Utente:Carlo.benini/Sandbox 5: differenze tra le versioni

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== La ricerca artistica e il linguaggio fotografico ==
La sua ricerca fotografica inizia negli anni ‘80 con la rappresentazione di oggetti della quotidianità per poi concentrarsi progressivamente, verso la fine degli anni ‘80, su particolari architettonici e circuiti stampati anticipando l’interesse del [[Museum of Modern Art | MoMa]] di New York che dedica ai microchip una mostra nel 1990<ref>{{Cita | Scimè 1992 | p. 89}}</ref>.
Gli interventi compiuti direttamente sulle stampe si integrano talmente bene alla fotografia a colori che nella maggior parte dei casi non si notano facilmente ma creano un effetto che non è solo estetico ma che fa calamitare l’attenzione verso alcuni particolari che il semplice scatto fotografico non elaborato non sarebbe in grado di far emergere<ref>{{Cita | Scimè 2003 | p. 99}}</ref>.
A partire dal 2000 l’attenzione si sposta definitivamente verso la figura umana “vero centro della ricerca, con il suo corpo, la sua sofferenza e la sua spiritualità” <ref>{{Cita | Lombardo 2016 | p. 55}}</ref> integrando in alcuni casi anche le immagini di radiografie dei soggetti fotografati. Lo storico della fotografia [[Italo Zannier]] definisce surreale l’opera dell’artista<ref> “La fotografia di Begnoni diventa tanto più vera quanto più ci appare surreale” {{Cita | Lombardo 2016 | p. 55}}</ref>, la critica di fotografia Giuliana Scimè dice che “con l’aggiunta di particolari inesistenti, crea un’immagine come è dentro di lui e non esiste nella realtà”, “immagini che non esistono se non nell’esperienza di una visione interiore”<ref>{{Cita | Scimè 2003 | p. 99}}</ref> e Ferruccio Giromini afferma che le sue “opere partono dal figurativo per raggiungere effetti di astrazione, anche visiva oltre che concettuale. Partono dall’esteriore per significare un interiore”<ref>{{Cita | Giromini 2006 | p. 20}}</ref>.
 
== La genesi delle opere ==
Le opere fotografiche dell’artista nascono molto prima dello scatto da una ricerca per poi arrivare alla ripresa fotografica che avviene in un singolo scatto oppure con una [[Esposizione multipla | doppia esposizione]]<ref>{{Cita web|url=https://www.larena.it/territori/villafranchese/begnoni-protagonistasul-sito-nazionale-nikon-1.5450725?refresh_ce|titolo=Begnoni protagonista
 
sul sito nazionale Nikon|data=28 gennaio 2017}}</ref>. Una volta che la fotografia è stampata il fotografo la mette da parte e dopo un lungo periodo di riflessione inizia il lavoro di post-produzione che consiste nel lavorare sulla stampa fotografica depositando solo in alcune zone la polvere delle matite colorate o il pigmento della tempera direttamente sulla stampa per poi fissarle sulla superficie.
 
== Note ==
| autore = Vera Meneguzzo | sito = | editore = L’Arena di Verona | data = 5 giugno 2014 | cid = Meneguzzo 2014 | citazione = | accesso = 02/04/2021 }}
* {{Cita web | url = https://www.newlabphoto.it/interviste/renato-begnoni/ | titolo = | autore = | sito = | editore = newlabphoto.it | data = |cid = NewLab Photo | citazione = | accesso = 02/04/2021 }}
* {{Cita pubblicazione | titolo = "Renato Begnoni" | autore = Giuliana Scimè | rivista = Zoom | volume = | numero = 118 | editore = Ed. Progresso | città = Milano | data = luglio/agosto 1992 | pp = 88-92 | cid = Scimè 1992 }}
* {{Cita pubblicazione | titolo = “Renato Begnoni. Storie diverse nel tentativo di indagare l’essere umano e la sua unicità” | autore = Irene Lombardo | rivista = Il Fotografo | volume = | numero = 286 | editore = ed. Sprea | città = Cernusco sul Naviglio | data = ottobre 2016 | pp = 54-55 | cid = Lombardo 2016 }}
* {{Cita pubblicazione | titolo = "Con i miei occhi" | autore = Ferruccio Giromini | rivista = FOTO-Graphia | volume = | numero = 120 | editore = ed. Stampa Arti Grafiche Salea | città = Milano | data = anno XIII aprile 2006 | pp = 20-21 | cid = Giromini 2006 }}
 
== Voci correlate ==
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