Velocista (ciclismo): differenze tra le versioni

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Il velocista concentra tutte le sue forze nei 200-300 metri finali della corsa, talvolta aiutato dal "''treno''" dei compagni di squadra: nei chilometri precedenti il traguardo, la squadra del velocista cerca di guadagnare le prime posizioni del gruppo, per poi consentire al leader di lanciare la sua volata nei metri finali della gara. Altri velocisti cercano invece di sfruttare la scia di altri velocisti nella progressione finale. Durante gli sprint, fatti generalmente su lunghi rettilinei pianeggianti, si riescono a toccare velocità comprese fra i 65 e i 70 [[km/h]] e sprigionare potenze oltre i mille [[watt]].
 
Tipico inoltre è il [[colpo di reni]] finale dell'atleta sulla linea di arrivo sfruttando il [[principio di azione e reazione]] per battere l'avversario. Tra i corridori professionisti che si sono distinti negli ultimi decenni come sprinter puri di successo si ricordano [[Freddy Maertens]], [[Djamolidine Abdoujaparov]], [[Mario Cipollini]], [[Erik Zabel]], [[Robbie McEwen]], [[Alessandro Petacchi]], [[Mark Cavendish]], [[Marcel Kittel]], [[André Greipel]] ed, [[Elia Viviani]] e [[Sam Bennett (ciclista)|Sam Bennet]]. Oltre agli sprinter puri esistono sprinter in grado di distinguersi e vincere volate ristrette: tra essi si ricordano negli ultimi decenni [[Óscar Freire]], [[Alejandro Valverde]], [[Tom Boonen]], [[Paolo Bettini]] e [[Peter Sagan]].
 
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