Differenze tra le versioni di "Carlo Venegoni"

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Impegnato nella [[sindacato|lotta sindacale]] e in azioni contro il [[fascismo|regime fascista]], nel [[1924]] è insieme a [[Amadeo Bordiga]] e agli altri massimi dirigenti del suo partito a [[Mosca (Russia)|Mosca]]. Qui incontra la [[politica|classe politica]] [[URSS|sovietica]] divisa, scomposta dopo la morte di [[Lenin]]: durante i lavori della 4 [[Quarta Internazionale|internazionale]], ascolta i discorsi di [[Trotsky]] (da cui rimane favorevolmente impressionato) e [[Stalin]]. È a Mosca che aderisce alla corrente di sinistra del Partito Comunista.
 
Tornato in Italia, nel 1926 viene eletto nel comitato centrale del Partito comunista con la responsabilità del [[sindacato|lavoro sindacale]]. Partecipa alle attività clandestine del Partito Comunista, e della [[Confederazione Generale del Lavoro|CGIL]] agendo a [[Genova]] e a [[Torino]]. Proprio qui, nel [[1927]], viene arrestato. Condannato dal Tribunale Speciale fascista a 10 anni di reclusione,<ref>{{cita web |url=http://www.anpi.it/ts/1928_4trim.htm |titolo=Copia archiviata |accesso=19 ottobre 2009 |urlmorto=sì |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20050802094010/http://www.anpi.it/ts/1928_4trim.htm |dataarchivio=2 agosto 2005 }}</ref> fu tenuto prigioniero sino al [[1933]] subendo molti trasferimenti: ([[Volterra]], [[Alessandria]], [[Isola d'Elba|Porto Ferraio]]). Liberato, pur sottoposto al regime della libertà vigilata riprenderà l'attività clandestina.
 
Allo scoppio della [[seconda guerra mondiale]] (giugno [[1940]]), viene nuovamente incarcerato e rinchiuso nel [[campo di concentramento]] fascista di [[Colfiorito]]. Ricoverato come detenuto nel sanatorio di Legnano a causa della [[tubercolosi]] contratta in carcere, sarà rilasciato solo nel [[1943]].