Differenze tra le versioni di "Notazione musicale"

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=== Storia ===
{{Vedi anche|Storia della semiografia musicale}}
La notazione musicale moderna si deve a [[Guido monaco|Guido d'Arezzo]], monaco benedettino vissuto neltra il [[X secolo|X]] e l'[[XI secolo]], (ca. 992 - dopo il 1033), che trovò una formula mnemonica atta a rammentare il preciso modo di intonare le note di una serie di sei suoni detto [[esacordo]].<ref> La nuova enciclopedia della Musica Garzanti, Garzanti Editore, Milano, 1983</ref> Egli attribuì a ogni nota una sillaba corrispondente alle prime due lettere di ogni verso dell'inno gregoriano a [[San Giovanni Battista]] di [[Paolo Diacono]]:
# '''Ut''' queant laxis
# '''re'''sonare fibris,
# '''Mi'''ra gestorum
# '''fa'''muli tuorum,
# '''Sol'''ve polluti
# '''la'''bii reatum,
# '''S'''ancte '''I'''ohannes.
Guido Monaco ha usato le prime sillabe di ogni emistichio, Ut, Re, Mi, Fa, Sol, La. Molto più tardi le due iniziali dell'ultimo verso, S e I, verranno usate per designare la settima nota, Si. Nel [[XVII secolo]] Ut venne modificato in Do (da "Dominus"), più agevole per il canto avendo una finale in vocale, anche se la denominazione Ut è ancora usata in Francia.
 
Su questo sistema di notazione di basò la [[solmisazione]], un primo metodo di solfeggio attribuito al monaco da cui deriva il moderno esercizio di lettura della musica.{{vedi anche|Solfeggio}}
 
A Guido d'Arezzo è anche attribuito l'utilizzo di un rigo di quattro linee detto [[tetragramma musicale|tetragramma]] su cui posizionare le note che può essere considerato l'antenato dell'odierno [[pentagramma (musica)|pentagramma]].
 
Le note non sono sempre state come le conosciamo ai tempi d'oggi ma hanno subito una graduale alterazione nel corso dei secoli, dall'iniziale forma quadrata l'aspetto delle note andò a precisarsi con l'affermazione della [[polifonia]] poiché vi era necessità di individuare i rapporti di durata dei vari suoni.
 
=== Altezza ===
==Notazioni musicali alternative==
 
Il fondatore di quelle che oggi si considerano le sette note usate per solfeggiare la musica scritta sul pentagramma, è [[Guido monaco]] (ca. 991-1033), monaco benedettino italiano. Ha usato la prima sillaba di ogni frase musicale dell'inno a San Giovanni, che incomincia con "[[Ut queant laxis|Ut Queant Laxis]]".
# '''Ut''' queant laxis
# '''re'''sonare fibris,
# '''Mi'''ra gestorum
# '''fa'''muli tuorum,
# '''Sol'''ve polluti
# '''la'''bii reatum,
# '''S'''ancte '''I'''ohannes.
Il monaco ha usato le prime sillabe di ogni linea, Ut, Re, Mi, Fa, Sol, La. Più tardi si aggiunse il Si, preso dalle prime lettere del nome "Sancte Ioannes", e nel secolo XVII si cambiò il "Ut" per il "Do" (da "Dominus") più facile per cantare, anche se il 'Ut" è ancora in uso in Francia.{{vedi anche|Solfeggio}}
===Intavolatura===
{{vedi anche|Intavolatura}}