Assassinio di John Fitzgerald Kennedy: differenze tra le versioni

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== Contesto ==
=== Il comportamento di Kennedy e i problemi di sicurezza personale ===
La condotta personale di JFK costituiva un grosso problema per gli addetti alla sua personale sicurezza; a titolo di esempio, si narra che, JFK era solito ricevere nel locale con piscina, che aveva fatto predisporre presso la Casa Bianca, due avvenenti fanciulle le cui identità personali erano ignote persino al personale della sicurezza, che le aveva soprannominate "Fiddle & Faddle". Durante la permanenza in piscina del Presidente, neanche gli agenti preposti alla sua sicurezza personale vi avevano accesso.<ref>{{cita|Klein}}, 2007 p. 186-187.</ref> Inoltre, numerose erano le donne giovani e attraenti, molte impiegate in uffici della [[Casa Bianca]], con le quali JFK s'intratteneva sessualmente, così come lo erano altre ragazze che ebbero con lui rapporti rapidi e occasionali: ''hostess'', donne del mondo dello spettacolo, giovani che aveva conosciuto quando queste lavoravano per la sua campagna elettorale e anche prostitute, tutte definite dai Servizi di sicurezza come ''happening babies'' (ragazze per l'occasione).<ref>{{cita|Klein}}, 2007}} p. 190</ref> Tutto ciò veniva fatto con l'impegno assoluto a non insospettire la moglie Jacqueline, impegno che coinvolgeva ''in primis'' il suo assistente Dave Powers e, a seguire, i servizi di sicurezza, i quali si trovavano nell'ingrata e inattesa incombenza di dover proteggere il Presidente non solo dai nemici potenziali, ma anche dalla sua legittima sposa.<ref>{{cita|Klein}}, 2007}} p. 194</ref> Naturalmente l'opinione pubblica americana era del tutto ignara dei comportamenti libertini del Presidente, così come poco si sapeva delle sue frequenti assenze, dovute a motivi della sua malandata salute.<ref>{{cita|Klein}}, 2007}} p. 187-188</ref>
 
L'aria di complicità che permeava l<nowiki>'</nowiki>''entourage'' stretto del Presidente (inclusi gli uomini dei servizi di sicurezza, che, per altro, lo adoravano per il suo passato di eroe della [[seconda guerra mondiale]]),<ref>{{cita|Klein}}, 2007}} p. 195</ref> la cordialità con cui tutti costoro venivano trattati da JFK, l'andazzo di "lasciar correre", violando così i rigidi regolamenti dei Servizi, in numerose delle occasioni degli incontri clandestini del Presidente, anche durante i suoi viaggi, a causa di disposizioni più o meno esplicite del medesimo, portò a un rilassamento della sicurezza che era molto pericoloso. La notte precedente l'attentato, un gruppo di agenti deputati alla scorta del presidente si attardò fino a notte inoltrata a bere liquori nonostante la mattina alle ore otto dovessero prendere servizio, violando così palesemente il regolamento che vietava agli agenti di scorta al Presidente di assumere alcolici o stupefacenti.<ref>{{cita|Klein}}, 2007}} p. 197</ref>
 
=== L'annuncio del viaggio a Dallas ===
Fu poi lo stesso JFK che rese ancor più arduo il problema della sicurezza relativamente alla sua visita alla città texana di Dallas, allorché il 20 novembre disse al suo assistente Kenneth O'Donnell: «Non voglio la capote sulla macchina, tutte le texane devono vedere che bella ragazza è Jackie [La moglie Jacqueline Bouvier]».<ref>{{Cita|Klein}}, 2007}} p. 184</ref> Inoltre vietò ai mezzi di scorta l'uso delle sirene e non consentì che agenti in motocicletta affiancassero la ''limousine'' sulla quale avrebbero preso posto lui e la moglie.<ref>{{cita|Klein}}, 2007}} p. 186</ref>
 
=== I segnali di pericolo ===
[[File:Wanted for treason.jpg|upright=1.3|thumb|Volantino che circolò a Dallas il 21 novembre, il giorno prima dell'omicidio di Kennedy.]]
Il viaggio a Dallas era visto dai collaboratori e da molti esponenti del [[Partito Democratico degli Stati Uniti|Partito Democratico]] come un grosso rischio che non doveva essere corso. Il senatore [[J. William Fulbright]], autorevole esponente democratico dello [[stati federati degli Stati Uniti d'America|stato]] dell'[[Arkansas]] gli aveva detto: «Dallas è un luogo estremamente pericoloso…Io non ci andrei. Lei non ci deve andare.»<ref>{{cita|Klein}}, 2007}} p. .</ref> Un mese prima [[Adlai Ewing Stevenson II|Adlai Stevenson]], allora [[Rappresentanti permanenti degli Stati Uniti d'America alle Nazioni Unite|Ambasciatore USA presso le Nazioni Unite]], nominato durante la presidenza Kennedy e sostenitore di JFK nella campagna presidenziale del [[1960]], era stato aggredito proprio a Dallas da un nutrito gruppo di oppositori. Da una bozza del discorso che l'allora vicepresidente [[Lyndon B. Johnson]] aveva preparato per il discorso che avrebbe tenuto ad [[Austin]], dopo la visita presidenziale a Dallas, risulta che l<nowiki>'</nowiki>''incipit'' sarebbe stato «Signor presidente, grazie a Dio è uscito vivo da Dallas».<ref name="cita|Klein, 2007">{{cita|Klein}}, 2007}} p.</ref>
 
====Telex che anticipava l'attentato====
 
====Le premonizioni di Kennedy e di Jacqueline====
Kennedy stesso si rendeva conto di quanto fosse pericoloso quel viaggio, la mattina medesima del 22 novembre, guardando dalla finestra della sua camera all'Hotel Texas di [[Fort Worth]], dove aveva pernottato giungendo da [[Houston]], JFK disse, indicando il podio dal quale avrebbe tenuto un breve discorso: «Guardate il podio, con tutti quei palazzi intorno i servizi segreti non sarebbero mai in grado di fermare chi volesse colpirmi». Alla moglie, che esprimeva la sua preoccupazione per i rischi di un attentato, JFK aveva dato ragione, dicendo poi: «Oggi entriamo in una zona di fanatici… Sai, ieri sera sarebbe stata perfetta per uccidere un presidente. Intendo dire, supponi che un uomo nascondesse una pistola in una valigetta – mimò quindi uno sparo – poi avrebbe potuto lasciar cadere pistola e valigetta e mescolarsi alla folla.».<ref>{{cita|Klein}}, 2007}} p. 198</ref>
 
==I nemici di Kennedy==
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