Differenze tra le versioni di "Battaglia di Timor"

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Benché le autorità portoghesi e il governatore Ferreira de Carvalho rimanessero ufficialmente in carica per il disbrigo degli affari civili e si proclamassero neutrali tra le parti in conflitto, tanto i portoghesi quanto gli indigeni di Timor Est erano simpatetici con la causa degli Alleati, il che consentì ai commandos di fare uso del sistema telefonico locale per comunicare e raccogliere informazioni di intelligence sul nemico; gli australiani tuttavia non avevano radio funzionanti e non erano in grado di contattare la madrepatria per informare il comando sulla loro continua resistenza, di cui in Australia vi era completa ignoranza<ref name=Callinan_xxviii>{{Cita|Callinan|p. xxviii}}.</ref>. Solo all'inizio di marzo, quando i superstiti della Sparrow Force sotto Veale e Van Straten riuscirono a ricongiungersi ai commandos, fu possibile assemblare un apparecchio radio di fortuna (ribattezzato "Winnie the War Winner") con cui fu stabilito un contatto con la base di Darwin<ref name= AWMTimor />. Entro maggio, aerei australiani avevano iniziato a paracadutare rifornimenti per i commandos e i loro alleati<ref name="timor_port">{{cita web|url= http://www.dutcheastindies.webs.com/timor_port.html|titolo=The fighting on the Portuguese East Timor Island, 1942|autore=L. Kleme|accesso=18 agosto 2008}}</ref>.
 
Il 24 maggio Veale e Van Straten furono evacuati dalla costa sud-orientale da un idrovolante [[Consolidated PBY Catalina]] della RAAF, e il maggiore Alexander Spence della 2nd Independent Company, ora promosso a tenente colonnello, assunse il comando delle forze alleate nell'isola. Il 27 maggio fu invece la [[Royal Australian Navy]] a completare con successo la prima missione di rifornimento navale e di evacuazione dei feriti a Timor. Mentre la guerriglia dei commandos proseguiva, il generale [[Thomas Blamey]] (comandante delle forze terrestri alleate nel teatro di guerra del Pacifico sud-occidentale) decise che la campagna a Timor dovesse proseguire il più a lungo possibile ma senza espandere ulteriormente le forze già in loco: una completa riconquista dell'isola avrebbe richiesto un'invasione anfibia su vasta scala con l'impiego di non meno di 10.000 uomini, un impegno che non poteva essere sostenuto al momento stante i duri combattimenti in corso [[campagna didella Nuova Guinea|in Nuova Guinea]] e [[campagna delle isole Salomone|nelle isole Salomone]]<ref name="timor_port" />.
 
Le relazioni tra i giapponesi e il governatore portoghese Ferreira de Carvalho si deteriorarono rapidamente, e il collegamento telegrafico diretto con il governo di Lisbona venne tagliato; i giapponesi espressero lamentazioni ufficiali circa il fatto che il governatore non stesse facendo nulla per punire gli ufficiali portoghesi e i civili timoresi che stavano collaborando con l'"esercito invasore" (ovvero gli australiani), ma non presero alcuna azione diretta contro lo stesso Ferreira de Carvalho<ref>{{Cita|Gunn|p. 224}}.</ref>. I giapponesi avanzarono alcune offerte di resa agli Alleati per tramite del console australiano a Dili David Ross, tutte seccamente respinte da Spence; lo stesso Ross svolse attività d'intelligence a favore degli Alleati e rilasciò lettere di credito ufficiali del governo australiano in modo che i soldati potessero acquistare vettovaglie dai locali<ref>{{cita web | titolo=David Ross|sito=The Airways Museum & Civil Aviation Historical Society|url= http://www.airwaysmuseum.com/David%20Ross%20biog.htm|urlarchivio= https://web.archive.org/web/20100211230930/http://www.airwaysmuseum.com/David%20Ross%20biog.htm|dataarchivio= 11 febbraio 2010 |lingua=en}}</ref>. Ross fu infine evacuato in Australia il 16 luglio<ref name="timor_port" />.