Differenze tra le versioni di "La parabola della parabola. La narrazione dell'assoluto dai Vangeli a Kafka"

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==Premessa==
Nella traduzione greca della [[Bibbia]], perPer rendere il termine ebraico ''mešal,'' nella traduzione greca della [[Bibbia]] viene usata la parola ''parabola'' che significa ''paragone''.
 
La parabola consiste in un racconto che richiede un'interpretazione, coinvolge l'ascoltatore fino a fargli prendere posizione che in seguitosuccessivamente viene messa in discussione; tuttavia all'ascoltatore, tuttavia, viene anche offerta una possibile soluzione. <ref>Enrico Norelli, Gesù di Nazaret in Storia del cristianesimo. 1. L’età antica, a cura di Emanuela Prinzivalli, Carocci Editore, Roma 2015 p. 13</ref>
 
La parabola è un genere letterario <ref>[https://it.wikipedia.org/wiki/Parabola_(letteratura) La parabola come genere letterario]</ref> e quindi il suo utilizzo non è esclusivo dei [[Vangeli]].
 
==Contenuto==
Nei Vangeli la frase: "Il Regno dei Cieli è simile a..." si ripete spesso eper introduceintrodurre una parabola che costituisce la modalità comunicativa che [[Gesù]] sceglie per predicare alle folle, la parabola diviene il mezzo attraverso il quale l'Assoluto rivela se stesso con il linguaggio del quotidiano. Per le caratteristiche peculiari che contraddistinguono la parabola, in primo luogo avviene l'ascolto e la lettura e, in seguitosuccessivamente, l'interpretazione. Quindi se da una parte l'Assoluto diventa poesia, narrazione e arte, dall'altra è possibile risalire da queste al divino.
 
Nel prendere in considerazione la parabola come genere letterario, l'autore esamina lo sviluppo concettuale del romanzo anche alla luce delle riflessioni di [[György Lukács]] e afferma che la parabola non solo è presente in letteratura ma ha una funzione peculiare in autori come [[Fëdor Dostoevskij|Fedor Dostoewskji]] e, [[Franz Kafka]] e [[Friedrich Nietzsche|Fredrich Nietzsche]]. Ma qual è il filo conduttore che lega questi autori così apparentemente lontani fra loro? Quali analogie possono esserci tra le parabole evangeliche, la Visione e l’Enigma nella parte terza di [[Così parlò Zarathustra]], la [[Il grande inquisitore (I fratelli Karamazov)|Leggenda del Grande Inquisitore]] ne [[I fratelli Karamazov]] e la vicenda dell'uomo di campagna davanti alla [[Davanti alla legge (Kafka)|Porta della Legge]] ne [[Il processo]]? Dopo aver ripercorso l'evoluzione e lo sviluppo della parabola alla luce del pensiero di [[Theodor W. Adorno]] e [[Walter Benjamin]], dopo un'analisi della struttura della parabola classica tenendo conto dei contributi dell'esegesi contemporanea, Gianmario Pagano mette a confronto la parabola del [[Parabola del buon samaritano|Buon Samaritano]] narrata nel vangelo di Luca con i tre racconti citati in precedenza in modo da far cogliere alche lettoreemergano elementi comuni e differenze formali.
 
In una delle riflessioni finali l'autore sottolinea come: "Nella parabola e per mezzo della parabola ogni uomo pensante non è solo essere. Egli è un essere chiamato a scegliere cosa essere".<ref>{{cita libro | Gianmario | Pagano | La parabola della parabola. La narrazione dell'assoluto dai Vangeli a Kafka}}, p. 15</ref>