Giuseppe Prato: differenze tra le versioni

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Giuseppe Prato nasce a Torino il 19 marzo 1873.
 
Dopo gli studi classici si iscrive alla [[Facoltà universitaria|Facoltà]] di [[Giurisprudenza]] dell'[[Ateneoateneo]] torinese. Conseguita a pieni voti la laurea, con una tesi sulla [[Per la pace perpetua|teoria della pace perpetua]], inizia un breve apprendistato presso uno studio legale cittadino, ma presto i suoi interessi si indirizzano sui temi dell’analisi storica e sociale e dell’attualità politica ed economica<ref>{{cita|Pavanelli 2004|p. 168}}.</ref>.
 
Dal 1897-98, su incoraggiamento di [[Luigi Einaudi]], inizia a frequentare, in qualità di socio residente, il [[Laboratorio di Economia Politica]] diretto da [[Salvatore Cognetti de Martiis]]. La partecipazione a tale Laboratorio è di grande importanza per la sua formazione e lo porta a contatto con economisti del calibro di [[Pasquale Jannaccone]] e [[Attilio Cabiati]], oltre che dello stesso Luigi Einaudi, al quale è stretto da lunga amicizia e collaborazione<ref>{{cita libro|autore= Giuseppe Pavanelli |capitolo= Giuseppe Prato |titolo= La scuola di economia di Torino, 1893-1940. Einaudi, Cabiati, Jannaccone e gli altri |editore= Centro di Studi sulla Storia e i Metodi dell’Economia Politica “Claudio Napoleoni” }}</ref>. Risalgono a questi anni i primi contributi sulle maggiori [[Rivista accademica|riviste]] italiane del tempo sui temi portanti la ricerca del Laboratorio, dal [[pauperismo]] alle [[relazioni industriali]], dall’[[emigrazione]] all’[[Colonialismo|espansione coloniale]]. Parallelamente, Prato inizia ad interessarsi all’analisi delle istituzioni e delle vicende economiche del passato, in particolare in relazione allo [[Stato sabaudo]] nel diciottesimo secolo, ponendo le basi per importanti pubblicazioni<ref>{{cita|Pavanelli 2004|pp. 168–169}}.</ref>.
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