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I primi tre gruppi ultras nati in Italia sono sono i ''Commandos Tigre'' [[Associazione Calcio Milan|Milan]] nel 1967 e la ''Fossa dei Leoni'' nel 1968, stesso anno degli ''Ultras Tito Cucchiaroni''<ref>{{Cita news|url=https://www.sampstory.it/storia/tifoseria/ultras-tito-cucchiaroni/|titolo=Ultras Tito Cucchiaroni {{!}} Sampdoria Story|pubblicazione=Sampdoria Story|accesso=2 dicembre 2018}}</ref> della [[Unione Calcio Sampdoria|Sampdoria]]. Nel 1969 è la volta dei ''Boys - Furie Nerazzurre'' dell'[[Football Club Internazionale Milano|Internazionale]]. Lo stesso anno i tifosi della [[Casertana Football Club|Casertana]], non ancora definibili come ultras, danno vita ad un'insurrezione denominata dai mass media '' la [[rivolta del pallone]]''.
 
Queste nuove strutture aggregative iniziano dunque a svilupparsi intorno alle grandi squadre dell'epoca: ecoinvolti isono loroper membrilo sipiù distinguonoadolescenti daiche sostenitoriprendono tradizionaliposto pernei ilsettori modopopolari attivodegli edstadi alla organizzatoricerca di incoraggiareuna lavisibilità loroed squadraun delprotagonismo cuore.collettivi, Ogniespressi gruppoattraverso ultrasampi hastriscioni allorarecanti un proprioil nome simbolicodel gruppo, grandi bandiere, insistente incitamento corale, ed unoindividuali, striscionemanifestati dietroattraverso cuiun radunarsi.abbigliamento Nasconomilitante lericco coreografiedi pergadget sostenerecon lai propriacolori della squadra: come sciarpe e altri distintivi; si cantanonoteranno innia breve i primi accenni coreografici<ref name="soc">{{Cita web|url=Ghttps://journals.openedition.org/qds/1135#ftn2|titolo=Gli ultrà: origini, glistoria stadie sisviluppi riempionorecenti di bandiere,un simondo lancianoribelle|autore=Carlo coriandoliBalestri, eGabriele siViganò|editore=Quaderni accendonodi iSociologia|accesso=25 primifebbraio fumogeni2021}}</ref>. Parallelamente nasce anche la competizione con i gruppi ultras di altre squadre.
 
=== Gli anni '70 ===
 
Nel 1971 vengono fondati gli ''Ultras Granata'' del [[Torino Football Club|Torino]]<ref >{{Cita web|url=hhttps://www.toronews.net/columnist/nel-segno-del-toro/breve-guida-al-tifo-granata/|titolo=LaBreve guida al tifo granata|autore=Stefano Budicin|editore=Toro News|accesso=24 febbraio 2021}}</ref> e le ''Brigate Gialloblù'' dell'[[Hellas Verona Football Club|Hellas Verona]], mentre l'anno successivo il fenomeno si estende alle metropoli dell'[[Italia centrale|Italia centro]]-[[Italia meridionale|meridionale]] con la nascita di ''Boys'' e ''Fedayn'' della [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] e del ''Commando Ultrà'' del [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]]. Dopodiché si propaga nel resto d'[[Italia]]<ref>Tifare contro. Una storia degli ultras italiani, Giovanni Francesio, Sperling & Kupfer, Milano, 2008, pagg. 29-30</ref>, anche nelle città di medie e piccole dimensioni<ref name="soc">{{Cita web|url=Ghttps://journals.openedition.org/qds/1135#ftn2|titolo=Gli ultrà: origini, storia e sviluppi recenti di un mondo ribelle|autore=Carlo Balestri, Gabriele Viganò|editore=Quaderni di Sociologia|accesso=25 febbraio 2021}}</ref> e travalicando l'ambito calcistico. Inizia ad affermarsi anche nella [[pallacanestro]]: nel 1970 viene costituita la ''Fossa Dei Leoni'' della [[Fortitudo Pallacanestro Bologna 103|Fortitudo Bologna]], mentre nel 1975 l'''Inferno Biancorosso'' della [[Victoria Libertas Pallacanestro|Victoria Libertas Pesaro]]. Insieme daranno vita ad una delle rivalità sportive più sentite in Italia.
 
Lo sviluppo del movimento ultras negli [[Anni 1970|anni settanta]] coincide con un periodo piuttosto tempestoso della società italiana, toccata a più riprese da episodi di violenza e terrorismo. Cosicché i ragazzi, risentendo del clima di generale violenza e partecipandovi, si abbandonano a veri e propri atti di guerriglia urbana prima, durante e dopo le partite, specie in occasione degli incontri "più caldi". Gli effetti e l'influenza della violenza della società dell'epoca sono riscontrabili nei [[Coro da stadio|cori da stadio]], nell'abbigliamento, nella simbologia riproposta dagli striscioni e dagli stessi nomi dei gruppi, spesso presi in prestito dalle manifestazioni e dai cortei politici<ref>Tifare contro. Una storia degli ultras italiani, Giovanni Francesio, Sperling & Kupfer, Milano, 2008, pag. 19</ref><ref name="cont">{{Cita web|url=https://www.rivistacontrasti.it/eroina-calcio-ultras-stadi-anni-70/|titolo=La sciarpa, il tamburo e la siringa|autore=Domenico Rocca|editore=Contrasti|accesso=19 febbraio 2021}}</ref>. Questo perché parecchi frequentatori delle curve sono soliti partecipare attivamente anche alle manifestazioni politiche: si tratta prevalentemente di esponenti della sinistra extraparlamentare, ed in particolare di [[Lotta Continua]], che portano sulle gradinate degli stadi una visione antagonista del tifo<ref>Tifare contro. Una storia degli ultras italiani, Giovanni Francesio, Sperling & Kupfer, Milano, 2008, pagg. 17-18</ref>. L'utilizzo di tamburi, sciarpe, striscioni, trombe, fumogeni colorati e torce di segnalazione, già adottati precedentemente sugli spalti, si intensifica e diventa un elemento caratterizzante le tifoserie organizzate, costituite da giovani e giovanissimi<ref>Il derby del bambino morto. Violenza e ordine pubblico nel calcio, Valerio Marchi, DeriveApprodi, Roma, 2005, pagg. 133-134</ref>. Compaiono, come elemento scenico, finte bare e croci per la simulazione dei funerali degli avversari sportivi<ref>Contro il calcio moderno, Pierluigi spagnolo, Odoya, Città di Castello, 2020</ref>. A contraddistinguere gli ultras dagli altri sostenitori d'ora in poi sarà appunto l'accostamento di tifo coreografico e violenza sistematica<ref>Il derby del bambino morto. Violenza e ordine pubblico nel calcio, Valerio Marchi, DeriveApprodi, Roma, 2005, pagg. 133-134</ref>. Muta però la forma di violenza negli stadi rispetto al passato: se prima i tifosi si accanivano contro gli arbitri o i pullman delle squadre avversarie ed erano soliti invadere il campo, negli anni settanta esplodono le rivalità geografiche e campanilistiche con un ricorso sempre maggiore all'offesa verbale e allo scontro fisico<ref>Il derby del bambino morto. Violenza e ordine pubblico nel calcio, Valerio Marchi, DeriveApprodi, Roma, 2005, pagg. 133-134</ref>. Dai movimenti politici giovanili dell'epoca viene mutuata l'abitudine della riunione settimanale, nel corso della quale i direttivi dei gruppi stabiliscono le attività da svolgere in vista delle partite<ref>{{Cita web|url=https://www.rivistacontrasti.it/ultras-ditalia-ep-iii/|titolo=Ultras d'Italia ep. III|autore=Alberto Fabbri|editore=Contrasti|accesso=23 febbraio 2021}}</ref>. A metà anni settanta l'influenza del tifo [[Regno Unito|britannico]] inizia ad ispirare esteticamente il neonato fenomeno ultras, complici le immagini televisive e soprattutto i primi viaggi in [[Inghilterra]] dei giovani italiani<ref>Tifare contro. Una storia degli ultras italiani, Giovanni Francesio, Sperling & Kupfer, Milano, 2008, pagg. 74-75</ref>. Nel corso del decennio, anche nelle curve degli stadi italiani, come in tutti i luoghi di aggregazione giovanile, si radicano la vendita e il consumo di [[eroina]]<ref name="cont">{{Cita web|url=https://www.rivistacontrasti.it/eroina-calcio-ultras-stadi-anni-70/|titolo=La sciarpa, il tamburo e la siringa|autore=Domenico Rocca|editore=Contrasti|accesso=19 febbraio 2021}}</ref>.
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