Differenze tra le versioni di "Franco Rodano"

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=== La battaglia culturale ===
[[File:Franco Rodano 2.jpg|thumb|Franco Rodano]]
Dal 1951 al 1954 Rodano cura, insieme a Gabriele De Rosa, Filippo Sacconi e altri, gli articoli politici del mensile ''Lo Spettatore Italiano'', diretto da [[Elena Croce]], figlia di [[Benedetto Croce|Benedetto]]. Dal 1955 al 1959 scrive sul ''Dibattito Politico'', settimanale diretto da [[Mario Melloni]] e [[Ugo Bartesaghi]], teso a una difficile mediazione tra le posizioni politiche del mondo cattolico e di quello comunista e socialista, nel distinto riconoscimento dei rispettivi valori e motivi ideali. Vi collaborano tra gli altri [[Giuseppe Chiarante]], [[Lucio Magri]], [[Ugo Baduel]], Edoardo Salzano.
 
Durante il pontificato di Giovanni XXIII opera, tramite Togliatti, per la trasmissione ai dirigenti sovietici della proposta, accolta, di uno scambio di messaggi in occasione dell'ottantesimo compleanno di papa Roncalli. L'iniziativa sarà il primo segno di disgelo tra [[URSS]] e Santa Sede.
 
Negli stessi anni collabora alla rivista ''Settegiorni'', diretta da [[Ruggero Orfei]] e [[Piero Pratesi]], in cui fra l'altro scrive una serie di interventi d'intensa riflessione teologica, le ''Lettere dalla Valnerina''.<br />
Chiusasi l'esperienza della ''Rivista Trimestrale'', Rodano scrive sui ''Quaderni della Rivista Trimestrale'' (1972-83), diretti da Mario Reale, cui collaborano, insieme a [[Filippo Sacconi]], [[Edoardo Salzano]], [[Vittorio Tranquilli]], [[Giorgio Gasparotti]], [[Franco Rinaldini]], gli allora giovani Mario Reale, Raffaele D'Agata, Claudio De Vincenti, Alessandro Montebugnoli, [[Pier Carlo Padoan]], Stefano Sacconi, Alberto Zevi, Giaime e [[Giorgio Rodano]], e altri.
 
Lo si considera l'esponente più autorevole del “[[cattocomunismo]]”: "i rapporti di