Differenze tra le versioni di "Stati Uniti d'America nella seconda guerra mondiale"

m
redirect
m (redirect)
[[File:B-17 Flying Fortress.jpg|thumb|300x300px|B-17 Flying Fortress statunitensi in volo sopra l'Europa]]
 
[[File:American World War II senior military officials, 1945.JPEG|thumb|299x299px|Ufficiali statunitensi in Europa]]
 
Gli '''Stati Uniti d'America nella seconda guerra mondiale''' furono uno dei tre componenti principali degli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati]] e combatterono, a partire dall'[[attacco adi Pearl Harbor]] all'alba del 7 dicembre 1941, contro l'[[imperoImpero del Giapponegiapponese]], la [[Germania nazista]] e l'[[Regno d'Italia (1861-1946)|Italia fascista]], esercitando un influenza determinante militare e politica in tutti i teatri bellici del conflitto.
 
Durante i primi due anni della [[seconda guerra mondiale]] gli Stati Uniti mantennero formalmente la neutralità, ma furono fin dall'inizio favorevoli alla [[Gran Bretagna]] e alla [[Francia]]; dopo la sconfitta delle potenze occidentali nel 1940, rifornirono, in base alla legge votata l'11 marzo 1941, il ''[[Lend-Lease|Lend-Lease Act]]'', i britannici, i sovietici e i cinesi con enormi quantità di beni di guerra, e truppe statunitensi sostituirono i soldati britannici in [[Operazione Fork|Islanda]].
 
=== Pearl Harbor ===
{{Vedi anche|Attacco adi Pearl Harbor}}
[[File:Pearlharborcolork13513.jpg|thumb|300x300px|L'esplosione della nave da battaglia USS ''Arizona'', a Pearl Harbor]]
 
A causa dell'avanzata giapponese nell'Indocina francese e in Cina, gli Stati Uniti, in accordo con i britannici e gli olandesi, bloccarono ogni rifornimento di carburante al Giappone, che ne importava il 90%. L'embargo minacciò la potenza militare del Giappone che rigettò la richiesta americana di lasciare la Cina e segretamente decise che la guerra con l'America era inevitabile; l'unica speranza di vittoria però era di colpire per primi. Il presidente Roosevelt, mesi prima, aveva ordinato che la flotta statunitense si spostasse dalla California alle Hawaii, in modo che fosse pronta se i giapponesi avessero dichiarato guerra. La battaglia di Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 fu la peggior sconfitta navale della storia degli Stati Uniti. L'ammiraglio giapponese [[Isoroku Yamamoto]] credeva che l'unico modo di vincere la guerra era di distruggere la principale flotta americana ad inizio conflitto. La sua flotta ben addestrata viaggiò per 200 miglia fino alle Hawaii senza essere identificata, sotto il comando tattico dell'ammiraglio [[Chūichi Nagumo|Chuichi Nagumo]]. Dopo cinque ore le sei portaeree giapponesi inviarono due ondate di 357 bombardieri, aerosiluranti e caccia che distrussero o danneggiarono gravemente otto navi da battaglia, dieci navi inferiori e 230 aerei, uccidendo 2&nbsp;400 soldati e marinai americani. mentre le perdite giapponesi furono di 29 aerei abbattuti. Il comandante [[Minoru Genda]], capo della pianificazione, supplicò Nagumo di colpire nuovamente gli stabilimenti, i magazzini di carburante e i sottomarini, oltre che per affondare le portaerei americane in avvicinamento. Nagumo tuttavia accettò di aver sconfitto gli americani in una delle vittorie più importanti della storia navale giapponese e decise di non rischiare ulteriormente uomini e mezzi. La vittoria del Giappone fu dovuto al coraggio, al buon equipaggiamento, ai piloti eccellenti, all'effetto sorpresa e soprattutto ad un'ottima pianificazione. Tutti quanti sapevano che la guerra era imminente ma nessuno a Pearl Harbor si aspettava un attacco. In una prospettiva più ampia, l'attacco fu un fallimento. Le navi perse erano perlopiù adatte a dottrine di guerra navale ormai obsolete, gli aerei furono ben presto rimpiazzati e le vittime, in proporzione al futuro prossimo erano poche. Le speranze di Tokyo che l'America avesse perso la forza e i mezzi per combattere svanirono di lì a pochi mesi e il compromesso di pace non arrivò mai; l'attacco invece smosse l'opinione pubblica americana che portò all'unanimità verso una guerra fino alla morte con l'Impero giapponese.<ref>{{Cita libro|autore = Gordon W. Prange|autore2 = Donald M. Goldstein|autore3 = Katherine V. Dillon|titolo = At Dawn We Slept: The Untold Story of Pearl Harbor|anno = 1982|lingua = inglese}}</ref><ref>{{Cita libro|autore = Alan Zimm|titolo = The Attack on Pearl Harbor: Strategy, Combat, Myths, Deceptions|anno = 2011|lingua = inglese}}</ref>
 
[[File:Fdr delivers speech.jpg|thumb|299x299px|Il presidente Roosevelt nel discorso al Congresso degli Stati Uniti, l'8 dicembre 1941]]
 
In seguito all'attacco a Pearl Harbor, l'8 dicembre 1941, il presidente Roosevelt chiese ufficialmente al Congresso di dichiarare guerra al Giappone. La mozione passò con un solo voto contro, in entrambe le camere. Tre giorni dopo, l'11 dicembre, anche Hitler dichiarò guerra agli Stati Uniti, affermando quella sera stessa che "non possiamo perdere la guerra. Ora abbiamo un alleato che non è stato mai conquistato in 3000 anni".<ref>{{Cita web|url = https://www.csmonitor.com/USA/2011/1207/Pearl-Harbor-Day-How-did-Adolf-Hitler-react-to-the-attack|titolo = Pearl Harbor Day: How did Adolf Hitler react to the attack?|autore = Peter Grier|data = 7 dicembre 2011|opera = The Christian Science Monitor|editore = csmonitor.com|lingua = en|accesso = 9 settembre 2012}}</ref>