Differenze tra le versioni di "Cosimo II de' Medici"

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{{Monarca
|nome = Cosimo II de' Medici
|immagine = RitrattoCristofano diAllori S.A.S.- Cosimo II de' Medici(1608-1618).pngjpg
|legenda = ''Ritratto di Cosimo II de' Medici, granduca di Toscana'', [[Pittura a olio|dipinto a olio]] ad opera di [[Justus Sustermans]]. Oggi questo quadro è conservato nella [[Galleria Palatina]] di [[Palazzo Pitti]], [[Firenze]]
|stemma = Coat of arms of the Grand Duchy of Tuscany (1562-1737) - type 2.svg
|titolo = [[Sovrani di Toscana#Medici (1569-1737)|Granduca di Toscana]]
 
=== Granduca di Toscana ===
[[File:Justus Sustermans 059.jpg|miniatura|Ritratto del Granduca Cosimo II de' Medici]]
Nel [[1609]] moriva [[Ferdinando I de' Medici|Ferdinando I]] e il figlio saliva al trono appena diciannovenne; la sua salute era però già minata dalla tubercolosi e il nuovo granduca, conscio della propria debolezza fisica e dall'insorgere anche di una malattia di stomaco, dal [[1614]] delegò gran parte degli affari di Stato al primo ministro [[Belisario Vinta]] e a molti familiari potenti a corte, tra cui la moglie, il fratello Francesco, lo zio Giovanni (figlio naturale di Cosimo I) e soprattutto sua madre.
 
 
==== Politica estera ====
[[File:Gasparo mola, medaglia di cosimo II de' medici (e maria m. d'austria), 1618 (oro).JPG|miniatura|sinistra|Cosimo II in una medaglia d'epoca in oro]]
La politica estera sotto il regno di Cosimo II fu un continuo destreggiarsi tra [[Spagna]] e [[Francia]] nel tentativo di non entrare in nessun conflitto, ma ciò con scarsi risultati. Infatti, Cosimo II fu costretto a cospicue donazioni sia in truppe che in denaro in favore degli spagnoli e del nipote [[Ferdinando Gonzaga]] (figlio di una sua cugina) durante la [[Guerra di successione di Mantova e del Monferrato|guerra di successione di Mantova]]: nel [[1613]], durante la prima invasione di Carlo Emanuele di Savoia nel Monferrato, Cosimo II si impegnò ad inviare ai Gonzaga un aiuto militare, ma i contingenti toscani vennero bloccati dall'intervento degli estensi e del pontefice al passaggio sulle loro terre, giungendo in ritardo sul campo di battaglia quando ormai gli scontri erano terminati. Successivamente (1614-18), prestò denaro e uomini agli spagnoli nel corso delle guerre combattute dal [[Ducato di Milano]], ancora una volta contro Carlo Emanuele di Savoia, in adempimento di una sudditanza di tipo feudale che egli nutriva nei confronti della [[Spagna]]. Nel [[1617]] fece la scelta di intervenire una seconda volta al fianco di Ferdinando Gonzaga in occasione della seconda invasione sabauda del Monferrato.
 
Nel [[1619]] il granduca ottenne la richiesta di aiuto da parte dell'imperatore e per lui riuscì a reclutare un reggimento da inviare in [[Germania]] a spese dello stato toscano il quale, pur non dimostrandosi risolutivo nella [[Guerra dei Trent'anni]], costituì il pretesto per Cosimo di aspirare all'assegnazione del feudo di [[Piombino]]. Già dal [[1621]], però, il reggimento venne licenziato dalla corte imperiale e con questo atto terminarono anche le aspettative di Cosimo II.
 
[[File:Portrait wohl Cosimo II de Medici.jpg|miniatura|Il granduca Cosimo II in un ritratto d'epoca]]
Nel tentativo di perseguire il sentimento anti-ottomano nell'ideale cristiano di una nuova crociata contro i turchi e di aprire nuove rotte commerciali, prese parte con la marina toscana ad alcune spedizioni in Africa settentrionale che portarono alla conquista della fortezza di [[Disto]] in [[Eubea|Negroponte]] e di quella di [[Elimano]] in [[Caramania]]. Cercò dal [[1609]] di appoggiare lo scià di [[Persia]], [[Abbas il Grande]], nel suo tentativo di mettere in crisi l'[[Impero ottomano]], ma ancora una volta quest'operazione non ebbe successo anche a causa dei tentennamenti dello stesso Cosimo II, che non si sentiva pronto a condurre una guerra contro gli ottomani senza aver prima sentito il parere del papa e della Spagna in merito, senza contare il fatto che la liberazione di [[Gerusalemme]] sembrava ancora lontana dal poter essere realizzata con un manipolo di uomini.