniment, for the Piano Forte, composed and dedicated to Miss Frances Mary Thompson, by Manuel García'', London, T. Boosey & Co., 1824. Si è a lungo ritenuto che il piccolo, e poco significante saggio, fosse la traduzione dell'omologo francese intitolato ''Exercises pour la Voix'', ma, secondo James Radomski, le ultime ricerche hanno consentito di accertare che "la versione francese non uscì fino al dicembre del 1824" ed è quindi posteriore a quella inglese (''...Chronicle...'', p. 170, nota 26).</ref>
Nel biennio 1827-1828, dopo essere stata abbandonata da Maria che aveva approfittato dell'offerta di matrimonio da parte dell<nowiki>'</nowiki>''anziano'' banchiere Eugène Malibran per sottrarsi all'oppressiva tutela paterna, la compagnia si spostò in Messico, dove García fu anche costretto a tradurre in spagnolo le opere che rappresentava, e dove comunque avrebbe voluto stabilirsi permanentemente.
===Gli ultimi anni a Parigi===
sennonchéSennonché successivi disordini politici lo indussero, nel 1829, a rientrare a Parigi,<ref name="Grove"/> dove fu di nuovo accolto con calore. La sua voce cominciava però ormai a dare segni di deterioramento ed egli diede l'addio alle grandi scene con un'ultima rappresentazione del suo ruolo forse preferito, l'''Otello'' di Rossini.<ref name="Caruselli"/> Mai cessando di comporre, ed anche continuando ad apparire su palcoscenici minori "a dispetto dei suoi capelli bianchi" («Revue Musicale», marzo 1831), egli si dedicò quindi di nuovo all'insegnamento, attività per la quale sembrava essere particolarmente portato,<ref name="Grove"/> coinvolgendo questa volta la figlia più piccola, [[Pauline Viardot|Pauline]], che avrebbe anch'essa conquistato gran fama in Europa, e non solo come cantante, con il cognome maritale di [[Louis Viardot|Viardot]]. Dopo essere apparso un'ultima volta sul palcoscenico, in un ruolo buffo, nell'agosto del 1831, García morì il 10 giugno dell'anno successivo e fu seppellito nel [[Cimitero del Père-Lachaise]]. L'orazione funebre fu tenuta da [[François-Joseph Fétis]], che "lo ricordò soprattutto come compositore, lamentando che i suoi lavori migliori rimanessero non pubblicati, così com'è del resto ancor vero tutt'oggi". Il retaggio del suo insegnamento nel campo dell'arte lirica, comunque, per il tramite dei figli, cantanti e didatti del canto, sarebbe rimasto vivo e fecondo fin ben addentro al XX secolo.<ref name="Grove"/>
 
=== Famiglia ===