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Anche il proposito di una sistemazione all'interno del monastero del Soccorso naufragò, ma l'inagurazione del tribunale si ebbe lo stesso all'interno del monastero di Santa Teresa in data 7 gennaio 1809 nonostante la sede non fosse adatta allo scopo. A risolvere il problema della sede del tribunale fu il conte Francesco Viti, il quale mise a disposizione il suo palazzo, situato di fronte al [[Monastero di Santa Chiara (Altamura)|monastero di Santa Chiara]] a fronte di una canone di locazione annuo di 1671 lire. Il palazzo era composto di ventidue "stanze ampie e comodissime e di una estesa galleria".<ref>{{Cita|Ventricelli|pag. 58}}.</ref>
 
=== Altamura e la corteCorte d'appello ===
Con decreto datato 8 agosto 1806, [[Giuseppe Bonaparte]] aveva concesso ad Altamura lo stato di circondario amministrativo, una sorta di capoluogo del distretto composto da [[Acquaviva delle Fonti]], [[Cassano]], [[Gioia del Colle]], [[Gravina in Puglia]], [[Grumo Appula]], [[Noci]] e [[Santeramo in Colle]]. Durante il suo viaggio in [[Puglia]], re Giuseppe Bonaparte affermò che la riforma della giustizia era il suo scopo principale,<ref>{{Cita|Ventricelli|pag. 55}}</ref> e il giorno 8 aprile 1807 re Giuseppe Bonaparte visitò la stessa città di Altamura, dove fu accolto in modo trionfale. Lo stesso giorno il re scrisse una lettera a suo fratello [[Napoleone Bonaparte]]<ref>{{Cita|Du Casse|pag. 333}}</ref> e in ricordo dell'evento fu realizzata un'edicola commemorativa nota come l'[[epitaffio di Altamura]] (la cui iscrizione fu poi resa illegibile con il ritorno dei Borbone).<ref>{{Cita|storie-inedite|pagg. 263-264}}</ref>
 
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