Differenze tra le versioni di "Guerriglia irachena"

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I movimenti di guerriglia sono sorti rapidamente dopo l'invasione dell'Iraq del 2003 e prima ancora dell'insediamento del nuovo governo nazionale. Dall'inizio del [[2004]] fino al maggio [[2007]], l'obiettivo principale della guerriglia erano le forze della coalizione internazionale (74% degli attacchi) e, a seguire, le forze di sicurezza irachene considerate [[collaborazionismo|collaborazioniste]] della coalizione.<ref>Le cifre sono riportate in un servizio realizzato per il ''[[New York Times]]'' dai giornalisti Molly Bingham e Steve Connors che citano come fonte [[Il Pentagono]]. In {{Cita web |titolo=Meeting Resistance: New Doc Follows Iraqis Fighting U.S. Occupation of Their Country |autore=Molly Bingham e Steve Connors |editore=Democracy Now! |url=https://www.democracynow.org/article.pl?sid=07/10/18/1419205 |accesso=1º agosto 2008 |urlmorto=sì |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20071113204643/http://www.democracynow.org/article.pl?sid=07%2F10%2F18%2F1419205 |dataarchivio=13 novembre 2007 }}</ref> Una parte degli attacchi sono stati, invece, diretti verso obiettivi civili o hanno provocato, se diretti contro obiettivi militari, un largo numero di vittime civili. Secondo un [[Sondaggio d'opinione|sondaggio]] realizzato nel febbraio-marzo 2007 dai network televisivi [[American Broadcasting Company|ABC]] e [[BBC]] (il terzo dal [[2004]]), il 51% degli iracheni approva gli attacchi alla Coalizione (il tasso di approvazione sale al 90% tra gli arabi sunniti), ma l'86% si dice anche preoccupato che i propri familiari possano perire nelle violenze.<ref>{{Cita web|url=http://www.msnbc.msn.com/id/17687430/|titolo=Poll: Iraqis pessimistic about war’s outcome|editore=MSNBC|data=marzo 2007}}</ref>
 
La guerriglia ha anche cercato di impadronirsi del flusso di denaro generato dalle ingenti quantità di [[petrolio]] presenti in [[Iraq]], o quanto meno di limitare la capacità del governo di sfruttare questa risorsa. A tale scopo sino stati sabotati gli [[oleodotto|oleodotti]] e minacciati funzionari delle [[Estrazione del petrolio|compagnie petrolifere]], concentrandosi sulle raffinerie presenti a [[Kirkuk]] e [[Bassora]], facendo deragliare il flusso che trasportava oltre 1.,6 milioni di [[Barile (unità di misura)|barili]] di greggio al giorno.<ref>{{cita web|url=http://www.europaquotidiano.it/2004/06/17/%C8%A0il-petrolio-lobiettivo-della-guerriglia-irachena-dopo-bassora-kirkuk/|titolo=Il petrolio l’obiettivo della guerriglia irachena|data=17 giugno 2004|accesso=15 gennaio 2016|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160826181822/http://www.europaquotidiano.it/2004/06/17/%C8%A0il-petrolio-lobiettivo-della-guerriglia-irachena-dopo-bassora-kirkuk/|dataarchivio=26 agosto 2016|urlmorto=sì}}</ref>
 
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