Differenze tra le versioni di "Nicola Sabbatini"

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Migliorata traduzione dall'inglese, a tratti incomprensibile, ed evidentemente fatta da utente volenteroso ma non esperto di scenotecnica.
m (Migliorata traduzione dall'inglese, a tratti incomprensibile, ed evidentemente fatta da utente volenteroso ma non esperto di scenotecnica.)
*[[Saracinesca|Saracinesche]]: gli scenari venivano sollevati rapidamente da sotto il palcoscenico per mezzo di contrappesi.
 
Queste innovazioni creavano effetti [[illusione|illusionistici]] meravigliosiche all'epoca, creavano meraviglia e che divennero noti come ''scènes á l'italienne''.
 
Nelle sue ricerche sulla prospettiva per gli ambientiscenografica, definì il cosiddetto œil du prince ("l'occhio del principe"), come il posto ideale tra il pubblico del teatro che permette la migliore prospettiva possibile sulle scene.<ref>{{en}} [https://www.bl.uk/treasures/festivalbooks/stagingtheatre.html ''The performance and staging of courtly theatre''] di Roger Savage</ref> In un capitolo del suo libro, descrive "come disporre il principe", dove "tutti gli oggetti nella scena compaiono meglio ... che da qualunque altro posto". È situato approssimativamente nel mezzo della settima fila ed è un posto molto ambito.
 
Oltre ai suoi importante lavori nell'ingegneria teatrale da palcoscenico, Sabbatini partecipò come architetto e decoratore alla realizzazione di vari edifici di Pesaro, come il [[Palazzo Ducale (Pesaro)]], costruito dal duca [[Francesco Maria II Della Rovere|Francesco Maria II di Urbino]]. Progettò e costruì all'interno di questa costruzione il ''Vecchio Teatro di Corte'', che successivamente fu demolito. In seguito, fu incaricato da un gruppo di cittadini di Pesaro di costruire il nuovo ''Teatro del Sole'', che fu inaugurato nel 1637. Sabbatini fu coinvolto nel progetto del nuovo [[porto di Pesaro]] e contribuì ad alcune opere d'[[arte]], come alla progettazione di tre articolati pannelli dipinti da Giovanni Giacomo Pandolfi nell'[[oratoria]] "Nome di Dio", anch'essa a Pesaro.
 
Per la sua importanza storica, è l'unico Sabbatini che sia mai comparso nell'[[Enciclopedia Britannica]].
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