Differenze tra le versioni di "Geroglifici egizi"

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== Etimologia ==
Il termine ''geroglifico'' deriva dal [[lingua latina|latino]] ''hieroglyphicus'', a sua volta dal [[lingua greca antica|greco]] ἱερογλυφικός (''hieroglyphikós'') nella locuzione ἱερογλυφικά [γράμματα] ''hieroglyphikà'' [''gràmmata''], "[segni] sacri incisi" composta dall'aggettivo ἱερός ''hieròs'', che significa "sacro", e il verbo γλύφω ''glýphō'', che significa "incidere".<ref>{{cita libro | cognome=Devoto | nome=Giacomo | titolo=Avviamento all'etimologia italiana | editore=Mondadori | città=Milano | anno=1979 | p=186 }}</ref>. Il riferimento all'''incisione'' risiede nel fatto che questi simboli erano solitamente incisi, appunto, sulla pietra e quindi utilizzati come scrittura monumentale (come ad esempio i templi, assumendo quindi valore ''sacro''), accanto allo [[scrittura ieratica|ieratico]] utilizzato invece per la scrittura corrente su [[papiro]]. Il termine egizio per ''geroglifici'' è traslitterato come ''mdw nṯr'' (spesso trascritto, perché così convenzionalmente pronunciato, ''medu netjer''), letteralmente "parole del dio", con riferimento al dio [[Thot]] cui era attribuita l'invenzione della scrittura.
 
== Storia ed evoluzione ==
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