Differenze tra le versioni di "Bombardamento navale di Genova (1941)"

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(I proiettili sono le munizioni delle armi portatili fino a 20mm. Il termine corretto in artiglieria navale è proietto)
Il resto della squadra - le corazzate ''Renown'' e ''Malaya'', l'incrociatore ''Sheffield'' e i cacciatorpediniere ''Firedrake'', ''Jupiter'', ''Jersey'', ''Fury'', ''Foresight'', ''Foxhound'' e ''Fearless'' - alle 7:50 ripiegò a ponente e prese a defilare a una ventina di chilometri dalla costa<ref name="C.Brizzolari|Vol. I, p. 120">{{cita|C. Brizzolari|Vol. I, p. 120}}.</ref>. Alle 08:01 la formazione britannica venne avvistata a 12 miglia dalla costa dal semaforo di Portofino, che trasmise l'informazione al comando marina di Genova, il quale solo alle 08:25 ne informò Supermarina, mentre per informare del bombardamento ci vollero le 08:37<ref name=Rocca93>{{cita|G. Rocca|p. 93}}.</ref>.
 
Alle 07:35 Genova venne posta in allarme, mentre tre aerei della ''Ark Royal'' si portavano sulla città per guidare il tiro dei grossi calibri. Alle ore 08:14 (l'orario dell'azione è qui riportato con l'ora italiana. Gli inglesi, a bordo, avevano l'orologio un'ora indietro e perciò l'operazione, per loro, iniziò alle 07:14) del 9 febbraio 1941 l'ammiraglio Somerville diede l'ordine di aprire il fuoco<ref name="C.Brizzolari|Vol. I, p. 120" />. Le navi britanniche del 1º gruppo della Forza H aprirono il fuoco da circa 19&nbsp;km di distanza dalla città di Genova, sparando 273 colpi da 381&nbsp;mm, 782 colpi da 152&nbsp;mm oltre a numerosi altri di minor calibro<ref name="Clerici|pp. 35-41" />. La ''Renown'' fu la prima ad aprire il fuoco cannoneggiando dapprima il Molo Principe Umberto e quindi i cantieri [[Ansaldo]] spostando poi il tiro sulle rive del [[Polcevera]]<ref name="G.Faggioni|p. 25" >{{cita|G. Faggioni|p. 25}}.</ref>, sparando in tutto 125 proietti calibro 381 e 450 calibro 114; la ''Malaya'' prese di mira i bacini di carenaggio e i bersagli nelle vicinanze sparando in tutto 148 colpi da 381&nbsp;mm; lo ''Sheffield'' sparò sulle installazioni industriali poste sulla riva sinistra del Polcevera in tutto 782 proiettili da 152&nbsp;mm<ref name="G.Faggioni|p. 25" /><ref>{{cita|C. Brizzolari|Vol. I, p. 122}}.</ref>. Da terra, risposero al fuoco senza alcun risultato di rilievo a causa della nebbia, la [[batteria Mameli]] di [[Pegli]] con 14 colpi da [[152/50 A. Mod. 1918|152/50]], il [[Treno corazzato|treno armato]] [[treni armati della Regia Marina|T.A. 152/4/T]] di stanza a [[Voltri]] con 23 colpi da [[QF 6 in/40|152/40]], il [[pontone armato GM-269]] con 10 colpi da [[Škoda 19 cm Vz. 1904|190/39]] e il [[Faà di Bruno (monitore)|GM-194]], che a causa di un'avaria all'impianto elettrico sparò solo 3 colpi da [[381/40 Mod. 1914|381/40]]. L'attacco terminò dopo appena mezz'ora, e la risposta delle difese costiere fu inefficace, con la portata dei loro calibri costieri insufficiente contro la potente gittata dei calibri delle navi britanniche<ref name="Clerici|pp. 35-41">{{cita pubblicazione |cognome= Clerici|nome= Carlo Alfredo |anno=1994 |mese=settembre|titolo= La difesa costiera del Golfo di Genova|rivista= Uniformi & Armi |pagine= 35-41}}</ref>.
 
Terminata l'azione le navi britanniche virarono ed iniziarono tranquillamente il viaggio di [[Gibilterra|rientro alla base]]. Alle 09:45 tutti gli aerei, tranne uno abbattuto nel cielo di [[Tirrenia]], erano nuovamente sulla ''Ark Royal'' dopo aver bombardato Pisa e Livorno<ref name="C.Brizzolari|Vol. I, p. 124">{{cita|C. Brizzolari|Vol. I, p. 124}}.</ref>.
 
[[File:CadutaProiettiGenova1941.jpg|thumb|Punti di caduta osservati dei proiettili lanciati dalla Forza H durante il bombardamento di Genova.]]
[[File:Proiettile Ospedale Galliera.jpg|thumb|Targa commemorativa all'Ospedale Galliera con ciòil checappuccio restatagliavento (''Ballistic Cap'') quasi integro di un proietto da 381 mm381mm sparato dalla corazzata ''Malaya''.]]
 
=== La tardiva reazione italiana ===
La [[Cattedrale di San Lorenzo (Genova)|cattedrale di San Lorenzo]] venne colpita il 9 febbraio da un proietto perforante inglese da [[BL 15 inch Mk I|381mm]] sparato dalla corazzata [[HMS Malaya]]. I danni risultanti da tale colpo, secondo una relazione del giorno seguente del soprintendente ai monumenti Carlo Ceschi, consistettero in un «foro d'entrata nel tetto e nella volta della [[navata]] destra, in una considerevole breccia nel muro portante destro della navata centrale, al di sopra degli archi dei [[Matroneo|matronei]], e nella caduta di un arco del matroneo di sinistra».<ref>{{cita|Ronco|pp. 94-96.}}</ref> Il proietto, dopo aver esaurito gran parte della sua forza cinetica urtando contro la parete interna settentrionale, cadde poi a terra e rotolò attraverso la navata centrale fino a fermarsi nella navata di destra senza esplodere.<ref>{{cita|Ronco|p. 96.}}</ref> La mancata detonazione venne vista come un segno miracoloso dalla popolazione e fu sfruttata dalla propaganda,<ref>{{cita|Ronco|p. 99.}}</ref> anche se l'alta percentuale di colpi inesplosi, fra cui proprio quello che centrò la cattedrale, era dovuta al fatto che tale tipologia di proiettili, utilizzati dalla [[Royal Navy]] principalmente contro navi da battaglia dotate di pareti d'acciaio corazzate spesse decine di centimetri, risultava inefficace contro strutture edilizie terrestri "morbide", le quali venivano trapassate senza riuscire a innescare la spoletta per l'esplosione.<ref>{{cita|Ronco|p. 100.}}</ref>
 
Le navi inglesi che bombardarono Genova avevano una dotazione di colpi da 381mm ripartita in proiettili APC (''Armour Piercing Capped'', dotati di cappuccio tagliavento e di cappuccio balistico sottostante), proiettili CPC (''Common Pointed Capped'', dotati di solo cappuccio tagliavento) e proiettili HE (''High Explosive''), ma nell'azione vennero utilizzati solamente i primi due tipi, in quanto lo scopo principale della [[Royal Navy]] era colpire le corazzate italiane [[Duilio (nave da battaglia 1913)|Duilio]], [[Giulio Cesare (nave da battaglia)|Giulio Cesare]] e [[Littorio (nave da battaglia)|Littorio]], che i servizi segreti britannici credevano fossero in porto, o ingaggiare un'eventuale battaglia contro formazioni della [[Regia Marina]] in alto mare. I proiettili utilizzati per bombardare la città erano stati erano forniti dalla Hadfield's Foundry di [[Sheffield]], che li produceva con il nome commerciale ECLON (per gli ''Armour Piercing Capped'') ed ERON (per i ''Common Pointed Capped''), ed erano stati imbarcati a Malta, dove si trovavano stoccati dal 1915 per la [[campagna di Gallipoli]]. Il modello ECLON era piùlungo corto di142cm, circaquindi 20 centimetri più corto rispetto al modello ERON, che era lungo 162cm, e terminò di essere prodotto intorno al 1920.<ref>{{cita web|url=https://core.ac.uk/download/pdf/82899115.pdf|titolo=The business and technology of the Sheffield Armaments industry 1900-1930|accesso=13 febbraio 2021}}</ref>
industry 1900-1930|accesso=13 febbraio 2021}}</ref>
 
In base alle fotografie scattate nei giorni immediatamente successivi al bombardamento, il proietto che trapassò i muri della cattedrale era un ''Armour Piercing Capped'' corto ECLON. Su tale proietto circolarono poi, per molti anni, alcune notizie false, supportate anche da una lapide contenente informazioni errate posta all'interno della cattedrale stessa. Nella navata di destra, infatti, è presente la seguente iscrizione:
File:Proiettile in San Lorenzo Genova.jpg|Il proietto originale corto ''Armour Piercing Capped'' ECLON che colpì la cattedrale.
File:Proiettile in San Lorenzo.jpg|Altra immagine del proietto originale corto ''Armour Piercing Capped'' ECLON che colpì la cattedrale.
File:BL15inchAPMkXIIAShell1933DiagramBL15inchAPMkXXIIBNTShell1943Diagram.jpg|Schema costruttivo di un proietto corto ''Armour Piercing Capped'' ECLON, dotato di cappuccio tagliavento (chiamato ''Ballistic Cap'' nel disegno ) e di cappuccio balistico sottostante (chiamato ''Penetrative Cap'').
</gallery></div>
 
* {{cita libro|cognome=Faggioni|nome=Gabriele|titolo=Il Vallo ligure. La linea difensiva allestita dalle forze nazifasciste|anno=2010|editore=Ligurpress|città=Genova|isbn=978-88-6406-037-8|cid=G. Faggioni}}
* {{cita pubblicazione|cognome= Fantini|nome=Manlio|anno=1975|mese=febbraio|giorno=7|titolo=Operazione Grog - assalto a Genova|rivista=Genova 7}}
* {{cita libro|titolo=The Battleship Builders: Constructing and Arming British Capital Ships|autore=Ian Johnston|coautore=Ian Buxton|anno=2013|editore=Naval Institute Press|città=|isbn=9781591140276}}
* {{Cita libro|autore=[[Francesco Mattesini]]|titolo=L'attività aerea italo-tedesca nel Mediterraneo. Il contributo del X Fliegerkorps, Gennaio – Maggio 1941|editore=Ufficio storico dell'Aeronautica Militare|città=Roma
|anno=2003|edizione=2|capitolo=Capitolo VI: Il bombardamento navale di Genova del 9 febbraio 1941