Differenze tra le versioni di "Alessandro Moreschi"

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== Biografia ==
=== I primi anni ===
Alessandro Moreschi nacque a Monte Compatri nel 1858, sesto degli otto figli di Luigi Lorenzo Moreschi e di Maria Rosa Pitolli.<ref>{{cita|Clapton|p. 32.}}</ref> Le qualità vocali del bambino, che cantava nelle chiese di Monte Compatri durante le celebrazioni liturgiche, vennero notate da padre Nazareno Rosati, un frate membro in quiescenza del [[Cappella musicale pontificia sistina|Coro della Cappella Sistina]] dedito all'insegnamento e alla ricerca di nuovi talenti, che divenne il suo primo maestro di musica.<ref name=Rosati33>{{cita|Clapton|p. 33.}}</ref> Secondo lo studioso Franz Haböck, che all'inizio del [[XX secolo]] intervistò i cantori sistini, Moreschi avrebbe subìto un incidente durante l'infanzia – incidente di natura sconosciuta – che avrebbe causato il suo mancato sviluppo sessuale, ma questa motivazione era spesso utilizzata per coprire le castrazioni a scopo canoro in quanto tali operazioni erano state espressamente proibite dalle autorità. Sempre secondo Haböck, ad esempio, [[Domenico Mustafà]] sarebbe stato evirato a seguito del morso di un maiale, Vincenzo Sebastianelli a causa del morso di un cinghiale e il celebre [[Farinelli]] (1705-1782) sarebbe caduto da cavallo.<ref>{{cita|Findlen, Roworth e Sama|p. 177.}}</ref> È possibile che sia stato lo stesso Rosati a proporre ai genitori di Moreschi l'intervento sul bambino, convincendoli a preservarne le promettenti doti vocali.<ref name=Rosati33/> Rosati condusse il giovane Moreschi a [[Roma]] nel 1871, facendolo studiare presso i Fratelli delle Scuole Cristiane nella parrocchia di [[Chiesa di San Salvatore in Lauro|San Salvatore in Lauro]], dove ebbe come insegnante [[Gaetano Capocci]]. La sua istruzione avvenne perciò quando la fortuna dei castrati era ormai in declino e il loro uso sopravviveva solo nelle Cappelle Papali.<ref>{{cita|Clapton|p. 38.}}</ref>
 
=== Il successo ===
Durante la quaresima del 1883 Gaetano Capocci allestì, in San Giovanni in Laterano, un arrangiamento in italiano dell'oratorio ''[[Cristo sul Monte degli Ulivi (Beethoven)|Christus am Ölberge]]'' di [[Ludwig van Beethoven]], nel quale Alessandro Moreschi interpretò l'impegnativa parte del serafino. Il successo raggiunto da questa esibizione gli valse l'appellativo di ''Angelo di Roma''<ref>{{cita|Clapton|pp. 49-50.}}</ref> e la possibilità di partecipare e di superare positivamente l'audizione per un posto da soprano nel [[Cappella musicale pontificia sistina|Coro della Cappella Sistina]], in quanto tale posizione era rimasta vacante nel 1882 a seguito del pensionamento del castrato Evangelista Bocchini (1827-1888). Moreschi ebbe anche il permesso di continuare a far parte del Coro della Cappella Pia di San Giovanni in Laterano e del Coro della Cappella Giulia di San Pietro in Vaticano.<ref>{{cita|Clapton|p. 50.}}</ref>
 
Il direttore musicale della Cappella Sistina, all'epoca, era [[Domenico Mustafà]] (1829-1912), lui stesso un tempo eccellente soprano, ed erano in servizio altri sette castrati: [[Gustavo Pesci]] (1833-1913), ammesso nel Coro della Cappella Sistina nel 1864; [[Pasquale Meniconi]] (1836-1916), ammesso nel 1853; [[Giuseppe Ritarossi]] (1841-1902), ammesso nel 1864; [[Giosafat Vissani]] (1841-1904), ammesso nel 1866; [[Giovanni Cesari]] (1843-1904), ammesso nel 1866; [[Vincenzo Sebastianelli]] (1851-1919), ammesso nel 1880; e [[Domenico Salvatori]] (1859-1909), ammesso nel 1878.<ref name=Clapton66>{{cita|Clapton|p. 66.}}</ref> La loro qualità, però, era giudicata in modo abbastanza mediocre: Meniconi, Cesari e Vissani erano già a fine carriera, Pesci era stato ammesso a far parte del Coro solo al secondo tentativo, Ritarossi era un cantante musicalmente modesto e inadatto a esibizioni solistiche, Salvatori non raggiungeva la tessitura sopranile più acuta e Sebastianelli aveva una voce acuta e penetrante, ma risultava poco intonato.<ref name=Clapton66/> Nel 1886, al pensionamento del castrato Giovanni Cesari, Moreschi gli subentrò nel ruolo di direttore dei concertisti.<ref name=treccani>{{cita web|url=http://www.treccani.it/enciclopedia/alessandro-nilo-angelo-moreschi_%28Dizionario-Biografico%29/|titolo=Biografia su treccani.it|accesso=4 ottobre 2019}}</ref>
 
Dal 1891 ricoprì anche l'incarico di segretario puntatore, il quale prevedeva la pianificazione delle attività del coro, e nel 1892 divenne maestro ''pro tempore'', con l'obbligo di curare la parte amministrativa dell'istituzione. Fu inoltre supervisore delle corrette esecuzioni musicali della Cappella Sistina, attività che lo impegnava nella scelta dei solisti e nello sviluppo del repertorio. Il 9 agosto 1900, dietro esplicita richiesta della [[Casa Savoia|famiglia reale italiana]], cantò al [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] di [[Roma]], sotto la direzione di [[Pietro Mascagni]], alla cerimonia funebre in suffragio del re [[Umberto I di Savoia|Umberto I]], assassinato a Monza il precedente 29 luglio.<ref name=treccani/>
Il 22 novembre 1903 [[papa Pio X]] pubblicò il [[motu proprio]] sulla musica sacra ''[[Inter pastoralis officii sollicitudines|Tra le sollecitudini]]'', che riprendeva parzialmente i temi trattati da un motu proprio di [[papa Leone XIII]] del 3 febbraio 1902. Pio X, fra le varie cose, raccomandò che, qualora nei cori si volessero impiegare voci acute, esse avrebbero dovuto essere solo quelle di fanciulli. Tale prescrizione segnò la fine dell'impiego dei castrati, anche se quelli ancora presenti nella Cappella Sistina, come Alessandro Moreschi, vennero tenuti in servizio fino al raggiungimento della pensione ma furono fatti cantare sempre meno, e l'amministrazione della Coro non procedette più all'assunzione di nuove leve. Un allievo di Moreschi, il soprano [[Falsetto|falsettista]] Domenico Mancini (1891-1984), imparò a imitare talmente bene il proprio maestro che [[Lorenzo Perosi]], nuovo direttore della Cappella Sistina succeduto a [[Domenico Mustafà]], credendo erroneamente che fosse un castrato non volle ammetterlo a far parte del Coro. Preso atto dei mutamenti in corso, Moreschi focalizzò allora le proprie energie sulle attività della Cappella Giulia, dove i castrati erano ancora tollerati.<ref name=treccani/>
 
Moreschi maturò i requisiti pensionistici nel 1913 e si ritirò nello stesso anno. Nel 1914 incontrò e venne intervistato dallo studioso Franz Haböck, in seguito autore del libro ''Die Kastraten und ihre Gesangskunst'' ("I castrati e la loro arte canora"), pubblicato a Berlino nel 1927. Haböck avrebbe voluto condurre Moreschi in una serie di concerti operistici per rilanciare il repertorio dei celebri castrati settecenteschi. Il progetto, però, non si avverò mai; probabilmenteperché Moreschi non rispondeva al ruolo che intendevano affidargli: avendo cantato per tutta la vita quasi esclusivamente musica sacra e soprattutto liturgica, non aveva mai affrontato le complessità virtuosistiche che caratterizzavano il percorso di studi dei cantanti d'opera. finoInoltre alla voce di Moreschi, nel 1914, era ormai in XVIIIcompleto secolodeclino. Negli ultimi anni Moreschi impartì privatamente lezioni di canto. Morìe morì a Roma il 21 aprile 1922 dopo aver mantenuto, per tutta la vita, un singolare aspetto giovanile. Le sue esequie si svolsero nella [[basilica di San Lorenzo in Damaso]], al termine delle quali fu sepolto nel [[cimitero del Verano]]. Ebbe anche un figlio adottivo, Giulio Moreschi (1904-1955), che fu [[tenore]] e attore cinematografico.<ref name=treccani/>
 
== Registrazioni e stile ==
Fra il 3 e il 5 aprile 1902 la ''Gramophone & Typewriter Company'' di Londra, tramite Frederick William Gaisberg, effettuò una serie di registrazioni [[Fonografo|fonografiche]] della voce di Alessandro Moreschi su cilindri di cera, sia in brani solistici che in pezzi corali, realizzandone altre l'11 aprile 1904 sotto la direzione di William Sinkler Darby, per un totale di diciassette tracce.<ref name=treccani/> La qualità delle registrazioni, fortemente penalizzata dalla neonata tecnologia dell'epoca, è alquanto scadente e non permette un giudizio obiettivo sulle capacità vocali di Moreschi. Senz'altro, però, non essendosi mai cimentato nel difficile repertorio operistico dei secoli precedenti, Moreschi non può essere raffrontato con i celebri cantori evirati del [[XVIII secolo|Settecento]] come [[Farinelli]] o il [[Senesino]], e la sua voce può offrire solo un'idea del timbro e delle caratteristiche peculiari di questi esecutori ormai estinti. L'estetica tipicamente tardo-ottocentesca del canto di Moreschi, che comprende estremo languore, esteso uso del [[Portamento (musica)|portamento]] su larghi intervalli e singhiozzi quasi su ogni nota, appare molto datata e può essere erroneamente interpretata, da un ascoltatore del [[XXI secolo]], come segno di incertezza tecnica.<ref>Cfr. anche, a questo proposito, le tesi sostenute in: Donington, R. ''A Performer's Guide to Baroque Music'' (Londra, 1973, (pp. 73-74); Shawe-Taylor, D. ''A Castrato Voice on the Gramophone, appendix to Heriot, A: The Castrati in Opera'' (rist. Londra, 1975), pp. 225-227; Scott, M. ''The Record of Singing'' (London, 1977), pp. 10-11; Law, J. ''Alessandro Moreschi Reconsidered: A Castrato on Records'' (in "The Opera Quarterly", 1984 2(2), pp. 1-12); le note di copertina ad ''Alessandro Moreschi the Last Castrato Complete Vatican Recordings'' (Opal CD 9823); Clapton, N. ''Alessandro Moreschi and the Voice of the Castrato'' (Londra, 2008), pp. 197-216 passim.</ref>
 
La qualità delle registrazioni, fortemente penalizzata dalla neonata tecnologia dell'epoca, è alquanto scadente e non permette un giudizio obiettivo sulle capacità vocali di Moreschi. Senz'altro, però, non essendosi mai cimentato nel difficile repertorio operistico dei secoli precedenti, Moreschi non può essere raffrontato con i celebri cantori evirati del [[XVIII secolo|Settecento]] come [[Farinelli]] o il [[Senesino]], e la sua voce può offrire solo un'idea del timbro e delle caratteristiche peculiari di quegli antichi esecutori. L'estetica tipicamente tardo-ottocentesca del canto di Moreschi, che comprende estremo languore, esteso uso del [[Portamento (musica)|portamento]] su larghi intervalli e singhiozzi quasi su ogni nota, appare molto datata e può essere erroneamente interpretata, da un ascoltatore del [[XXI secolo]], come segno di incertezza tecnica.<ref>Cfr. anche, a questo proposito, le tesi sostenute in: Donington, R. ''A Performer's Guide to Baroque Music'' (Londra, 1973, (pp. 73-74); Shawe-Taylor, D. ''A Castrato Voice on the Gramophone, appendix to Heriot, A: The Castrati in Opera'' (rist. Londra, 1975), pp. 225-227; Scott, M. ''The Record of Singing'' (London, 1977), pp. 10-11; Law, J. ''Alessandro Moreschi Reconsidered: A Castrato on Records'' (in "The Opera Quarterly", 1984 2(2), pp. 1-12); le note di copertina ad ''Alessandro Moreschi the Last Castrato Complete Vatican Recordings'' (Opal CD 9823); Clapton, N. ''Alessandro Moreschi and the Voice of the Castrato'' (Londra, 2008), pp. 197-216 passim.</ref>
Moreschi, comunque, all'inizio del [[XX secolo]] era già al termine della propria carriera artistica e cosciente di essere l'ultimo esemplare di una dinastia ormai alla fine, rigettata dalla società stessa al cui interno aveva lavorato, e senza degne prospettive. Inoltre, è possibile che sia stato a disagio di fronte al [[fonografo]], una novità assoluta, e alla richiesta dei tecnici di cantare con il viso sostanzialmente infilato in un imbuto.<ref name=handel>{{cita web|url=http://www.haendel.it/interpreti/old/moreschi.htm|titolo=Biografia su handel.it|accesso=4 ottobre 2019|dataarchivio=5 dicembre 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20101205053859/http://www.haendel.it/interpreti/old/moreschi.htm|urlmorto=sì}}</ref>
 
Moreschi, comunque, all'inizio del [[XX secolo]] era già al termine della propria carriera artistica e le sue qualità vocali non erano più, probabilmente, le stesse che lo avevano condotto alla fama in gioventù. Inoltre, è possibile che sia stato a disagio di fronte al [[fonografo]], per lui una novità assoluta, e alla richiesta dei tecnici di cantare con il viso sostanzialmente infilato in un imbuto.<ref name=handel>{{cita web|url=http://www.haendel.it/interpreti/old/moreschi.htm|titolo=Biografia su handel.it|accesso=4 ottobre 2019|dataarchivio=5 dicembre 2010|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20101205053859/http://www.haendel.it/interpreti/old/moreschi.htm|urlmorto=sì}}</ref> Alessandro Moreschi è l'unico cantante castrato ad aver tramandato la propria voce come solista, ma nelle composizioni corali registrate dalla ''Gramophone & Typewriter Company'' canta un possibile altro castrato (forse Giovanni Cesari o Domenico Salvatori) che interpreta la parte del contralto nel coro.<ref name="treccani" />
 
== Note ==
{{note strette}}
<references/>
 
== Bibliografia ==