Università degli Studi della Tuscia: differenze tra le versioni

Aggiunta paragrafo "La fondazione dell’Università degli Studi della Tuscia e il rettorato di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza (1979-1999)" e relative note bibliografiche
m (Annullate le modifiche di Lucre93 (discussione), riportata alla versione precedente di 193.206.131.194)
Etichetta: Rollback
(Aggiunta paragrafo "La fondazione dell’Università degli Studi della Tuscia e il rettorato di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza (1979-1999)" e relative note bibliografiche)
 
Il decentramento universitario come soluzione alla necessità di decongestionare l’Università di Roma tramite la creazione di altri poli universitari nella Capitale e nel Lazio, costituì un tema presente già prima del 1969 all’interno dei dibattiti politici e Viterbo aveva le condizioni favorevoli per divenire centro universitario satellite. Tra i promotori e i più convinti assertori dell’istituzione di una sede universitaria a Viterbo vi era l’assessore democristiano alla Pubblica Istruzione della Provincia di Viterbo Gilberto Pietrella, grazie al quale fu messa in atto una vera e propria campagna per l’Università appoggiata dalla stampa e dall’opinione pubblica<ref>{{Cita libro|titolo=B. Barbini, L’Università di Viterbo dalle prime esperienze alla statalizzazione, Viterbo, Università degli Studi della Tuscia, 2009, p. 86.}}</ref>. Il primo passo fu la creazione del Consorzio per l’università (istituito con decreto prefettizio n. 15172 del 13 ottobre 1969 e a cui aderirono Provincia, Comune, Camera di Commercio, Cassa di Risparmio) che avrebbe lavorato per reperire i fondi necessari all’istituzione universitaria. Dopo numerosi avvicendamenti politici il 14 ottobre 1969 Pietrella deliberò l’istituzione della Libera Università della Tuscia e delle prime due Facoltà: Magistero ed Economia e Commercio. Tra ottobre e la fine di novembre si procedette alle iscrizioni, al reclutamento del corpo insegnante e alla scelta della sede, che, cadde sul convento dei Padri Agostiniani situato alle spalle della Chiesa della Trinità. Il 15 dicembre 1969 si svolse la Manifestazione di apertura del primo anno accademico della L.U.T. Lo stesso giorno venne inoltrata al Ministero della Pubblica Istruzione la domanda per il riconoscimento statale<ref name=":0" />. Alla fine del mese di marzo del 1979 si concluse l’iter del provvedimento e il 3 aprile fu emanata la Legge n. 122 che sanciva la creazione della seconda università di Roma (Tor Vergata) e delle università statali di Cassino e Viterbo. Con questo atto, la L.U.T. veniva soppressa e nasceva l’Università degli Studi della Tuscia. Dopo la nomina nel 1984 del Commissario liquidatore, il Consorzio venne definitivamente a cessare per decreto prefettizio nel marzo 1987<ref>{{Cita libro|titolo=T. Dell’Era, La Libera Università della Tuscia (L.U.T.) 1969-1979, in Per una storia dell’Università della Tuscia, a cura di M. Ridolfi, Annali di storia delle università italiane 16, 2012, pp. 41-47.}}</ref>.
 
=== La fondazione dell’Università degli Studi della Tuscia e il rettorato di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza (1979-1999) ===
Con la legge istitutiva del 3 aprile veniva coronato lo sforzo portato avanti con convinzione per diversi anni dalle varie realtà territoriali della Tuscia per avere a Viterbo un ateneo statale. Nel luglio 1979 il ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Spadolini nominò il Comitato Tecnico Amministrativo dell’Ateneo con il compito di predisporre lo Statuto che venne approvato soltanto il 1° luglio 1980 data che segnò la nascita della prima facoltà, Agraria<ref>La Facoltà di Agraria venne istituita con DPR n. 549 del 1° luglio 1980 (pubblicato in G.U. n. 254 del 16/9/1980).</ref>. L’anno accademico 1980-81 fu aperto dall’inaugurazione del 7 luglio 1981, avvenuta nella Sala Regia del Palazzo dei Priori. Esattamente un anno dopo venne eletto rettore il prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, che diresse l’Ateneo fino all’ottobre 1999.
 
Scarascia Mugnozza concepiva l’Università della Tuscia come centro di diffusione nell’Alto Lazio di innovazione scientifica, tecnologica, economica, culturale, sociale<ref>Discorso di Scarascia Mugnozza, 26 giugno 1989, in Addendum all’Annuario Accademico 1989/1990. Decimo anno dall’istituzione dell’Ateneo, Viterbo, 1993, pp. 9-11.</ref>. In quest’ottica, egli promosse la costituzione di un consorzio di enti locali e di organismi economici territoriali a supporto dell’Ateneo e della sua interazione con il territorio.
 
La capacità di espansione e di sviluppo dell’Ateneo nel corso dei diciassette anni di rettorato Scarascia Mugnozza (1982-1999) fu poi testimoniata dalla progressiva apertura delle cinque Facoltà<ref>{{Cita libro|titolo=M. Paolino, 1979/1999: la fondazione e il rettorato di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, in Per una storia dell’Università della Tuscia, a cura di M. Ridolfi, Annali di storia delle università italiane 16, 2012, pp. 61-68.}}</ref>. Alla Facoltà di Agraria fecero seguito le Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne (a.a. 1983-84)<ref>La Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne (indirizzo europeo) venne istituita con DPR n. 311 del 17 maggio 1983 (pubblicato in G.U. n. 182 del 5/7/1983).</ref>, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (a.a. 1987-88)<ref>La Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali venne istituita con DPR del 25 luglio 1987 (pubblicato in G.U. n. 267 del 14/11/1987).</ref>, Conservazione dei Beni Culturali (a.a. 1990-91)<ref>La Facoltà Conservazione dei Beni Culturali venne istituita con DPR del 15 luglio 1987 (pubblicato in G.U. n. 304 del 31/12/1987).</ref>, Economia e Commercio (a.a. 1991-92)<ref>La Facoltà di Economia e Commercio venne istituita con Decreto Rettorale n. 3102 del 21 giugno 1989 (pubblicato in G.U. n. 255 del 31/10/1989)</ref>, Scienze Politiche (a.a. 2002-03)<ref>La Facoltà di Scienze Politiche venne istituita con Delibera del Senato Accademico nella seduta dell’8 gennaio 2002, con decorrenza dal 1° marzo 2002.</ref>. Nel 1999, al compimento del ventesimo anno di vita, l’Ateneo contava 8 mila studenti: oltre il 50% continuava a provenire da fuori della provincia di Viterbo, segno della capacità di attrazione che l’Ateneo riusciva ad esercitare sia nel Lazio sia in Italia<ref>{{Cita libro|titolo=G. T. Scarascia Mugnozza, Presentazione, in Ventesimo anniversario dell’Università degli Studi della Tuscia, Viterbo, 1999, p. 5.}}</ref>. Un dato interessante rimarcato stesso dal rettore era il rapporto ottimale docente-studente (che nel corso degli anni Ottanta variò da 1:10 a 1:18) ed era questo un fattore qualificante già allora dell’offerta formativa dell’Ateneo<ref>Relazione di Scarascia Mugnozza in occasione dell’inaugurazione del XVI anno accademico 1995/1996, ivi, pp. 415-425</ref>.
 
== Struttura ==
13

contributi