Differenze tra le versioni di "Edoardo Bennato"

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|Didascalia2 = {{Premio|Nastro d'argento|[[Nastro d'argento alla migliore colonna sonora|migliore colonna sonora]]|2002|x}}
}}
È ritenuto uno dei più grandi rocker italiani<ref>«Bennato per me è stato la più grande rockstar italiana. Nessuno è riuscito a superarlo», così ha affermato [[Ellade Bandini]] nel [[2011]]; (cfr.:Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag|p. 274}})</ref><ref>«Il concerto di San Siro del 19 luglio 1980 è stata una serata da raccontare ai nipotini....''"Mi ricordo che anni fa..."'''...di gran lunga il miglior concerto italiano degli anni '70-80», secondo [[Carlo Massarini]], in Carlo Massarini, ''Dear Mister Fantasy'', [[Rizzoli|Rizzoli editore]], [[Milano]] 2009</ref><ref>«La forza carismatica di Edoardo raggiunge l'apice proprio in quegli anni, 1976-1980...con una voce, la chitarra, il kazoo, l'armonica. Lui da solo era una forza della natura», [[Maria Laura Giulietti]], in Francesco ({{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato|p. Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], [[2011]], pag. 174274}})</ref>, genere che ha spesso unito al [[blues]] e al [[folk]]. È stato il primo cantante italiano a riempire lo stadio milanese di [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] con più di sessantamila persone, il 19 luglio [[1980]];<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 271-276}}</ref><ref name="archiviolastampa.it">[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0019/articleid,1446_02_1980_0193_0019_20491600/ La Stampa - Consultazione Archivio<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref name="Edoardo Bennato 1980">[[Luigi Granetto]], [[Michelangelo Romano]] e [[Giuseppe Vettori]], ''Edoardo Bennato. Un mondo in canzonetta'', edizioni [[Lato Side]], 1980, pag. 35</ref><ref name="rockol.it">[http{{Cita web|url=https://www.rockol.it/recensionerecensioni-musicali/album/3301/Edoardoedoardo-Bennatobennato-SALVIAMOsalviamo-ILil-SALVABILE salvabile|titolo= Edoardo Bennato - SALVIAMO IL SALVABILE - Edoardola Bennatorecensione -di RecensioneRockol|autore=Rockol -com s.r.l|sito=Rockol<!|lingua=it|accesso=2021-04- Titolo generato automaticamente -->]11}}</ref><ref name="ReferenceA">Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 39}}</ref> e il primo cantante italiano ad esibirsi, nel [[1976]], al [[Montreux Jazz Festival]]<ref>[{{Cita web|url=http://www.spaghettitaliani.com/Musica/Biografie/EdoardoBennato.html |titolo=Musica e Teatro by spaghettitaliani.com - sezione Musica - le Biografie - Edoardo Bennato<!|sito=www.spaghettitaliani.com|accesso=2021-04- Titolo generato automaticamente -->]11}}</ref> (l'anno precedente si era esibito il primo gruppo italiano, gli [[Agorà (gruppo musicale)|Agorà]]<ref>{{Cita web|url=http://www.italianprog.com/it/a_agora.htm|titolo=Agorà|sito=www.italianprog.com|accesso=2021-04-11}}</ref>).
 
Tra gli altri primati, Edoardo Bennato ha anche quello di essere stato il primo artista ad aver pubblicato due album a distanza di soli 15 giorni, nel marzo [[1980]], ''[[Uffà! Uffà!]]'' e ''[[Sono solo canzonette]]''<ref>Aldo Foglia, ''Così è se vi pare'', [[Baldini Castoldi Dalai Editore]], [[Milano]], 2008, pagg. 68-70</ref><ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pagg|pp. 246-256}}</ref> (dodici anni dopo [[Bruce Springsteen]] effettuerà la stessa operazione con i due album ''[[Human Touch (album)|Human Touch]]'' e ''[[Lucky Town]]''), e quello di essere stato, nel [[1974]], il primo cantante italiano ad essere etichettato dai giornalisti ''[[punk rock|punk]].''<ref>[[Manuel Insolera]], recensione del [[45 giri]] [[Salviamo il salvabile/Ma che bella città]], pubblicata su [[Ciao 2001]] n° 5 del 3 febbraio [[1974]]; la frase in questione è la seguente: ''"Ci troviamo forse di fronte al primo musicista italiano autenticamente e genuinamente punk?Parrebbe proprio di sì"''</ref>
 
[[Chitarrista]], [[Armonica a bocca|armonicista]] e cantante, dopo un'esperienza [[Londra|londinese]] cominciò a proporsi come [[uomo orchestra]] suonando contemporaneamente, oltre alla chitarra e all'armonica, anche dei [[tamburello basco|tamburelli]], il [[kazoo]] e altre percussioni.
L'influenza di grandi del [[rock]] ([[Bob Dylan|Dylan]] su tutti) e della musica [[Musica leggera|pop]] caratterizzò subito il suo personaggio e la sua musica, nella quale però non potevano mancare influenze mediterranee e partenopee. Tra gli altri autori che ne hanno ispirato l'opera vanno citati anche [[Chuck Berry]], [[Elvis Presley]], [[Jimmy Smith|Jimmy "Hammond" Smith]], [[Paul Anka]] e [[Neil Sedaka]].
 
Tra gli altri autori che ne hanno ispirato l'opera vanno citati anche [[Chuck Berry]], [[Elvis Presley]], [[Jimmy Smith|Jimmy "Hammond" Smith]], [[Paul Anka]] e [[Neil Sedaka]]. I suoi testi — specie quelli degli anni settanta — sono spesso ironici<ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/12/29/bennato-dal-vivo-con-rock-ironia.html Bennato Dal Vivo Con Rock E Ironia - La Repubblica<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> e dissacranti<ref>{{Cita web |url=http://www.discoveryalps.it/5954,News.html |titolo=Edoardo Bennato, il rinnegato in concerto sulle nevi di Aprica<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=10 luglio 2012 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140714200110/http://www.discoveryalps.it/5954,News.html |dataarchivio=14 luglio 2014 |urlmorto=sì }}</ref><ref>[{{Cita web|url=http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2012/04/27/news/piazza-verdi-gremita-per-il-concerto-gratuito-di-bennato-1.4432227 |titolo=Piazza Verdi gremita per il concerto gratuito di Bennato - Cronaca - il|sito=Il Tirreno<!|data=2012-04- Titolo generato automaticamente 28|lingua=it-->]IT}}</ref> e rivolti in modo graffiante contro il [[potere]], a qualsiasi livello e in qualsiasi forma si manifesti.<ref>[http://www.treccani.it/enciclopedia/edoardo-bennato/ Edoardo Bennato nell'Enciclopedia Treccani<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
 
== Biografia ==
=== Gli esordi e gli anni '60 ===
Figlio di Carlo Bennato, impiegato all'[[Italsider]], e di Adele Zito, [[casalinga]], fratello maggiore di [[Eugenio Bennato|Eugenio]] e di [[Giorgio Zito|Giorgio]], si accosta sin da piccolo alla [[musica]], da un lato spinto dalla madre, che invoglia i figli a suonare e li manda a lezione da un maestro di fisarmonica,<ref>{{collegamento interrotto|1=http://www.peterpanilmusical.com/musichetta.swf |data=marzo 2018 |bot=InternetArchiveBot }}</ref> dall'altro dal rock'n'roll, che lo appassiona sin dal suo arrivo in Italia, anche grazie ai soldati americani di stanza a Napoli<ref>[{{Cita web|url=http://magazine.snav.it/edoardo-bennato/ Edoardo Bennato, rock 'n roll made in Napoli | Snav Magazine<!titolo=StackPath|sito=magazine.snav.it|accesso=2021-04- Titolo generato automaticamente -->]11}}</ref> (in particolare il giovane Edoardo è colpito da [[Paul Anka]], [[Chuck Berry]], [[Elvis Presley]] e [[Neil Sedaka]]<ref>[http://www.ultrasuoni-edizionimusicali.com/artisti/bennato/bio.php?m=2 Ultrasuoni Edizioni Musicali :: Edoardo Bennato :: Biografia<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>; altri influssi su Bennato provengono da cantanti napoletani come [[Renato Carosone]], [[Aurelio Fierro]] e, soprattutto per il modo di cantare, [[Peppino di Capri]]<ref>[{{Cita web|url=http://www.musicalstore.it/cantautori/BENNATO%20BIOGRAFIA.htm |titolo=Edoardo Bennato - BIOGRAFIA<!|sito=www.musicalstore.it|accesso=2021-04- Titolo generato automaticamente -->]11}}</ref>).
 
Con i fratelli forma nel [[1958]] il ''Trio Bennato'', in cui Edoardo canta e suona la chitarra, Eugenio suona la fisarmonica e Giorgio le percussioni;<ref name="ReferenceB">Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 23}}</ref> i tre iniziano ad esibirsi in vari locali cittadini (il ''Circolo Canottieri'', il dopolavoro dell'[[Stabilimento Ilva di Bagnoli|Italsider]], il [[Teatro Mediterraneo (Napoli)|Teatro Mediterraneo]] ed altri), e nel [[1959]] vengono chiamati come ospiti nel programma televisivo ''[[Il nostro piccolo mondo]]'', realizzato da [[Zietta Liù]]:<ref name="ReferenceB"/> è la prima apparizione televisiva per Bennato e i suoi fratelli.
 
Nello stesso anno a luglio, grazie all'armatore [[Aldo Grimaldi (armatore)|Aldo Grimaldi]], i tre fratelli eseguono una serie di spettacoli in una crociera verso il [[America Meridionale|Sudamerica]] e poi in [[Venezuela]], apparendo anche nel programma televisivo ''Lo show de las doces'', trasmesso da ''Canal 7.''<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 24}}</ref>
 
Nel [[1965]] Bennato si diploma presso il liceo artistico di Napoli, e dopo aver partecipato al [[Festival di Castrocaro 1965]] senza qualificarsi per la finale<ref>http{{Cita web|url=https://www.cubemagazine.it/festival-di-castrocaro-2017-finale-diretta-rai-1-sabato-26-agosto/|titolo=Festival di Castrocaro 2017: finale in diretta su Rai 1 sabato 26 agosto|sito=Cube Magazine|data=2017-08-25|lingua=it-IT|accesso=2021-04-11}}</ref><ref>http{{Cita web|url=https://www.forlitoday.it/cronaca/patty-pravo-festival-castrocaro.html|titolo=Festival di Castrocaro, polemica sull'ospitata di Patty Pravo: "Cosa c'entra?"|sito=ForlìToday|lingua=it|accesso=2021-04-11}}</ref>, decide di trasferirsi a Milano per frequentare la [[Facoltà universitaria|Facoltà]] di [[Architettura]] del [[Politecnico di Milano|Politecnico]], ma anche per mettersi in contatto con il mondo della [[discografia]]:<ref>[http{{Cita web|url=https://www.rockol.it/biografiaartista/Edoardoedoardo-Bennato bennato/biografia|titolo= Biografia di Edoardo Bennato: biografia{{!}} eLe discografiaultime essenzialenews, suconcerti e testi|autore=Rockol -com s.r.l|sito=Rockol<!|lingua=it|accesso=2021-04- Titolo generato automaticamente -->]11}}</ref> con questo obiettivo, su suggerimento della madre, contatta la [[Dischi Ricordi]], di cui è direttore artistico [[Vincenzo Micocci]], che è interessato all'artista. Vincenzo Micocci decide di ritornare a [[Roma]] e di fondare la [[Parade (etichetta discografica)|Parade]] (insieme a [[Carlo Rossi (paroliere)|Carlo Rossi]] e [[Ennio Morricone]]), per cui Bennato viene messo sotto contratto da questa etichetta, per cui incide il primo 45 giri, ''[[Era solo un sogno/Le ombre]]''.
 
Inizialmente Micocci cerca di proporre ''Era solo un sogno'' a [[Bobby Solo]] ma, fallendo l'operazione, decide di farla incidere allo stesso Bennato. Sul retro viene inserita la canzone ''Le ombre'', dove Edoardo suona l'armonica, diventando così il primo cantante italiano in assoluto a suonare questo strumento<ref name="Edoardo Bennato 1980"/><ref name="rockol.it"/><ref name="ReferenceA"/>; entrambe le canzoni vengono scritte per quel che riguarda il testo insieme a [[Alessandro Portelli]], professore di letteratura angloamericana all'[[sapienza - Università di Roma|Università la Sapienza di Roma]] e musicologo. Il disco, pubblicato nel [[1966]], non riscuote il successo sperato.
Bennato riprende gli studi a Milano, e qui ritrova un giovane cantautore che ha già avuto modo di incontrare nei suoi soggiorni romani, [[Herbert Pagani]], presentatogli da [[Mia Martini]]; Pagani si interessa alle sue musiche, scrivendogli dei testi da abbinare, ed è così che nascono i successi di ''Cin cin con gli occhiali'' (1968), ''Ahi le Hawai'' (1969) e ''Fuoco bianco'' (1970), cantati da Pagani. Nel frattempo si laurea in Architettura.<ref>{{Cita news|autore = Gigi Vesigna|titolo = La gavetta dei VIP?|pubblicazione = [[Oggi (rivista)|Oggi]]|giorno = 12|mese=giugno|anno = 2013|pagina = 94-98}}</ref>
[[File:Edoardo Bennato e Marco Ghirardelli.jpg|left|thumb|Edoardo Bennato nel 1969 dal vivo con il suo bassista [[Marco Ghirardelli]]]]
Il buon esito commerciale di questi dischi fa sì che la [[Numero Uno (etichetta discografica)|Numero Uno]], la nuova casa discografica fondata da [[Mogol]] e [[Lucio Battisti]], lo metta sotto contratto, grazie soprattutto all'intuito di [[Alessandro Colombini]]<ref>[http://www.angololibri.it/biografia/Alessandro_Colombini.html Biografia Alessandro Colombini - AngoloLibri<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, facendogli incidere un 45 giri, ''[[Marylou/La fine del mondo]]'' (''Marylou'' è scritta insieme al fratello [[Eugenio Bennato|Eugenio]], con testo di Mogol), con chiare influenze del rock'n'roll anni cinquanta, in particolare di [[Elvis Presley]];<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 50}}</ref> la canzone sul retro, ''La fine del mondo'', è scritta da Edoardo su un testo di Herbert Pagani.
[[File:Edoardo Bennato nel 1969.jpg|thumb|Edoardo Bennato nel 1969]]
 
=== Gli anni '70 ed il successo ===
In questo periodo Bennato scrive molte canzoni per vari interpreti: nel 1970 ''Perché... perché ti amo'' (insieme al fratello [[Eugenio Bennato|Eugenio]] per la musica, su testo di Mogol) per i [[Formula 3 (gruppo musicale)|Formula 3]], nel 1971 ''Lei non è qui... non è là'' per [[Bruno Lauzi]], che scrive il testo (nel disco di Lauzi Edoardo suona l'armonica a bocca). Nello stesso anno esce un secondo 45 giri, contenente ''[[1941/Vince sempre l'amore|1941]]'', cover di una canzone dallo stesso titolo di [[Harry Nilsson]], scritta da Mogol e Alessandro Colombini, autore del testo del brano sul retro, ''Vince sempre l'amore''. L'anno dopo è la volta di [[Good Bye Copenaghen/Marjorie|''Good Bye Copenaghen'' e ''Marjorie'']], che sono le prime due canzoni a essere scritte interamente, testo e musica, da Edoardo. L'esito commerciale di questi dischi è però scarso, e Bennato, spinto anche da [[Alessandro Colombini]] (il quale, a causa di alcuni attriti avuti con Mogol, ha abbandonato la Numero Uno in favore della Ricordi) che si propone come suo produttore<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 67}}</ref>, decide di cambiare casa discografica e di passare alla [[Dischi Ricordi|Ricordi]] ottenendo da questa fiducia per la realizzazione di un intero LP. Scrive poi ''Un uomo senza una stella'' per [[Michele (cantante)|Michele]] e ''The village'' per Bobby Solo; nel 1972 ''Perché perché'', presentata da [[Giovanna (cantante)|Giovanna]] a ''[[Un disco per l'estate 1972|Un disco per l'estate]]'' e, nel 1973, ''Apri gli occhi bambina'', ancora per I Nuovi Angeli.
 
Bennato, dopo aver trascorso qualche mese a [[Londra]] esibendosi suonando contemporaneamente oltre alla chitarra e all'armonica anche dei [[tamburello basco|tamburelli]], il [[kazoo]] e altre percussioni, torna a [[Milano]] dove incide il primo LP, ''[[Non farti cadere le braccia]]'': si tratta di un lavoro {{Citazione necessaria|sperimentale}}, dove tra canzoni ispirate (come il brano omonimo, ''Rinnegato'' e ''Campi Flegrei'') vi sono alcune tracce che {{Citazione necessaria|esulano dalla forma-canzone}} (''Ma quando arrivi treno'', ''MM'' o ''Tempo sprecato''); oltre alla canzone scritta con Lauzi, ''Lei non è qui... non è là'', eseguita in versione acustica. Dal sodalizio con [[Patrizio Trampetti]], componente della [[Nuova Compagnia di Canto Popolare]], nasce ''[[Un giorno credi]]'', tra le sue canzoni più amate.<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag|pp. 84-85}}</ref> Nello stesso disco si trova ''Una settimana... Un giorno...'', brano che verrà ripreso più volte dallo stesso autore con diversi arrangiamenti nel corso della sua carriera.
 
Il disco non riscuote un gran successo di vendita: l'edizione originale, apribile con un fiammifero in rilievo, ultimo di un'ipotetica scatola di [[Minerva (fiammiferi)|Minerva]], diventa una rarità di valore nel mondo dei collezionisti.<ref>[{{Cita web|url=http://www.italianprog.com/it/a_bennato.htm |titolo=Edoardo Bennato<!-- Titolo generato automaticamente |sito=www.italianprog.com|accesso=2021-04->]11}}</ref> Per Bennato arrivano i primi passaggi radiotelevisivi, a ''[[Per voi giovani]]'' e ad ''[[Alto gradimento]]'', e i primi concerti.
 
Le scarse vendite dell'album però spingono l'allora direttore artistico della [[Dischi Ricordi]], [[Lucio Salvini]], ad invitare il cantautore a smettere di cantare per dedicarsi alla professione di architetto.<ref>L'episodio è stato raccontato dallo stesso Bennato in [[Maurizio Becker]], ''Forever Young'', intervista ad Edoardo Bennato pubblicata in ''[[Musica Leggera (rivista)|Musica Leggera]]'' n° 10 di aprile [[2010]], pag. 6</ref>
 
La Ricordi, spinta dalle buone recensioni del disco, nel [[1974]] pubblica il secondo lavoro: si tratta di un [[concept album]] intitolato ''[[I buoni e i cattivi]]'', sulla difficoltà di distinguere il bene dal male, e su come i concetti di buono e cattivo siano spesso intrecciati, come ben rappresenta la copertina, in cui compaiono due carabinieri (lo stesso Bennato e [[Raffaele Cascone]]) ammanettati tra loro<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag|pp. 119-120}}</ref>. ''Uno buono'' è dedicata al concittadino [[Giovanni Leone]], presidente della Repubblica in carica. Anche la scuola è presa di mira come istituzione apportatrice di una cultura dominatrice<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag|pp. 122-123}}</ref> (''In fila per tre''); non mancano le critiche alle amministrazioni pubbliche (''Ma che bella città''), alle autorità (''Bravi ragazzi'') e alle classi dirigenti del dopoguerra (''Arrivano i buoni''). Viene riproposta ''Un giorno credi'', già pubblicata nell'album d'esordio.
Il disco riscuote un buon successo di vendite, entrando anche nelle classifiche.
 
 
[[File:Edoardo Bennato 1982 01.jpg|thumb|353x353px|Bennato nel 1982 a Venezia]]
Nel 1977 esce ''[[Burattino senza fili]]'', un disco che, sulla falsariga della storia del [[Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino|burattino]] di [[Carlo Collodi|Collodi]], analizza, critica e sentenzia su alcuni importanti aspetti sociali e filosofici che interessano la vita: il conflitto tra la sincerità dei piccoli e l'ipocrisia dei "grandi" (in ''Quando sarai grande''); l'arroganza dei potenti e dei privilegiati (in ''In prigione, in prigione''); la strumentalizzazione ipocrita della femminilità (in ''La fata''); lo stato di isolamento in cui si trova chi cerca di dire qualcosa di semplice e sensato, senza secondi fini né interessi personali (in ''Tu grillo parlante'').<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag|pp. 203-205}}</ref> Questi temi torneranno anche nei dischi successivi e sono già abbozzati in quelli precedenti. Ma qui trovano un'organicità notevolissima, grazie anche alle scelte musicali che spaziano dal rock alla musica da camera in un impasto variegato di stili che riesce a cogliere da ognuno di essi le caratteristiche e le espressioni che più si adattano al messaggio di ciascun brano.<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag|pp. 206-207}}</ref>
 
I tre anni di silenzio successivi (escluse le versioni in inglese de ''La torre di Babele'' e ''Cantautore'') preludono al momento più fortunato della carriera di Edoardo Bennato, che produce un altro disco ispirato a una favola, quella di [[Peter Pan]], che affianca ''[[Burattino senza fili]]''. L'album è ''[[Sono solo canzonette]]'', titolo che riassume il pensiero dell'autore.<ref name="ReferenceC">Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag|pp. 261-262}}</ref>
 
Ma, con qualche giorno di anticipo, senza aver comunicato la cosa né ai giornalisti né al pubblico, e tantomeno ai media, esce ''[[Uffà! Uffà!]]'', disco irriverente anche per i contenuti folli e dissacratori di cui è ricco, nel quale sembra prevalere un'ispirata componente di divertimento e di distacco dal politicamente corretto che dà a Edoardo la possibilità di prendere e prendersi in giro con grande libertà e ironia. Non manca l'impegno sociale, almeno nel brano che dà il titolo al disco: una rabbiosa quanto magistrale incursione addirittura nel punk-rock, con testo a sfondo ecologico in cui 'Edo' tenta di spiegare quanto siano ridicole le ragioni delle guerre per il petrolio. È un album pensato sempre in chiave ironica e autoironica, senza mai eccedere nell'insulto, nello sberleffo, e tantomeno nella volgarità (eccetto lo sputo di protesta annunciato, proprio al termine dell'ultima canzone ''Uffà! Uffà'').<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag|pp. 245-252}}</ref>
I tre anni di silenzio successivi (escluse le versioni in inglese de ''La torre di Babele'' e ''Cantautore'') preludono al momento più fortunato della carriera di Edoardo Bennato, che produce un altro disco ispirato a una favola, quella di [[Peter Pan]], che affianca ''[[Burattino senza fili]]''. L'album è ''[[Sono solo canzonette]]'', titolo che riassume il pensiero dell'autore.<ref name="ReferenceC">Francesco Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag. 261-262</ref>
 
Pochi giorni dopo l'uscita di ''Uffà! Uffà'', prendendo in contropiede il pubblico, critica, giornali e televisioni che in quel periodo lo tallonavano e che avevano ascoltato il disco non capendo come mai la canzone presentata precedentemente in televisione non vi comparisse, viene finalmente distribuito ''[[Sono solo canzonette]]''. La favola di [[Peter Pan]] è il pretesto per sottolineare ancora una volta che il modo di pensare e di agire delle cosiddette persone serie, rispettate, consapevoli, equilibrate, colte, istruite, spesso sconfina nell'arroganza e nella presunzione e non riesce a soddisfare l'istinto di libertà e fantasia che è dentro ogni persona.<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag|pp. 255-262}}</ref>
Ma, con qualche giorno di anticipo, senza aver comunicato la cosa né ai giornalisti né al pubblico, e tantomeno ai media, esce ''[[Uffà! Uffà!]]'', disco irriverente anche per i contenuti folli e dissacratori di cui è ricco, nel quale sembra prevalere un'ispirata componente di divertimento e di distacco dal politicamente corretto che dà a Edoardo la possibilità di prendere e prendersi in giro con grande libertà e ironia. Non manca l'impegno sociale, almeno nel brano che dà il titolo al disco: una rabbiosa quanto magistrale incursione addirittura nel punk-rock, con testo a sfondo ecologico in cui 'Edo' tenta di spiegare quanto siano ridicole le ragioni delle guerre per il petrolio. È un album pensato sempre in chiave ironica e autoironica, senza mai eccedere nell'insulto, nello sberleffo, e tantomeno nella volgarità (eccetto lo sputo di protesta annunciato, proprio al termine dell'ultima canzone ''Uffà! Uffà'').<ref>Francesco Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag. 245-252</ref>
 
Il brano ''L'isola che non c'è'' è quello maggiormente ispirato. Si sviluppa da una frase ricopiata testualmente dalla fiaba e accompagnata da un arpeggio di chitarra acustica che poco per volta viene affiancata da una chitarra a 12 corde, dal contrabbasso e da un leggero tappeto di tastiere, fino alla climax creata da un assolo di armonica a bocca: un piccolo manuale di rock popolare che sottolinea un testo di altissimo valore poetico ed evocativo.<ref>{{Cita|Donadio|pp. 259-260}}</ref> Altri brani si muovono tra il rock e la musica lirica, tra echi rinascimentali e swing, tra sintetizzatori e ciaramelle, fino a quello che forse può essere considerato il manifesto spirituale dell'autore<ref name="ReferenceC" />: "sono solo canzonette, non mettetemi alle strette"; in mezzo a tanti che coltivano la propria immagine di filosofi e di santoni, Edoardo Bennato confessa di non avere risposte da suggerire agli adepti. Il successo è notevole, i concerti dell'artista napoletano richiamano decine di migliaia di persone e Bennato riesce, il 19 luglio [[1980]], primo tra gli italiani,<ref name="archiviolastampa.it" /> a riempire lo stadio milanese di [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] con più di sessantamila persone, oltre ad avere il pienone negli stadi di tutta Italia,<ref name="archiviolastampa.it" /> partendo con le sessantamila persone accorse al [[Stadio San Paolo|San Paolo]] di Napoli e con le 50.000 del [[Stadio Olimpico (Torino)|Comunale]] di [[Torino]], totalizzando in totale mezzo milione di persone in tredici date.
Pochi giorni dopo l'uscita di ''Uffà! Uffà'', prendendo in contropiede il pubblico, critica, giornali e televisioni che in quel periodo lo tallonavano e che avevano ascoltato il disco non capendo come mai la canzone presentata precedentemente in televisione non vi comparisse, viene finalmente distribuito ''[[Sono solo canzonette]]''. La favola di [[Peter Pan]] è il pretesto per sottolineare ancora una volta che il modo di pensare e di agire delle cosiddette persone serie, rispettate, consapevoli, equilibrate, colte, istruite, spesso sconfina nell'arroganza e nella presunzione e non riesce a soddisfare l'istinto di libertà e fantasia che è dentro ogni persona.<ref>Francesco Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag. 255-262</ref>
Il brano ''L'isola che non c'è'' è quello maggiormente ispirato. Si sviluppa da una frase ricopiata testualmente dalla fiaba e accompagnata da un arpeggio di chitarra acustica che poco per volta viene affiancata da una chitarra a 12 corde, dal contrabbasso e da un leggero tappeto di tastiere, fino alla climax creata da un assolo di armonica a bocca: un piccolo manuale di rock popolare che sottolinea un testo di altissimo valore poetico ed evocativo.<ref>Francesco Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pag. 259-260</ref>
Altri brani si muovono tra il rock e la musica lirica, tra echi rinascimentali e swing, tra sintetizzatori e ciaramelle, fino a quello che forse può essere considerato il manifesto spirituale dell'autore<ref name="ReferenceC" />: "sono solo canzonette, non mettetemi alle strette"; in mezzo a tanti che coltivano la propria immagine di filosofi e di santoni, Edoardo Bennato confessa di non avere risposte da suggerire agli adepti. Il successo è notevole, i concerti dell'artista napoletano richiamano decine di migliaia di persone e Bennato riesce, il 19 luglio [[1980]], primo tra gli italiani,<ref name="archiviolastampa.it" /> a riempire lo stadio milanese di [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] con più di sessantamila persone, oltre ad avere il pienone negli stadi di tutta Italia,<ref name="archiviolastampa.it" /> partendo con le sessantamila persone accorse al [[Stadio San Paolo|San Paolo]] di Napoli e con le 50.000 del [[Stadio Olimpico (Torino)|Comunale]] di [[Torino]], totalizzando in totale mezzo milione di persone in tredici date.
[[File:Edoardo Bennato stadio San Siro concerto 1980.jpg|thumb|upright=1.4|San Siro tutto esaurito per il concerto di Edoardo Bennato del 19 luglio 1980]]
Durante il tour viene registrato un programma televisivo in due puntate, ''...e invece no...e invece sì - Pensieri, parole, musica e dubbi di Edoardo Bennato'', curato da [[Gianni Minà]], con alcune canzoni tratte da vari concerti (in particolare da quello di [[Milano]]) ed interviste al cantautore ed ai suoi collaboratori, trasmesso il 13 e il 21 maggio [[1981]] su [[Raidue]];<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 279}}</ref> nel [[2007]] il programma è stato pubblicato su [[DVD]] con il titolo ''[[Invece no - Invece sì]]''.
 
=== Gli anni '80 ===
[[File:Edoardo Bennato 1985 01.jpg|thumb|288x288px|Bennato nel 1985]]
Edoardo Bennato è diventato uno dei cantautori più acclamati in Italia, le parole delle sue canzoni vengono lette nelle scuole e lui sembra quasi trovarsi nella posizione di profeta-santone che aveva tanto esorcizzato nelle sue stesse canzoni.<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 254}}</ref>
 
Il momento è perfetto per riprendere un brano di [[Ry Cooder]], cambiandone le parole, per pubblicarlo in un 45 giri, dal titolo ''[[E invece no]]'', nel quale ancora una volta Edoardo prende in giro sé stesso come cantautore di successo.<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 281}}</ref> Un altro singolo viene poi pubblicato con un orecchiabile motivo caraibico (''Nisida''), andando ad affiancarsi all'altro reggae che stava sul retro di ''[[E invece no]]'', ''[[Canta appress'a nuie]]''. I tre brani vengono subito apprezzati dal pubblico ed entrano stabilmente a far parte del repertorio dal vivo.
 
All'apice del successo Edoardo Bennato torna in sala di registrazione con l'idea di registrare un grande musical sulla trama della fiaba del pifferaio magico rivisitata in chiave moderna. Il risultato è il disco ''[[È arrivato un bastimento]]'', che riscuote meno successo dei precedenti, per cui la realizzazione del musical viene accantonata. Il disco è realizzato con l'apporto di una produzione di alto livello, e di musicisti e tecnici di fama internazionale, con l'ormai consueta miscela di stili musicali, dalla lirica al rock duro, dal popolare allo ska, dal [[mandolino]] all'elettronica.
Nel 1985 esce il parzialmente deludente ''[[Kaiwanna]]'', il disco di rottura con la propria tradizione musicale, ricco di suggestioni elettroniche, completamente privo dei suoni acustici che avevano caratterizzato gran parte delle produzioni precedenti e logica conseguenza delle considerazioni che lo ''Specchio delle mie brame'' aveva suggerito: il computer domina incontrastato, accanto a chitarre rigorosamente elettriche e a un uso molto esteso delle tastiere elettroniche. Tuttavia le vendite, in diminuzione rispetto al disco precedente, causano la rottura del contratto con la [[Dischi Ricordi]], e Bennato passa alla [[Virgin Dischi]].
 
''[[OK Italia]]'' esce nel 1987 e prosegue nella proposizione di un suono assolutamente slegato dalla genuinità elettro-acustica del passato;<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 294}}</ref> il lavoro gode di un buon successo commerciale, trainato dal brano che dà il nome all'album e dal relativo video, dove compaiono quali protagonista Miss Italia 1984 [[Susanna Huckstep]] e come comparsa una giovane [[Simona Tagli]]. Fa seguito nello stesso autunno un doppio disco dal vivo intitolato semplicemente ''Edoardo'', cui segue un mini LP pubblicato nell'estate seguente, ''Il gioco continua'', realizzato con l'amico [[Tony Esposito]]. Contiene due cover, due brani già editi, e la versione studio di ''Chissà chissà'', registrata prima solo nel doppio dal vivo.
 
Un buon successo commerciale è ottenuto anche nel [[1989]] da ''[[Abbi dubbi]]'', che, grazie al brano ''[[Viva la mamma]]'', può essere considerato l'ultimo successo discografico di Edoardo Bennato.
 
Negli anni successivi, non mancano tuttavia produzioni di rilievo. È il caso di ''[[Edo rinnegato]]'', che esce nel [[1990]] e che consiste nella registrazione di brani composti a partire dal [[1973]], in chiave rigorosamente acustica. Ritornano a collaborare [[Roberto Ciotti]], ormai affermatosi come importante chitarrista blues (e autore, tra l'altro, delle colonne sonore dei film ''[[Turné]]'' e ''[[Marrakech Express]]'' di [[Gabriele Salvatores]]); [[Lucio Bardi]], che da qualche anno si era spostato nella banda di [[Francesco De Gregori]]; [[Luciano Ninzatti]]; oltre alla collaborazione artistica di [[Massimo Tassi]] per gli arrangiamenti. Nel disco i brani più datati non risentono molto dell'operazione di rifacimento, data la già forte componente acustica delle versioni originali. Sono i brani più recenti che trovano invece nuova linfa dalla scelta di proporne la semplice struttura armonica e melodica, tralasciandone gli appesantimenti elettronici delle versioni originali.<ref name="autogenerato1">Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, |pag. 298}}</ref>
 
Nel 1990 ha inciso in coppia con [[Gianna Nannini]] il brano ''[[Un'estate italiana]]'', inno ufficiale in lingua italiana dei [[campionato mondiale di calcio 1990|mondiali di calcio Italia '90]], la cui versione in lingua inglese, ''To be number one'' è composta da [[Giorgio Moroder]], di cui hanno scritto il testo e curato l'arrangiamento. Tra gennaio e settembre, con qualche intervallo, ''Notti magiche'' risulterà il singolo più venduto in Italia e, storicamente, l'ultimo 45 giri a ottenere un massiccio riscontro commerciale prima della sua sparizione dal mercato discografico.<ref name="autogenerato1" />
 
=== Gli anni '90 ===
Interessante è anche l'episodio del [[1992]] intitolato ''[[È asciuto pazzo 'o padrone]]'', uscito sotto lo pseudonimo di [[Joe Sarnataro]]. L'album propone una serie di brani blues-elettrici in pieno stile [[Chicago]], con testi cantati in [[lingua napoletana]], in un tono di ironica denuncia dei difetti (e dei pregi) della città di [[Napoli]] e della napoletanità. In questo, Edoardo è aiutato da un gruppo di musicisti, i [[Blue Stuff]], che, dal vivo, nella successiva tournée rivisitano anche la precedente produzione discografica di Bennato. In una veste decisamente diversa rispetto al passato, Edoardo Bennato sfodera la sua grande abilità vocale per riproporre gli stilemi classici del blues in modo estremamente efficace.<ref>Francesco {{Cita|Donadio, ''Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia'', [[Arcana Editore]], [[Roma]], 2011, pagg|pp. 298-299}}</ref> Bennato usò lo pseudonimo anche come attore nel film ''[[Joe e suo nonno]]'' e per altri due anni in tour in Europa.
 
Nel successivo album ''[[Il paese dei balocchi]]'', la canzone "Attento Joe", riferita all'alter ego Sarnataro, denuncia il potere della [[Rai]] e dei suoi dirigenti che, per consentire un passaggio nelle trasmissioni della rete nazionali, impongono la scelta di alcune località in cui tenere i concerti. In particolare Bennato in questo testo fa riferimento al giornalista [[Gianni Raviele]] e alla sua Rassegna di Spettacolo e Cultura San Martino Arte, nel suo paese natale, [[San Martino Valle Caudina]]. Per questa vicenda Bennato non venne invitato alla trasmissione Prisma.<ref>[{{Cita web|url=http://archiviostoricoarchivio.corriere.it/1992Archivio/ottobreinterface/25/Bennato_Prisma_ospite_mancato_co_0_9210257826landing.shtmlhtml|titolo=Archivio BennatoCorriere a Prisma un ospite mancato<!-- Titolo generato automaticamentedella Sera|sito=archivio.corriere.it|accesso=2021-04->]11}}</ref><br />
''E tanto per farti un esempio / se vuoi andare al Telegiornale / sotto quelle Forche Caudine / di San Martino ci devi passare...''<br />
Bennato stesso, "mascherato" da Joe Sarnataro, si era infatti esibito in questa località amena, al pari dei più significativi artisti italiani sulla cresta dell'onda.<br />
Il 22 gennaio [[2010]] esce il singolo "È lei" con etichetta Universal Music Italia, che prelude all'uscita dell'attesissimo album di inediti con la produzione di Fabrizio Barbacci, già produttore di Ligabue e Negrita. Il 18 febbraio viene invitato come ospite alla terza serata di ''Sanremo 2010'', dove si esibisce cantando alcuni suoi pezzi storici. Il 5 marzo [[2010]] esce, dopo 7 anni dall'ultimo, l'album di inediti ''[[Le vie del rock sono infinite]]''.
 
Il 4 aprile [[2010]] dopo il buon successo in radio del primo singolo "È lei" esce il secondo singolo dall'ultimo album intitolato ''[[In Amore]]''. Nel [[2010]] suona al [[concerto del Primo Maggio]]; al termine della sua esibizione, durante la canzone "In prigione, in prigione", si fa portare via a forza da due attori travestiti da carabinieri, dopo aver recitato alcuni versi tratti da ''Il giuramento di Pontida'' di [[Giovanni Berchet]].<ref>{{cita web|url=http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/05/01/foto/concertone_bennato_portato_via_dai_carabinieri-3755760/1/|titolo=Concertone, Bennato portato via dai carabinieri|editore=[[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]]}}</ref> Il 4 giugno 2010 ha ricevuto il [[Premio Mogol]] per il testo della canzone ''È lei'', a pari merito con [[Simone Cristicchi]].
Il 4 giugno 2010 ha ricevuto il [[Premio Mogol]] per il testo della canzone "È lei", a pari merito con [[Simone Cristicchi]].
 
Il 9 novembre [[2010]] pubblica l'album dal vivo [[MTV Classic Storytellers]] (CD+DVD), registrazione del concerto del 10 settembre tenuto presso le ''Officine Meccaniche'' di [[Milano]], con la produzione di Giuseppe Scarpato e Raffaele Lopez, e con la partecipazione di ospiti come i [[Finley (gruppo musicale)|Finley]], [[Roy Paci]], [[Giuliano Palma & The Bluebeaters]] e [[Morgan (cantante)|Morgan]].<ref>{{collegamento interrotto|1=http://www.accenno.info/2010/10/%E2%80%9Cedoardo-bennato-%E2%80%93-mtv-classic-storytellers%E2%80%9D/ |data=novembre 2017 |bot=InternetArchiveBot }}</ref><ref>[http://www.mantova.com/IMP000bennato.asp Mantova<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20101014163547/http://www.mantova.com/IMP000bennato.asp |data=14 ottobre 2010 }}</ref> Nel corso della trasmissione "[[Centocinquanta (programma televisivo)|Centocinquanta]]" del 16 marzo [[2011]], per i 150 anni dell'Unità d'Italia, Edoardo ha presentato il nuovo singolo ''Italiani''. Il 23 dicembre pubblicò su [[YouTube]] un inedito dal titolo "La Sapienza", scritto nel [[2008]].
* Giorgio Darmanin e Lucio Seneca, ''Edoardo Bennato. Il succo del nocciolo'', Roma, Gremese, 1988. ISBN 88-7605-355-7.
* [[Simone Dessì]] (a cura di), ''Cercando un altro Egitto. Canzonettiere ad uso delle giovani e giovanissime generazioni'', Roma, Savelli, 1976.
* [[Francesco{{Cita libro|nome=Donadio]], ''|cognome=Francesco.|titolo=Edoardo Bennato. Venderò: venderò la mia rabbia'', Roma, [[|url=http://worldcat.org/oclc/721865763|data=2011|editore=Arcana Editore]], 2011. |cid=Donadio|OCLC=721865763|ISBN =978-88-65836231-139158-7.8}}
* Aldo Foglia, ''Edoardo Bennato. Così è se vi pare. Tutta la verità, solo la verità, nient'altro che la verità'', con CD, Milano, [[Baldini Castoldi Dalai]], 2008. ISBN 978-88-6073-463-1.
* Enzo Gentile, ''Guida critica ai cantautori italiani'', Milano, Gammalibri, 1979.
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