Differenze tra le versioni di "Il Matto"

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== Simbolismi ==
In origine questa carta rappresentava la stoltezza. Nei tarocchi rinascimentali è rappresentata da un ''demente'', preso in giro da un gruppo di ragazzini. Solo in seguito venne a rappresentare la ''follia'', quando cominciarono a chiamarla "il Matto" in analogia alla "matta" di altri mazzi di carte tradizionali.
Come [[simbolo]] [[Esoterismo|esoterico]], la follia pura è ciò che permette di affacciarsi alla vita di nuovo per ricrearla dal principio.
 
Il numero 0 ha il significato [[Numerologia|numerologico]] del "moltiplicatore universale": ogni numero, moltiplicato per zero, è ancora zero, e rappresenta dunque l'unità del tutto; essendo il primo di tutti i numeri, rappresenta anche un nuovo inizio.
 
== SignificatiSignificato ==
Il significato del Matto assume tutte le sfumature tra l'innocenza e la follia, compresi l'istinto, l'originalità, la spensieratezza, le azioni incomprensibili, il distacco della mente. È la parte irrazionale dell'uomo, che può condurlo sia nel bene che nel male. Nella sua accezione di viandante girovago, simboleggia la ricerca di cambiamenti, cammino verso l'evoluzione, gioia di vivere, sregolatezza, sogni ad occhi aperti. Simboleggia un evento determinante e inatteso. In senso spirituale, può rappresentare il passaggio ad un altro livello di consapevolezza. Come tutti i Tarocchi, il Matto cambia il suo significato a seconda di come esce nel gioco: dritto è positivo, e al rovescio è negativo. Tuttavia si tratta di un Arcano particolarmente duplice genio e/o follia, profeta visionario e/o buffone. Molti la ritengono solo negativa, infatti è difficile cogliere le differenze, considerando che si tratta di un Arcano particolarmente forte difficilmente subisce le influenze delle carte vicino, ma spesso prepondera nel gioco. C'è invece chi sostiene che annulli i cattivi presagi delle carte vicine, soprattutto se viene pescata per prima.
 
=== Carta dritta ===
Al positivo ilIl Matto è sinonimo di novità, spesso qualcosa di irrazionale e non previsto; e soprattutto è un monito, quello di seguire il cuore anche se ci suggerisce una strada imprudente ed illogica; solo così la nuova via sarà positiva. L'arcano zero è l'energia primordiale, l'entusiasmo del bambino che lo spinge verso l'ignoto quasi in modo irresponsabile, senza dubbi né paura. Può simboleggiare viaggi e cambiamenti, soprattutto sul piano professionale e spesso decisi impulsivamente. Il Matto poi è libertà: può indicare la caduta di un vincolo (anche materiale) o di un pregiudizio a lungo sopportato, la capacità di ribellarsi e spiegare la propria verità, o infine, una scelta da compiere liberamente. C'è qualcosa in arrivo, quando il Matto fa capolino, qualcosa di inaspettato ma determinante: una telefonata, un ospite, una notifica, un evento insperato.
 
Talvolta invece fa riferimento ad una pausa, alla necessità di studiare un progetto con lucidità e intelligenza prima di buttarcisi a capofitto; è così l'ampliamento dei propri orizzonti, un invito a sognare e ad essere indipendenti, a fidarsi del proprio intuito.
 
Quando il Matto simboleggia una persona fa riferimento a qualcuno di estremamente originale, estroverso, liberale, anticonformista e idealista; spesso con abilità sensitive.
 
=== Aspetti negativi ===
=== Carta rovesciata ===
In negativo è la follia, intesa come alienamento dalla realtà, il restare confinati nel proprio mondo interiore. Può indicare indifferenza, depressione, vuoto. È anche smarrimento, voglia di fuggire dal passato, irresponsabilità, esibizionismo, immaturità, inesperienza, superficialità. Per il Wirth rappresenta la perdita del libero arbitrio. L'aspetto irrazionale è esasperato, arrivando ai limiti dell'arroganza, della violenza e perfino all'aggressività senza motivo.
 
* Spontaneità
 
== Galleria d'immagini ==
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File:Giotto- The Seven Vices - Foolishness.JPG|La ''Stultitia'' di Giotto ([[1305]]) che ha ispirato l'[[iconografia]] del Matto nei primi mazzi di tarocchi
 
== Influenze nella letteratura ==
 
Una poesia del [[1928]] di [[Anne Osmont]] (1872-1959), ''Le Fou'', apparsa sulla rivista esoterica "Le Voile d'Isis", è dedicata al "vecchio zingaro, portatore dei Tarocchi", ovvero "il Folle che girovaga", il detentore delle XXII chiavi del Paradiso, colui che incantò il serpente sull'Albero di Smeraldo.<ref name="cita_berti">{{Cita|Berti||berti}}</ref>
[[Antonin Artaud]] (1896-1948), in ''Les nouvelles revelations de l'Etre'' (1937) identificò se stesso con il Folle dei Tarocchi, "solitario; disperato e saggio".<ref name="cita_berti" />
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