Differenze tra le versioni di "Gran Via delle Orobie"

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=== Tappa VIII: rifugio Mambretti - rifugio Pesciöla ===
'''Tempistica circa 6.30 ore, dislivello +1160 m, [[Difficoltà (escursionismo)|difficoltà]] E.''' La tappa si svolge principalmente in [[val d'Arigna]], che viene attraversata integralmente partendo dalla [[val Caronno]], fino ad arrivare al confine con la [[val Malgina]]; presenta diversi tratti con traccia poco evidente, che possono creare problemi di orientamento. Dal [[rifugio Luigi Mambretti|rifugio Mambretti]] (2004 m) si prosegue risalendo il soprastante pendio erboso verso nord con traccia debole, facendo attenzione a non perdere i segnavia. Dopo aver superato un dosso erboso, si volge verso est attraversando un pianoro e successivamente si risale di nuovo verso nord a zig-zag su terreno più roccioso, e, dopo aver superato un breve tratto attrezzato, si arriva al punto più elevato di tutta la GVO, il ''passo Biorco'' (2641 m), che permette di lasciare la [[val Caronno]] ed entrare in [[val d'Arigna]]. Dal valico, con bella vista sulla sottostante ''Conca del Reguzzo'', si scende quindi nel versante opposto, superando un tratto piuttosto esposto e poi seguendo una traccia che supera sfasciumi e massi, raggiungendo in breve l'incantevole specchio d'acqua del ''lago Reguzzo'' (2497 m) e l'adiacente [[Rifugio Ottorino Donati|rifugio Donati]] (2504 m, chiuso ma dotato di un secondo edificio sempre aperto adibito a bivacco). Da qui si scende in ''val di Quai'', laterale della val d'Arigna, con sentiero più marcato che aggira sulla sinistra una formazione rocciosa e giunge ad un bivio (2100 m), dove si prende la traccia che volge a est, proseguendo a saliscendi ed entrando nel solco vallivo principale, con vista sull'imponente [[pizzo Coca]]. Si arriva quindi ai pascoli dell'<nowiki/>''Alpe Pioda'' (1854 m), ai piedi delle pareti di ''pizzo di Scotes'' e ''pizzo degli Uomini'', si continua a sud-est ignorando la deviazione che a destra sale al [[bivacco Corti]], e si arriva alla ''Scala delle Orobie'', suggestiva scalinata di gradoni rocciosi che scende ripida verso nord-est. La si segue, e successivamente si supera il bivio (1600 m) per il [[bivacco Resnati]] e si effettua il guado di 2 rami del [[Armisa (torrente)|torrente Armisa]], proseguendo per saliscendi in direzione nord, raggiungendo i pascoli dell'alpeggio dove sorgono le ''Baite Michelini'' (1499 m). Da qui si prende a destra il sentiero che guadagna rapidamente quota e raggiunge l'<nowiki/>''Alpe Druet'' (1842 m) e succesivamentesuccessivamente, dopo aver superato qualche dosso erboso, si arriva al ''rifugio Baita Pesciöla'' (2004 m),<ref>{{Cita web|url=http://www.rifugiopesciola.it/|titolo=Rifugio Pesciöla|sito=Rifugio Pesciöla|lingua=it|accesso=2021-02-23}}</ref> posto in posizione particolarmente panoramica sul crinale che separa [[val d'Arigna]] e [[val Malgina]]. La baita è chiusa e non gestita (per l'apertura è necessario ritirare le chiavi alla sottosezione CAI di [[Ponte in Valtellina]]), ma è possibile usufruire del piccolo bivacco adiacente, sempre aperto e dotato di 3 posti letto.<ref>{{Cita web|url=http://www.paesidivaltellina.it/brunocredaro/index3.html|titolo=Gran Via delle Orobie 8 - Sentiero Bruno Credaro|sito=www.paesidivaltellina.it|accesso=2021-02-09}}</ref>
 
=== Tappa IX: rifugio Pesciöla - baita Streppaseghel ===
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