Differenze tra le versioni di "Viandante sul mare di nebbia"

{{citazione|Il rapporto col paesaggio in lui si colora di un elemento insolito: la partecipazione commossa del soggetto, il senso dell'infinito e del mistero, che conduce con sé simboli, evocazioni, allegorie. Sovente è la natura stessa a fare da protagonista, sia per l'assenza dell'uomo, sia perché anche quando è presente esso si fonde con la natura in un tutt'uno che celebra l'assoluto}}
Lo stesso Bona Castellotti considera questo capolavoro il suo preferito in assoluto, anche se, sempre secondo lui, è il preferito della maggior parte della popolazione europea.
 
Alla sublimità del creato , infine, si unisce il tema dell'errabondo. L'uomo ritratto nel quadro, oltre che solitario, è infatti anche un ''homo viator'', un pellegrino alla ricerca di spirituali risposte (come si può dedurre dal bastone che è pure sostegno divino: questa condizione si ricollega alla figura dell'esule «bello di fama e di sventura», tipica della cultura romantica.<ref>{{cita libro|p=86|titolo=Col volto reclinato sulla sinistra|autore=Orazio Leotta|ISBN=88-6711-024-1}}</ref>
 
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