Analessi: differenze tra le versioni

Nessun cambiamento nella dimensione ,  1 anno fa
nessun oggetto della modifica
Nessun oggetto della modifica
Nessun oggetto della modifica
Per quanto riguarda la tradizione britannica e statunitense, invece, le analessi furono frequentemente utilizzate dallo scrittore [[Ford Madox Ford]] e dal [[poeta]], autore, storico e studioso di [[mitologia]] [[Robert Graves]] come fonte di ispirazione. Lo scrittore statunitense [[Thornton Wilder]], inoltre, può essere considerato il progenitore del moderno disastro epico presente nella letteratura e nel cinema, grazie al suo libro del [[1927]], ''Il ponte di San Luis Rey'', che rappresenta un primo esempio di storia in cui un singolo disastro colpisce più vittime, le cui vite vengono poi esplorate tramite una serie di flashback che raccontano gli eventi che hanno portato al disastro in questione.
 
Nell'[[epica]] classica troviamo un ''flashback'' nell'[[Odissea]] (libri IX-XII) quando [[Ulisse]] racconta le sue passate peripezie alla corte di [[Alcinoo]] re dei [[Feaci]] e uno nell'[[Eneide]] di [[Publio Virgilio Marone]] (libri II - III) dove [[Enea]] a [[Cartagine]] racconta le sue passate vicende alla regina [[Didone]]. [[Alessandro Manzoni]] nel [[romanzo]] ''[[I promessi sposi]]'' narra in ''flashback'' la storia di Ludovico ([[padre Cristoforo]]) nel capitolo IV, quella di Gertrude (la [[monaca di Monza]]) nei capitoli IX-X, quella dell'[[Innominato]] nel capitolo XIX e quella del [[cardinale]] [[FederigoFederico Borromeo]] nel XXII.
 
La struttura dell'analessi può anche conferire al presente un alone di ambiguità: ad esempio, se i flashback sono largamente estesi e seguono un ordine cronologico, lo spettatore potrebbe essere portato a percepirli come “presente”, mentre gli stralci di fatti “odierni” che li inframmezzano potrebbero essere considerati come una serie di flashforward; viceversa, se essi sono presentati come una serie di frammenti in ordine non cronologico, potrebbe risultare difficile individuare un tempo presente a cui fare riferimento. Un esempio di questa seconda casistica è ''[[Mattatoio n. 5]]'' di [[Kurt Vonnegut]], il cui protagonista viaggia nel tempo e nello spazio in maniera del tutto casuale: in questo modo, la narrazione presenta una sequela di momenti disposti in ordine non cronologico che rendono arduo il riconoscimento di un vero e proprio presente.
Un altro regista indiano che sperimenta con i flashback è [[Satyajit Ray]], che in ''Pratidwandi'' (1971) utilizza per primo la pellicola in negativo per la rappresentazione di scene dal passato.
 
Un buon esempio sia di analessi sia di [[prolessi]] è rappresentato dalla prima scena di ''[[La Jetée]]'' (1962): quello che si vede – come lo spettatore imparerà qualche minuto dopo – è, infatti, un flashback del passato (dato che il presente della diegesi del film è ambientato subito dopo la [[Terzaterza Guerraguerra Mondialemondiale]]) che – alla fine della pellicola – si rivelerà essere anche una prolessi, dato che l'uomo morente visto dal ragazzo è, in realtà, il giovane stesso. In altre parole, egli sta profeticamente assistendo alla sua morte; in questo modo, abbiamo un'analessi e una prolessi nella medesima scena.
 
Come nella letteratura, ovviamente i flashback possono anche essere disposti in ordine non cronologico, come scelse di fare [[Orson Welles]] nel suo famosissimo film del [[1941]], ''[[Quarto potere]]''. In esso, il protagonista, Charles Foster Kane (interpretato dallo stesso Welles), muore all'inizio del film, subito dopo aver pronunciato il nome “Rosebud”; il resto della pellicola è così composto da una serie di ricordi, incorniciati dal reporter che intervista i famigliari e i partner di lavoro di Kane, in un futile tentativo di comprendere il significato della sua ultima parola. Con il procedere delle interviste, pezzi della vita di Kane vengono rivelati tramite una serie di flashback non sempre disposti in ordine cronologico.
Utente anonimo