Differenze tra le versioni di "Cantiere della Foce"

 
== L'arsenale ==
[[File:Italy- a handbook for travellers. First Part (Nothern Italy) (1893) (14781279025).jpg|thumb|upright=1.0|Mappa della zona della Foce (1893) con l'ubicazione del cantiere navale alla foce del [[Bisagno]]]]
Dopo l'annessione della Liguria al [[Regno di Sardegna (1720-1861)|regno sabaudo]] per il cantiere ebbe inizio una vera e propria fase di sviluppo. Il [[Regno di Sardegna (1720-1861)|Regno di Sardegna]], che in precedenza disponeva solo del piccolo porto di [[Villefranche-sur-MerVillafranca (Francia)|Villefranche]], nella [[contea di Nizza]], dopo aver acquisito questo importante sbocco al mare, stabilì a Genova la sede della propria flotta, e il cantiere della Foce fu destinato alla costruzione delle nuove navi militari.
 
Il cantiere venne ampliato su parte dell'area dove in precedenza sorgeva un [[Foce (Genova)#Il lazzaretto|lazzaretto]] edificato nel [[XV secolo]]; con gli sviluppi della medicina, a metà dell'[[XIX secolo|Ottocento]] le funzioni del lazzaretto furono trasferite al nuovo ospedale di Pammatone e l'edificio demolito per consentire l'ampliamento del cantiere che raggiungeva un'estensione di circa 70.000 m<sup>2</sup> sulla sponda sinistra alla foce del Bisagno: Il cantiere, di proprietà municipale, fu dato in gestione prima ai fratelli Westermann, poi ai [[Orlando (famiglia)|fratelli Orlando]], siciliani trapiantati a Genova e [[Luigi Orlando]], uno dei fratelli, venne nominato direttore del cantiere. Gli Orlando erano quattro fratelli originari della [[Sicilia]], già proprietari di un'industria meccanica di [[Palermo]], che per motivi politici avevano abbandonato la loro isola. I fratelli Orlando vararono il primo piroscafo genovese, battezzato con il nome di [[Sicilia]] chiaramente in omaggio all'isola di origine. Durante la loro gestione Orlando, nel [[1862]], fu impostato l'[[Avviso (nave)|avviso]] a elica [[Vedetta (avviso)|"Vedetta"]], primo [[piroscafo]] militare con scafo in ferro costruito in Italia, varato nel [[1866]]<ref>[http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/navi/Pagine/Vedetta.aspx Vedetta]</ref>).
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