Differenze tra le versioni di "Giovanni Boccaccio"

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[[File:Certaldo Alto-chiesa ss jacopo e filippo-lastra tombale Boccaccio.jpg|miniatura|Lastra tombale, realizzata tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, in onore di Giovanni Boccaccio, al centro della navata della chiesa dei Santi Jacopo e Filippo a Certaldo.|261x261px]]
Gli ultimi mesi passarono tra le sofferenze fisiche e il dolore per la perdita dell'amico Petrarca, morto tra il 18 e il 19 luglio del 1374. A testimonianza di questo dolore abbiamo l'''[https://web.archive.org/web/20160205042026/http://ww2.bibliotecaitaliana.it/xtf/view?docId=bibit000919%2Fbibit000919.xml&chunk.id=d31e845&toc.depth=1&toc.id=&brand=newlook Epistola XXIV]'' indirizzata al genero dello scomparso [[Francescuolo da Brossano]], in cui il poeta rinnova l'amicizia con il poeta laureato, sentimento che si protrarrà oltre alla morte. Infine, il 21 dicembre 1375 Boccaccio spirò nella sua casa di [[Certaldo]]<ref>{{Cita|Branca 1977|p. 192}}.</ref>. Pianto sinceramente dai suoi contemporanei o discepoli ([[Franco Sacchetti]]<ref>{{Cita|Sacchetti|p. 225}}{{citazione|Or è mancata ogni poesia / E vòte son le case del Parnaso}}</ref>, [[Coluccio Salutati]]<ref>Coluccio Salutati, che sarà destinato a raccogliere l'eredità umanista all'interno di [[Firenze]], aggiunse all'epitaffio boccacciano un elogio commosso dell'alto valore umano e culturale lasciato in eredità dal Boccaccio: {{Citazione|Perché, o celebre poeta, che hai cantato nel volgare idioma, / avanzi nel corso del tempo? [...] Mille fatiche ti rendono celebre presso il volgo / : nessuna epoca tacerà sul tuo conto.|[[Coluccio Salutati]], epitaffio tratto da {{Cita|Branca 1977|p. 193}}|Inclyte cur vates, humili sermone locutus, / de te pertransis? [...] te vulgo mille labores / percelebrem faciunt: etas te nulla silebit.|lingua=la}}
</ref>) e dai suoi amici ([[Donato Albanzani|Donato degli Albanzani]], [[Francescuolo da Brossano]], genero di Petrarca), Boccaccio fu sepolto con tutti gli onori nella [[Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo (Certaldo)|chiesa dei Santi Iacopo e Filippo]]<ref group="N">Come per le spoglie di Dante, anche quelle del Boccaccio non ebbero un riposo adeguato. Riesumato nel 1783 in vigore delle leggi sui cimiteri legiferate dal granduca [[Leopoldo II d'Asburgo-Lorena|Pietro Leopoldo]], il corpo di Boccaccio fu "scoperto", agli inizi del [[XX secolo|'900]], dal [[Prevosto|preposto]] di Certaldo don Alessandro Pieratti. NelLe "Convegnoossa deiritrovate dotti"furono delidentificate 1949con siquelle stabilìdel cheBoccaccio, quellenel ossa"Convegno nondei appartenesserodotti" adel Boccaccio1949. Si veda: {{Cita|Casa del Boccaccio|titolo=Tomba del Boccaccio}}.</ref>. Sulla sua tomba volle che venisse ricordata la sua passione dominante per la poesia<ref>Nonostante Boccaccio venga ricordato per il suo contributo allo sviluppo della prosa volgare con la stesura del ''Decameron'', il poeta certaldese si professò ardente ammiratore della poesia in generale, tanto da stendere, nel XV libro della ''Genealogia'', un'appassionata difesa. A tal proposito, Giuliano Tanturli riassume il rapporto tra la lirica e il Certaldese: {{Citazione|[Boccaccio] volle affidare, a suggello non solo di questa [opera, cioè la ''Genealogia''] ma di tutta l'opera sua, l'appassionata e argomentata difesa della poesia...|{{Cita|Tanturli|p. 19}}}}</ref>, con la seguente iscrizione funebre<ref>{{cita|Casa del Boccaccio|titolo=Tomba del Boccaccio}}.</ref>:
 
{{Citazione|Sotto questa lastra giacciono le ceneri e le ossa di Giovanni:<br />La mente si pone davanti a Dio, ornata dai meriti delle fatiche della vita mortale.<br />Boccaccio gli fu genitore, Certaldo la patria, amore l’alma poesia.|Epitaffio funebre di Giovanni Boccaccio