Differenze tra le versioni di "La saga dei Nibelunghi"

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Nel [[V secolo]], il castello del re Siegmund e della regina Siegland, sovrani del regno di [[Xanten]], viene attaccato dal popolo [[Sassoni|sassone]] guidato dai Re Gemelli. Per salvare il figlio di tre anni dei regnanti, [[Sigfrido]], questi viene abbandonato al corso delle acque di un fiume. Perduta la memoria, viene ritrovato dal fabbro Eyvind che decide di tenerlo con sé, chiamandolo Eric. Dodici anni dopo, una notte un meteorite cade poco distante dalla casa di Eric; il giovane raggiunge il luogo dell'impatto e lotta con una sconosciuta, atterrandola. Questi è [[Brunilde]], regina d'[[Islanda]], che vede avverarsi la profezia secondo la quale un uomo l'avrebbe battuta e sarebbe diventato suo compagno. Dopo una notte d'amore, la donna scompare con il suo pezzo di meteorite, dicendo però che avrebbe aspettato Eric finché non avesse scoperto le sue vere origini.
 
Eric e suo padre raggiungono il regno di [[Burgundi]]a per vendere le loro spade e scoprono come il [[drago]] [[Fáfnir]] semini il terrore, e neanche il re [[Gundicaro|Gunther]] riesca a sconfiggerlo. Forgiata [[Gramr|Balmung]], una spada con il metallo del meteorite, Eric uccide la bestia, e grazie al suo sangue, la sua pelle diventa invincibileinvulnerabile e i suoi sensi si intensificano. Nonostante i fantasmi dei [[Nibelunghi]] lo minaccino delle maledizioni che gravano sul tesoro custodito dal drago, Eric se ne impossessa lo stesso, tenendo [[Andvaranautr]], l'Anello dei Nibelunghi, l'oggetto più antico e più prezioso del tesoro, per sé, indossandolo e divenendo il legittimo proprietario di tutte quelle ricchezze. Il capo dei nibelunghiNibelunghi tenta di mettere in guardia il ragazzo dalla maledizione dell'oro, avvertendolo che chi si impossessa dell'anello e dell'oro muore di morte violenta, e che un giorno colui che sarà suo nemico troverà la sua debolezza e, attraverso essa, lo distruggerà. Eric poco dopo fronteggia il nano Alberich che tenta di ucciderlo assumendo le sue sembianze, ma Eric essendo invulnerabile ha la meglio e Alberich, pur di essere risparmiato gli cede l'elmo usato per trasformarsi, rivelando che attraverso esso si può assumere le sembianze di un altro indossandolo e pronunciando una formula magica che il nano gli svela.
 
Dopo aver provato il potere dell'elmo, Eric decide di risparmiare Alberich, ma il capo dei nibelunghi tenta di metterlo una seconda volta in guardia, non solo sul pericolo che la maledizione logli porterebbe, ma che Alberich tenterà di vendicarsi per la perdita dell'elmo, rivelando inoltre che il nano tentò di impadronirseneimpadronirsi del tesoro in passato, venendo poi bandito e privato della sua immortalità; a quel punto, Eric tentaprova dia negoziare con i nibelunghiNibelunghi, proponendo di dividere metà del tesoro tra lui e loro, ma il capo dei nibelunghinani si rifiuta, provando a metterlo in guardia per l'ultima volta, dicendogli che perfino metà del tesoro o l'anello singolarmentesolamente basterebbero a gettare l'intera maledizione su di lui a quel punto; Eric stufatosidecide della cocciutaggine dei nibelunghi decidecomunque di tenerlo solo, per lui e poi donarlo all'amata Brunilde., Mama prima di fare ciò decide di donarloaffidarlo a Re Gunther per custodirlo per un certo periodo di tempo, prima di portarlo a Brunilde.
 
Acclamato come eroe, al suo ritorno il Re gli domanda aiuto a Eric per sconfiggere una minaccia incombente, l'esercito sassone. Anche il fratello del Re, il Principe [[Giselcaro|Giselher]], vuole partecipare alla battaglia, ma dovrà rimanere nel regno, per prendere il posto del Re nelin caso di sua morte. Alla vista e alla sconfitta dei Re Gemelli, Eric recupera la memoria, ricordando di essere Sigfrido, l'erede al trono di [[Xanten]] ede sebbene mostri pietà ai Re Gemelli, questi lo aggrediscono a tradimento, finendo comunque uccisi. Sigfrido ora sa chi è veramente, e dopo aver assistito alla morte del vecchio Eyvind e averlo seppellito, è pronto pera raggiungere e sposare Brunilde., Mama per mantenere il tesoro a Burgundia, [[Hagen (mitologia)|Hagen]], luogotenente del Re, grazie ad una pozione delfornitagli dal padre, il nano traditore dei Nibelughi [[Alberich]], fa innamorare Sigfrido di [[Gudrun (mitologia)|Crimilde]], sorella del re, rendendo vecchio ed avvizzito il ricordo dell'amore provato per Brunilde.
 
Nel frattempo, Gunther pretende proprio la mano della Regina Brunilde, ma sa di non essere in grado di sconfiggerla, condizione unica per sposarla. Essendo a conoscenza del fatto che Sigfrido possiede il magico Tarnhelm, un elmo rubato ad Alberich che fa cambiare le sembianze di chi lo indossa, il Re chiede a Sigfrido di accompagnarlo e scontrarsi con Brunilde al suo posto. Durante la spedizione per l'Islanda, anche il Giselher si imbarca clandestinamente. Nonostante la rabbia e la delusione di Brunilde, che si vede ignorata da Sigfrido, con l'inganno dell'elmo l'eroe la sconfigge e, come ricompensa per il suo favore, Gunther chiede a Sigfrido di diventare suo fratello di sangue, insieme a Giselher. Sigfrido, non riesce a ferirsi per il patto, avendo ormai la pelle impenetrabile, resa così dal sangue del drago, ma l'unico punto che può essere trapassato sul suo corpo è alla base del collo, lembo di pelle coperto da una foglia durante il bagno nel sangue di Fáfnir, un segreto che egli condivide con Gunther, Giselher e, involontariamente, anche con Hagen.
 
Al ritorno a Burgundia, vengono celebrate le doppie nozze di Sigfrido e [[Gudrun (mitologia)|Crimilde]] e di Gunther e Brunilde; la prima notte di nozze però, quest'ultima rifiuta Gunther, poiché non riesce a sopraffarla come in Islanda, cosa che insospettisce la regina. Il re chiede nuovamente a Sigfrido di sostituirsi a lui, facendogli rubare la cintura che le donava suprema forza. Durante questo scambio, Giselher, già conscio del fatto che in realtà è stato Sigfrido a sfidare Brunilde al posto di Gunther in Islanda, avendo origliato nella stanza in cui suo fratello si era nascosto durante la sfida, scopre l'inganno ma non dice niente. Dopo questo ennesimo favore a Gunther però, Crimilde scopre Sigfrido, e chiede di conoscere la verità: Sigfrido accondiscende, chiedendole di mantenere il più assoluto riserbo per evitare uno scandalo. Tuttavia Crimilde, in preda alla rabbia per il trattamento che Brunilde spesso le riserva, poiché la ritiene una nobile di rango inferiore, rivela la verità alla cognata dinanzi a tutta Burgundia.
 
Brunilde chiede così a suo marito vendetta per l'umiliazione, e Hagen si prepara ad assassinarloassassinare Sigfrido, poiché solo con la morte potrà espiare la sua colpa. Crimilde distrutta dai sensi di colpa chiede udienza a Brunilde e, venendo a conoscenza dell'amore di quest'ultima per Sigfrido, sconvolta le spiega la verità sulla pozione d'amore. Consumata dalla gelosia per il fatto che Sigfrido amasse Brunildeun'altra e non lei, influenzata dalle machinazionimacchinazioni di Hagen, egliaccettò leda consegnòlui la pozione che avrebbe cancellato i ricordi del vecchio amore, affermando che Sigfrido non ne sapeva niente, chiedendo perdono a Brunilde che, scioccata e terrorizzata dalla verità appena scoperta, si affretta a cercare Sigfrido, consapevole dell'immane pericolo, ma ormai è troppo tardi. Sigfrido allontanato da una battuta di caccia insieme al re Gunther e Hagen non è a conoscenza che essi, stanno cospirando contro di lui per ucciderlo. Colto alla spalle, Hagen uccide Sigfrido, trafiggendolo nell'unico punto dove poteva essere ucciso poiché quello era il punto dove era caduta la foglia e il sangue del drago non aveva bagnato. Brunilde percepisce da lontano la morte del suo amato, piangendo disperata. Sigfrido ormai morente capisce che i nibelunghi gli avevano detto la verità e che la maledizione si è comunque compiuta, con l'effetto della pozione cessato, ripensando al suo unico vero amore Brunilde, riesce a pronunciare come ultima cosa il suo nome di Brunilde.
 
Ritornati a casa con il cadavere di Sigfrido, Hagen e Gunther raccontano di essere stati assaliti dai [[Sassoni]], ma Crimilde li smaschera davanti a tutto il regno, col supporto di Giselher, ormai stanco delle bugie di suo fratello e del suo consigliere, e, dopo aver gettato via [[Andvaranautr]], ricevuto come pegno d'amore da Sigfrido, cede i suoi diritti sul tesoro dei Nibelunghi, comprendendo che è stato solo una fonte di sventura. Gunther ed Hagen in quel momento si accaniscono sull'anello sfidandosi per impossessarsi del tesoro, mostrando infine, il loro lato marcio e la loro meschinità. Nella colluttazione, Hagen ritiene il tesoro di sua proprietà in quanto figlio del nano traditore Alberich., Mama alle offese sprezzanti di Gunther, furente, prende una spada trafiggendoloe lo trafigge a morte, potendoimpossessandosi finalmente disporre del tesorodell'anello e di governare il suo regno chiedendo a chi desidera il tesoro di unirsi a lui. Ma subito dopo Brunilde lo sfida per vendicare il suo amato Sigfrido. Benché più di un avversario si avventi su Brunilde, nessuno riesce a prevalere sulla regina guerriera che uccide tutti gli avversari uno dopo l'altro.
 
Combattendo infine contro Hagen, Brunilde lo ferisce gravemente a un braccio e a una spalla, facendolo crollare in ginocchio e dandogli un ultimo possente colpo che lo decapita, cancellando definitivamente la corruzione e la sua meschinità cheponendo portòfine nelalle regnoostilità. Sigfrido viene infine omaggiato con un [[funerale vichingo]] e, sulla nave, la cui prora è adornata col teschio di Fáfnir, che va alla deriva e a fuoco, piena degli oggetti preziosi dei Nibelunghi, Brunilde si trafigge con Balmung, morendo accanto al suo amore e trovando la pace insieme in fondo al letto del fiume, circondati dal tesoro dei Nibelunghi. La maledizione del tesoro dei Nibelunghi è stata infine spezzata grazie proprio all'amore dei 2due giovani amanti, che finalmenteora riuniti nella morte. possono finalmente stare insieme infattiInfatti solo l'amore di un amore sincero poteva rompere la maledizione del tesoro dei nibelunghiNibelunghi, e ora l'anello e il tesoro rimarranno sul fondo del Reno accanto a Sigfrido e Brunilde, gli unici dimostratisi degni in quanto non hanno mai voluto l'oro e l'anello per avidità e cupidigia ma per amore e pace.
 
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