Differenze tra le versioni di "XMM-Newton"

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* Ad inizio 2007, un gruppo di scienziati, analizzando dati provenienti da questo satellite, ha identificato un eccesso di [[Calcio (elemento chimico)|calcio]] e di [[nichel|nickel]] negli [[Ammasso stellare|ammassi stellari]]<ref>{{Cita web|http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1294345|Un universo ricco di calcio}}</ref>.
* Dopo vent'anni di osservazioni è stata documentata la presenza di gas caldo e diffuso che permea il cosmo: confrontando le emissioni a raggi X di un lontano quasar rilevate dai telescopi XMM-Newton e [[Telescopio Chandra|Chandra]] della NASA è stata trovata la ''firma'' dell'ossigeno nel caldo gas intergalattico tra noi e il lontano quasar.<ref>{{Cita web |url=http://sci.esa.int/xmm-newton/60427-xmm-newton-finds-missing-intergalactic-material/ |titolo=XMM-NEWTON FINDS MISSING INTERGALACTIC MATERIAL |sito=esa.int |data=20 giugno 2018 |lingua=en}}</ref>
* Dopo 8 anni di studi si è confermato come, attraverso gli outflows, i [[buchi neri supermassicci]] trasferiscano la loro energia nell'ambiente circostante, spazzando gradualmente via i gas dalle regioni centrali della galassia, che altrimenti porterebbe ad arrestare la formazione stellare. I cosiddetti ''ultrafast outflows'' sono dei flussi ultraveloci di gas ionizzato, che possono raggiungere il 40% della [[velocità della luce]]. Gli autflowsoutflows più lenti, invece, mostrano caratteristiche fisiche simili alla materia circostante, come la densità delle particelle, e con gli ultimi studi si è scoperto un terzo tipo di outflows, che combina la velocità e le proprietà fisiche degli altri due. Si ritiene che quest'ultimo tipo corrisponda alle zone dove gli outflows entrano in contatto con la materia interstellare, trascinandola via. Questo trascinamento avviene da decine a centinaia di [[anni luce]] di distanza dal buco nero, liberando quelle zone dal gas ed evitando di andare ad accrescere il buco nero, che altrimenti porterebbe a rallentare la [[formazione stellare]].<ref>{{cita web|url=https://www.media.inaf.it/2019/07/24/outflows-buchi-neri-xmm/|titolo=Così i buchi neri forgiano le galassie|data=24 luglio 2019}}</ref>
 
== Note ==