Differenze tra le versioni di "Chiesa di San Giacomo Apostolo (Furore)"

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La chiesa di San Giacomo Apostolo sorge nella località Santo Jato, su di un terrazzamento ed è preceduta da un sagrato. La facciata, dipinta in grigio e bianco, si presenta con una parte inferiore tripartita tramite paraste con capitelli che sorreggono il cornicione: al centro è posto il portale d'ingresso principale, sormontato da una maiolica decorata con la figura di san Giacomo, mentre un altro portale è posto sul lato destro; a sinistra, il vano della porta è segnato da una decorazione in stucco, riproducente un finto portale. La parte superiore della facciata si innalza solamente nella zona centrale e di sinistra: in particolare la parte centrale è a capanna, con una finestra ogivale, delimitata da paraste e decorata con stucchi, mentre la parte sinistra corrisponde alla canonica<ref name="Chieseitaliane"/>.
 
Internamente si presenta con una [[Basilica (architettura cristiana)|pianta basilicale]], senza transetto. Superato l'ingresso si accede ad un esonartece a tre campate, una volta probabilmente aperto e poi inglobato nella chiesa a seguito dei lavori del 1858: viene infatti descritto in una visita del vescovo Francesco Maiorsini del 1872; sulla sinistra dell'esonartece, una scala in muratura conduce alla canonica<ref name="Chieseitaliane"/>. La chiesa è suddivisa in tre navate tramite archi a tutto sesto che poggiano su sottili colonne in marmo: sopra le colonne, nello spazio tra un arco e un altro, sono poste delle lesene con capitelli compositi che sorreggono una trabeazione. La navata centrale presenta un tetto piano, decorato con una tela, mentre le due laterali hanno una volta a crociera suddivisa in quattro campate<ref name="Chieseitaliane"/>. Una quarta navata è posta in modo longitudinale rispetto alle altre, suddivisa in tre campate, di cui quella centrale corrisponde alla base del campanile, nella quale è stata ricavata la cantoria caratterizzata da una balaustra con colonnine<ref name="Chieseitaliane"/>. Le navate laterali presentano, nei pressi della terza campata, una cappella con volta a botte lunettata e altare in marmo; nell'ultima campata della navata di destra è presente l'ingresso della sacrestia, la quale ha una forma rettangolare con volta a botte lunettata e un'abside nella parete sinistra. La zona del presbiterio è rialzata tramite un gradino rispetto al resto dell'aula liturgica e recintata da una balaustra: in origine aveva tra absidi a calotta estradossate, poi murate e visibili solo esternamente. Sono stati ricavati tre altari, di cui due laterali, con altari in marmo sormontati da un dipinto, e uno centrale, quello maggiore, con altare [[Concilio Vaticano II|preconciliare]] in marmo sul quale si staglia un [[crocifisso]]: un nuovo altare è stato posto fuori la balaustra e seguito dei lavori di restauro di fine XX secolo; l'ambone in legno con il decoro di un 'aquila è stato aggiunto nel 2005<ref name="Chieseitaliane"/>. La pavimentazione è in ceramica di colore verde e rosa, disposta a motivi geometrici<ref name="Chieseitaliane"/>.
 
Al di sotto dell'area absidale della navata destra è presente un locale, a cui si accedeva tramite delle scalinate chiuse da lastre tombali, adibito ad ossario: questo era stato diviso in tre zone tramite tre muri di tompagnatura e i vani riservati rispettivamente alla sepoltura dei parroci e di due famiglie gentilizie<ref name="ProLoco"/>. Riportato allo stato originario, questo ambiente doveva essere una cappella rupestre risalente all'XI secolo, dotato di un ingresso autonomo di cui però si ignora la posizione: tale cappella venne sicuramente rimaneggiata sia durante i lavori di costruzione che durante i restauri del XIX secolo della chiesa sovrastante. Si tratta di una struttura a navata unica con abside semicircolare nella parte orientale: la volta è a crociera con archi a sesto acuto, suddivisa in cinque campate; due plutei in pietra dividono il presbiterio dal resto della cappella<ref name="ProLoco"/>. Al suo interno sono stati ritrovati affreschi in [[Arte bizantina|stile bizantino]], risalenti al XIV secolo: i meglio conservati, posti nella zona del presbiterio e dell'abside, raffigurano la ''Maddalena'', ''Santa Caterina'' e ''Santa Margherita'' e risultano non essere stati ritoccati nel corso degli anni. Di altri affreschi si riconoscono solamente le sagome, in quanto hanno perso il colore<ref name="ProLoco"/>.
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