Differenze tra le versioni di "Antonio Fogazzaro"

m
Il romanzo si conclude con l'incontro dei due coniugi all'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]], nel 1859, dove Franco s'imbarca per raggiungere la riva lombarda del [[lago Maggiore]] e combattere con le truppe italiane: l'annuncio del rinnovamento risorgimentale allude a un prossimo, rinnovato rapporto tra Franco e Luisa.
 
Come scrisse il Gallarati Scotti nella sua biografia, in questo romanzo il Fogazzaro « [...] ha scoperto le pure sorgenti della sua sincerità e della sua ispirazione. L'accento nuovo e originale egli l'ha trovato nella rinuncia a tutti i sentimenti torbidi e convenzionali che attraggono le masse e in una più intima comunione con gli ideali che gli erano stati trasmessi dai suoi padri; con gli uomini e la terra della sua infanzia. Egli ha voluto glorificare le cose umili e non comprese dal mondo: un paese nascosto tra le ultime pieghe della terra lombarda; anime generose, dolorose e buone, nascoste tra le pieghe della grande storia del Risorgimento; virtù eroiche ma non apparenti, vicende piane, affetti sani, l'amore nel matrimonio, il dolore nella famiglia, il dramma intimo fra le pareti di una modesta casa borghese».
 
Fu l'unanime successo del romanzo a spingere re [[Umberto I d'Italia|Umberto I]] a emanare, il 25 ottobre 1896, il decreto di nomina a [[Senato del Regno (Italia)|senatore]] del Fogazzaro il quale tuttavia, avendo un censo inferiore alle canoniche 3.000 lire d'imposta, poté entrare in Senato solo il 14 giugno 1900, soddisfacendo allora ai requisiti richiesti.
[[File:Basilica Palladiana (Vicenza) - facade on Piazza dei signori.jpg|thumb|left|Vicenza, [[Piazza dei Signori (Vicenza)|Piazza dei Signori]] e la [[Basilica Palladiana]]]]
 
Il 2 marzo 1897, centenario della nascita di [[Antonio Rosmini]], furono pubblicati dall'[[Accademia Roveretana degli Agiati|Accademia degli Agiati]] di [[Rovereto]] due volumi sul filosofo trentino, nei quali è contenuto anche lo studio di Fogazzaro ''La figura di Antonio Rosmini'', da lui considerato « [...] il propugnatore dell'unità italiana, delle istituzioni liberali e d'una riforma ecclesiastica; il contraddittore formidabile di certi teologi e moralisti e soprattutto il patrono, per così dire, di una specie di opposizione costituzionale cattolica, che osa disapprovare l'azione del partito preponderante nella Chiesa».
 
Il 6 giugno, a Vicenza, tenne un discorso dalla loggia della [[Basilica Palladiana]] per l'inaugurazione di un busto di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], esaltando l'opera del politico piemontese che « [...] affrontò intrepido, per la libertà dei commerci, le collere di plebi ingannate; stette nella questione ecclesiastica, a difesa della libertà civile, contro tutto che nel suo paese era più potente, l'alto clero, gran parte della classe cui egli stesso appartenne, gli uomini più provati nel servizio del Re e dello Stato», opponendosi a ogni ipotesi di restaurazione del potere temporale e facendo propria la massima famosa della «Libera Chiesa in libero Stato».
 
=== ''Piccolo mondo moderno'' ===