Differenze tra le versioni di "Bernardo Mattarella"

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== L'atteggiamento nei confronti della Mafia ==
[[File:Bernardo e Sergio Mattarella.jpg|miniatura|sinistra|Bernardo Mattarella in compagnia del figlio Sergio, 1963]]
Nel 1943 fu il primo a entrare in contatto epistolare con don [[Luigi Sturzo]], ancora esule negli [[Stati Uniti d'America]]. In una lettera datata 25 maggio 1944 manifestava a Sturzo l'allarme per l'azione del [[separatismo siciliano]], esprimendosi in questi termini: «È comunque un movimento che occorre seguire e vigilare continuamente, anche per l'elemento poco buono da cui è circondato, la mafia, riportata dai feudatari separatisti all'onore della ribalta politica.»<ref>Francesco Malgeri, ''Luigi Sturzo- scritti inediti'', volume terzo: 1940-1946, Edizioni Cinque lune-Istituto Luigi Sturzo, Roma 1976, p. 275</ref>. In altra lettera del 29 giugno 1946, poco dopo il voto per l'[[Assemblea Costituente]], Bernardo Mattarella così scriveva a Luigi Sturzo: «La lotta elettorale è stata dura e faticosa, ma ci ha dato anche il grande risultato del pieno fallimento della mafia... I separatisti, che ne dividevano con i liberali i favori, sono stati miseramente sconfitti»<ref>Vittorio De Marco, ''Sturzo e la Sicilia nel secondo dopoguerra, 1943-1959'', S.E.I. Torino 1996, p. 298</ref>. Il 3 giugno 1944 su ''Popolo e Libertà'', il giornale che dirigeva, Bernardo Mattarella pubblicò un articolo in cui attaccava il leader dei separatisti, accusandolo di avere l'appoggio della mafia e scrivendo: «Ha sulla coscienza la triste responsabilità di avere riunito attorno a sé, cercando di ripotenziarla, l'organizzazione più pericolosa e sopraffattrice che abbia afflitto, per lunghi anni, le nostre contrade.»
 
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