Assassinio di John Fitzgerald Kennedy: differenze tra le versioni

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====Le premonizioni di Kennedy e di Jacqueline====
Kennedy stesso si rendeva conto di quanto fosse pericoloso quel viaggio, la mattina medesima del 22 novembre, guardando dalla finestra della sua camera all'Hotel Texas di [[Fort Worth]], dove aveva pernottato giungendo da [[Houston]], JFK disse, indicando il podio dal quale avrebbe tenuto un breve discorso: «Guardate il podio, con tutti quei palazzi intorno i servizi segreti non sarebbero mai in grado di fermare chi volesse colpirmi». Alla moglie, che esprimeva la sua preoccupazione per i rischi di un attentato, JFK aveva dato ragione, dicendo poi: «Oggi entriamo in una zona di fanatici… Sai, ieri sera sarebbe stata perfetta per uccidere un presidente. Intendo dire, supponi che un uomo nascondesse una pistola in una valigetta – mimò quindi uno sparo – poi avrebbe potuto lasciar cadere pistola e valigetta e mescolarsi alla folla.».<ref>{{Cita|Klein, 2007}} p. 198</ref>
 
==I nemici di Kennedy==
John Fitgerald Kennedy, durante la sua amministrazione, stava attuando molti provvedimenti innovativi e si era fatto molti nemici.<ref>[http://win.storiain.net/arret/num184/artic2.asp ''La morte di JFK, vecchi sospetti e nuovi dubbi'']. Renzo Paternoster. Storia In. 2011.</ref>
 
Il primo motivo per cui Kennedy doveva morire è stata la sua volontà di porre fine alla Guerra Fredda, apren do un nuovo dialogo con i comunisti, sia con Nikita Krusciov che con Fidel Castro.
I principali fautori dell'anticomunismo e della Guerra Fredda erano stati i fratelli Dulles, John Foster Dulles, come Segretario di Stato e Allen Welsh Dulles, come direttore della CIA.
John Foster Dulles, dette impulso a un "New look" per la strategia di contenimento, chiedendo una maggiore fiducia nelle armi nucleari contro i nemici statunitensi in tempo di guerra. Dulles enunciò anche la dottrina della "rappresaglia massiccia", minacciando una severa risposta da parte degli Stati Uniti a qualsiasi aggressione sovietica. Possedere una superiorità nucleare permise, ad esempio, a Eisenhower di far fronte alle minacce sovietiche riguardo a un possibile intervento in Medio Oriente durante la crisi di Suez del 1956. I piani statunitensi della fine degli anni 1950 per una eventuale guerra nucleare includevano la "distruzione sistematica" dei 1 200 maggiori centri urbani appartenenti al blocco orientale e alla Cina, tra cui Mosca, Berlino Est e Pechino, con le loro popolazioni civili annoverate tra gli obiettivi primari.
Il Presidente Kennedy voleva accordarsi con l'Unione Sovietica di Krusciov per ridurre gli arsenali atomici.
La CIA, finanziò una lunga lista di progetti per contrastare l'attrattiva che rappresentava il comunismo tra gli intellettuali in Europa e nel mondo in via di sviluppo. La CIA intraprese segretamente anche una campagna di propaganda domestica chiamata Crusade for Freedom.
 
Il secondo motivo riguarda il fallimento dell'invasione di Cuba, presso la Baia dei Porci. Coinvolti in quest'operazione c'era Allen Dulles, direttore della CIA, che aveva progettato l'invasione. Coinvolti gli anticastristi che si erano arruolati per comporre la forza di invasione. Coinvolti i mafiosi assoldati da Allen Dulles per sparare a Fidel Castro, durante l'invasione.
Al Presidente Kennedy veniva addebitato il fallimento per non aver concesso l'invio di aerei americani e in seguito di truppa a sostegno della forza di invasione. Il principale accusatore in questo campo è stato il generale Charles Cabel, vicedirettore della CIA.
 
Cosa Nostra, la mafia statunitense combattuta da Robert Kennedy, ministro della Giustizia e fratello del presidente, anch'egli assassinato in circostanze misteriose.
 
Kennedy voleva un ritiro completo dei militari americani dal conflitto in Vietnam, al quale si opponevano il Pentagono e i generali militari.
 
La Federal Bureau of Investigation, l'FBI, l'ente di polizia federale per le investigazioni all'interno del territorio degli Stati Uniti. Kennedy minacciava di rimuovere il suo capo J. Edgar Hoover, ritenuto "ambiguo" dal Presidente Kennedy.
 
I petrolieri texani, principalmente Nelson Bunker Hunt, preoccupati per un progetto di Kennedy per un aumento delle tasse sugli introiti dell'estrazione petrolifera.
 
I dirigenti della Federal Reserve Bank (FRB) erano molto contrariati dalla direttiva 11110, con la quale Kennedy sosteneva l'illegalità di stampare banconote da parte della FRB e avocava al Governo solo il potere di stampare la moneta.
 
Il Ku Klux Klan razzista, fortemente contrario alla linea di Kennedy contro la segregazione razziale.
 
Il vicepresidente Lyndon Johnson e il suo entourage: per occupare il posto di Kennedy e condurre una politica meno progressista di quella di Kennedy.
Il primo atto politico dell'amministrazione Johnson fu di firmare un aumento dei miliari nella disastrosa guerra nel Vietnam.
 
Fu preso in esame anche la possibile vendetta di Fidel Castro contro i tentativi della CIA di eliminarlo.
 
I compari di Ngo Dinh Diem, presidente della Repubblica del Vietnam del Sud assassinato dai suoi generali golpisti il 2 novembre 1963. Il golpe venne fatto con l'accondiscendenza dell'amministrazione americana ma non prevedeva la morte di Diem, di cui Kennedy si sentiva responsabile e si dichiarò addolorato.
 
Il KGB, che voleva vendicare lo smacco subito nella crisi dei missili cubani (ottobre 1962).
 
Nel corso di questi anni, tuttavia, non sono mai emersi elementi concreti, prove o documenti a carico di questi presunti mandanti. Però è seguita una lunga serie di morti violente irrisolte di persone testimoni di un complotto nell'assassinio di Kennedy.
 
== Cronologia degli eventi ==
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