Differenze tra le versioni di "Giacomo Pisano"

Nessun cambiamento nella dimensione ,  6 mesi fa
(→‎La trappola di Parenti: integrate nuove fonti)
 
 
=== La trappola di Parenti ===
Il brigante conosceva perfettamente i dintorni di Rogliano e riusciva a sottrarsi a tutti i tentativi fatti per arrestarlo. Si appiattava sulle alture e fermava i corrieri, impossessandosi dei dispacci per inviarli in [[Sicilia]]. Verso il settembre 1807, una compagnia di circa 80 [[volteggiatori]] francesi attraversava la [[Sila]] per andare da [[Catanzaro]] a [[Cosenza]].<ref>''Brigantaggio'' di Manhès e Farlan (2001)</ref><ref>Lo stesso episodio viene attributo al brigante Giuseppe Morelli da Luigi Maria Greco nel suo testo Annali di Calabria Citeriore, pag.262<ref></ref> I francesi erano inconsapevoli di esser tenuti d'occhio dalla banda di Francatrippa. Sfortunatamente i soldati smarrirono la strada in prossimità di [[Parenti (Italia)|Parenti]]. Il brigante raggiunse il villaggio prima di loro e tenne loro un'insidia. Si presentò loro come comandante della [[Guardia nazionale italiana|guardia nazionale]], dicendo che veniva da parte del comune per offrire ristoro ed ospitalità. Gli ufficiali caddero nel tranello e si fecero convincere a riporre le armi dinanzi alle case. Un colpo di [[fucile]] fu il segnale per scatenare l'inferno. Solo 7 militari francesi scamparono al massacro, mentre il resto della compagnia fu trucidato. Quando la notizia si diffuse fuori Cosenza, venne dato l'ordine di radere al suolo il villaggio e di passare gli abitanti a fil di spada. Il paese fu trovato deserto perché gli abitanti e i briganti si erano dileguati in tempo; venne distrutto ugualmente. Poche settimane dopo, alcuni esploratori dei briganti ne tradirono la presenza in prossimità delle rovine. Nel mese di dicembre, vennero inviati 120 uomini per cercare di sorprenderlo. Parenti era però irraggiungibile dalla [[valle]] perché il [[torrente]] che l'attraversa è [[Guado|inguadabile]] nei mesi [[Inverno|invernali]]. Per non passare nei pressi del villaggio decisero di fare un giro dalla [[foresta]], chiudendo una delle possibili vie di fuga. Un altro battaglione invece venne posizionato nei pressi di Parenti. L'assalto venne effettuato all'alba. Si udirono delle fucilate che fecero accorrere i soldati nella convinzione di avere i briganti in pugno. Francatrippa e i suoi però si erano allontanati per tempo. Gli spari erano stati effettuati da alcuni contadini. Uno di questi fu catturato perché venne ferito ad una gamba. Si giustificò dicendo che avevano sparato credendo che i soldati fossero briganti non riuscendo comunque a convincerli. Nella paura che lo [[Fucilazione|fucilassero]] si offrì, se fosse stato [[Grazia (diritto)|graziato]], di svelare un [[magazzino]] di viveri nelle vicinanze. I soldati accettarono e scoprirono una [[caverna]], adibita a magazzino, piena di vivande e vini eccellenti.<ref name="centrosocialesaliano.it" /> Francatrippa si imbarcò per la Sicilia. La sua ferocia venne notata anche lì. Si passò dai proclami di condanna del generale Stuart e dell'ammiraglio Martin alle taglie. A Messina, il 13 giugno, il Mackenzie prometteva un premio di 200 "pezze"<ref>Pezzi di terreno</ref> per la cattura di Francatrippa e di Francesco Moscato<ref>Nel testo Annali di Calabria Citeriore di Luigi Maria Grego il nome attribuito al brigante è Francesco Mozzatto, pag. 555</ref> alias il Bizzarro.<ref>Archivio Storico della Calabria - Nuova Serie - Anno I (2012) Numero 3 - Giovanni Pittitto. Pellegrini Editore, Cosenza</ref>
 
=== La morte ===
12 172

contributi