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Dopo la morte avvenuta nel 1729 di Cesare Michelangelo si ebbe un significativo ridimensionamento dei possedimenti dei d'Avalos. Molti feudi vennero infatti ceduti per coprire gli ingenti debiti del defunto; tuttavia una parte consistente dei titoli e dei possedimenti d'Avalos venne infine riconosciuta nel 1743 al suo erede designato, il nipote Giovan Battista d'Avalos, esponente del ramo pugliese (dei principi di Troia) della famiglia. Quest'ultimo ramo continuò ad essere titolare del marchesato del Vasto e del marchesato di Pescara fino all'[[eversione della feudalità]] del 1806, estinguendosi nella linea principale nel 1862 con la morte di Alfonso.
 
La linea cadetta di Ceppaloni derivòebbe origine da Rodrigo (figlio di [[Alfonso I d'Avalos|Alfonso]], fratello di Innico I d'Avalos), cheal ebbequale venne concesso nel 1529 dall'imperatore [[Carlo V d'Asburgo]] il [[feudo]] dell'omonimo borgo, egià chepossedimento del ribelle Giacomo Antonio della Marra. Rodrigo sposò in seconde nozze Feliciana de Gregorio, nobile di [[Benevento]] entrando così nel possesso del feudo rustico di Villafranca, nel contado di Benevento.<ref>Ricca, vol. 1, p. 285</ref> A questiRodrigo successe il primogenito Alfonso che sposò Costanza Caracciolo d'Aragona dadalla cuiquale ebbe vari figli, tra cui Rodrigo che ereditò il feudo chedi poi fuCeppaloni, venduto nel 1572 ai [[Coscia (famiglia)|Coscia]].
Questo ramo fu iscritto anche nella nobiltà di [[Benevento]] e si estinse agli inizi del [[Seicento]] .<ref>Filiberto Campanile, ''L'armi, overo Insegne dei nobili, scritte dal signor Filiberto Campanile ...'', Napoli, 1680, p. 163.</ref> <ref>Alfredo Rossi, ''Ceppaloni. Storia e società di un paese del regno di Napoli'', ed. Pro Loco di Ceppaloni, 2011. ISBN 978-88-906209-0-4</ref>
 
Altro ramo cadetto della famiglia fu quello di Montesarchio, originatosi con Giovanni I d'Avalos, (figlio primogenito di [[Cesare d'Avalos]]), il quale con diploma sottoscritto a Madrid in data 21 novembre 1628 ottenne da [[Filippo IV di Spagna]] il diritto di fregiarsi del titolo di principe per tale feudo<ref>Ricca, ''La nobiltà del Regno delle Due Sicilie'', parte prima, volume III, 1865, p. 353</ref> (il titolo di principe di Montesarchio era stato creato da [[Carlo V d'Asburgo]] con privilegio datato 29 luglio 1532 per [[Alfonso III d'Avalos]]<ref>Ricca, ''Istoria de' feudi d'Italia intorno alle successioni legali ne' medesimi'', volume 1, 1861, p. 23</ref>). Tale ramo (che annoverò al suo interno personaggi di spicco della politica del reame di Napoli quali [[Andrea d'Avalos]]) sarebbe poi confluito, in seguito ad una serie di matrimoni interni alla famiglia d'Avalos, nel ramo pugliese della famiglia, quello dei principi di Troia, originatosi con Francesco d'Avalos (figlio secondogenito di Giovanni I d'Avalos), al quale venne concesso da [[Filippo IV di Spagna]] tale titolo con rescritto datato 22 giugno 1649.<ref>Magdaleno Redondo, p. 48</ref> La figlia di Andrea d'Avalos, Giulia, sposò infatti Giovanni II d'Avalos, figlio del summenzionato Francesco d'Avalos. Giulia entrò nella titolarità del principato di Montesarchio in virtù della rinuncia a suo favore fatta dalla sorella maggiore Andreana, moglie di Giuseppe I de' Medici di Ottajano. Il figlio di Giovanni II e Giulia, Niccolò d'Avalos pervenne a sua volta nella titolarità del principato mediante donazione del 1709. Niccolò d'Avalos era il cognato di Cesare Michelangelo d'Avalos, in quanto fratello della consorte di questi Ippolita. L'erede designato di Cesare Michelangelo sarebbe stato il figlio di Nicolò, Giovan Battista d'Avalos, che avrebbe inoltre incamerato nel 1729 i titoli paterni di principe di Troia e di Montesarchio.
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