Differenze tra le versioni di "Ruy López Dávalos"

aggiungo riferimento
(correzione tmp + box successione)
(aggiungo riferimento)
|sottotitolo =
|periodo =
|inizio reggenza = [[14011400]]
|fine reggenza = [[1422]]
|investitura =
Venne nominato ''adelantado mayor'' di Murcia nel 1396 e connestabile di Castiglia nel 1400. Fu inoltre ''valido'' e ''camarero mayor'' di Enrico III di Castiglia. All'apice del suo potere Ruy López Dávalos deteneva i feudi di Arenas de San Pedro, Colmenar de las Ferrerías de Ávila, La Torre de Esteban Hambrán, Jódar, Castillo de Bayuela e Arcos de la Frontera. Il 2 maggio del 1401 egli acquisì inoltre il titolo di conte di Ribadeo da [[:fr:Pierre le Bègue de Villaines|Pierre le Bègue de Villaines]]. Il Dávalos edificò il [[:es:Castillo de Arenas de San Pedro|castello di Arenas de San Pedro]] tra il 1400 e il 1420 e un palazzo a Úbeda in seguito demolito con la sua caduta in disgrazia. Sul medesimo terreno sarebbe stato costruito nel XVI secolo da Andrés Davalos de la Cueva la [[:es:Casa de las Torres|Casa de las Torres]].
 
Durante la minore età di Giovanni II di Castiglia Ruy López Dávalos fu un fidato sostenitore del reggente [[Ferdinando I d'Aragona|Ferdinando d'Antequera]], in seguito asceso al trono aragonese. Il Dávalos fu successivamente sostenitore di [[Enrico di Trastámara (1400-1445)|Enrico d'Aragona]], parte perdente nelle contese dinastiche durante il regno di [[Giovanni II di Castiglia]] ([[1406]]-[[1454]]). Ruy López Dávalos infatti appoggiò il cosiddetto ''golpe di Tordesillas'', avvenuto nel luglio del 1420, che si prefiggeva di prendere in ostaggio il quattordicenne Giovanni II. Nonostante l'iniziale successo dell'operazione, la pronta risposta delle forze fedeli a Giovanni determinò tuttavia il suo fallimento. Giovanni preso prigioniero e condotto a Talavera riuscì di evadere dalla prigionia nel novembre del 1420 grazie all'intervento di [[Álvaro de Luna]] e delle forze a lui fedeli, rifugiandosi nel castello di Puebla de Montalbán. Il castello venne posto sotto assedio da Enrico, il quale tuttavia desistette in seguito alla notizia dell'approssimarsi delle forze guidate dal fratello e rivale [[Giovanni II d'Aragona]], sostenitore di Giovanni II di Castiglia. Nel 1422 il Dávalos venne privato della sua carica di connestabile che venne data a Álvaro de Luna, braccio destro di Giovanni II e comandante delle forze che avevano liberato Giovanni dalla sua prigionia. Sempre su istigazione del de Luna il Dávalos venne inoltre falsamente accusato nel 14231422 di aver complottato con iil Morisultano di Granada.<ref>Trifón Muñoz y Soliva, ''Historia de la muy N. L. E I. Ciudad de Cuenca'', libro II, Cuenca, 1867, p. 254</ref> Mandato in esilio morì a [[Valencia]] il 6 gennaio del 1428, sotto la protezione del re [[Alfonso V d'Aragona]].
 
== Matrimoni e discendenza ==
8 109

contributi