Differenze tra le versioni di "Pacific Ocean Areas"

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Il POA era complementare al comando alleato per il Pacifico sud-occidentale ([[South West Pacific Area]] o SWPA) sotto il generale statunitense [[Douglas MacArthur]], responsabile per le operazioni in [[Australia]], [[Arcipelago malese]] e [[Isole Salomone]]; la creazione di due comandi separati per il teatro bellico dell'Oceano Pacifico fu una decisione di compromesso, visto che né lo [[United States Army]] né la [[United States Navy]] erano disposti ad accettare un comando unificato affidato a un esponente della forza armata opposta. La cooperazione tra i due comandi, come pure i rapporti tra i comandi della US Navy e dello US Army in seno allo stesso POA, furono spesso una questione di attrito e discussione tra gli alti ufficiali degli Stati Uniti.
 
Tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943 il POA di Nimitz diresse le prime controffensive alleate nei confronti dell'[[Impero giapponese]], come la [[campagna di Guadalcanal]] e la [[campagna delle isole Aleutine]]; a partire dalla fine del 1943, invece, le forze di Nimitz aprirono un fronte di conflitto con i giapponesi nel Pacifico centrale, portando vittoriosamente a termine la [[campagna delle isole Gilbert e Marshall]] e la [[campagna delle Isole Marianne e Palau]] e avvicinandosi allo stesso Giappone. Le ultime operazioni videro l'appoggio alla [[campagna delle Filippine (1944-1945)|liberazione delle Filippine]] a opera delle forze di MacArthur, l'[[campagna delle Isole Vulcano e Ryukyu|occupazione delle Isole Vulcano e Ryukyu]] e l'avvio dei preparativi per l'invasione anfibia dello stesso Giappone;- Tuttavia la [[resa del Giappone]] il 2 settembre 1945 portò alla conclusione delle ostilità, e, di conseguenza, il POA fu sciolto di conseguenza.
 
== Storia ==
[[File:Adm. William Leahy, seated center, at head of table, presides over a meeting of the Joint Chiefs of Staff during the... - NARA - 198822.jpg|thumb|left|upright=1.2|Una riunione del Joint Chiefs of Staff statunitense nel luglio 1945; in mancanza di un comandante unico, l'alta direzione strategica delle operazioni nel Pacifico era di fatto esercitata da questo organo collegiale]]
 
Al momento dell'[[attacco di Pearl Harbor]] del 7 dicembre 1941 e dell'entrata degli [[Stati Uniti d'America]] nella [[seconda guerra mondiale]] non vi era nella regione dell'[[Oceano Pacifico]] alcun alto comando militare unificato, non solo per le forze degli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati]] nel loro complesso ma nemmeno per quanto riguardava le forze dei soli statunitensi. Le unità militari degli Stati Uniti facevano infatti capo a quattro comandi separati con quattro comandanti in capo diversi, divisi non solo sul piano geografico a seconda che fossero assegnati alle [[Filippine statunitensi]] o alle [[Hawaii]] ma anche con riferimento alla [[forza armata]] di appartenenza, fosse essa l'Esercito ([[United States Army]]) o la Marina ([[United States Navy]]): le forze di terra stanziate nelle Filippine (comprese le unità dell'aviazione dell'esercito, [[United States Army Air ForceForces]] o USAAF, all'epoca non ancora una forza armata autonoma) rispondevano agli ordini delle [[United States Army Forces in the Far East]] sotto il generale [[Douglas MacArthur]], mentre quelle navali erano riunite nella [[United States Asiatic Fleet]] dell'ammiraglio [[Thomas C. Hart]]; nelle Hawaii invece le unità dell'Esercito rispondevano all'[[Hawaiian Department]] del generale [[Walter Short]] (sostituito, subito dopo l'attacco di Pearl Harbor, con il generale [[Delos Carleton Emmons]]), mentre la Marina aveva la propria [[United States Pacific Fleet]] sotto il controllo dell'ammiraglio [[Husband Kimmel]] (anch'egli rimpiazzato, all'indomani di Pearl Harbor, con l'ammiraglio [[Chester Nimitz]]). Ciascuno di questi quattro comandi era autonomo l'uno dall'altro, e per quanto la dottrina militare prebellica facesse spesso riferimento alla cooperazione congiunta nelle operazioni tra Esercito e Marina le due forze armate erano divise da gelosie e rivalità reciproche; la necessità di un comando congiunto era avvertita, ma nulla in tal senso era stato fatto negli anni precedenti la guerra per via di questa competizione<ref name=Pacific_Command>{{cita web|url=https://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:xvEd0WuK0IAJ:https://www.usafa.edu/app/uploads/Harmon03.pdf+&cd=19&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-b-d|titolo=Pacific Command: A Study in Interservice Relations|autore=Louis Morton|lingua=en|accesso=30 marzo 2021}}</ref>.
 
Un primo tentativo di creare un comando unificato nel Pacifico si ebbe ai primi di gennaio 1942, quando i governi alleati acconsentirono alla creazione di un [[American-British-Dutch-Australian Command]] (ABDA Command) sotto il generale britannico [[Archibald Wavell, I conte Wavell|Archibald Wavell]] con l'incarico di gestire tutte le forze degli Alleati (terrestri, aeree e navali) schierate a difesa dei possedimenti europei nella zona del [[Sud-est asiatico]], divenuti il principale teatro dell'offensiva scatenata dall'[[Impero giapponese]]; poche settimane dopo, alla fine di gennaio, venne attivato l'[[ANZAC Area]] sotto l'ammiraglio statunitense [[Herbert F. Leary]], un comando territoriale incaricato di proteggere con forze aeree e navali l'[[Australia]] orientale e la [[Nuova Zelanda]] nonché le rotte di comunicazione tra queste e gli Stati Uniti, minacciate dai [[Battaglia di Rabaul (1942)|primi attacchi]] giapponesi alla regione della [[Nuova Guinea]] e isole vicine. Questi comandi ebbero vita breve: le schiaccianti vittorie giapponesi nella [[campagna della Malesia]] e nella [[campagna delle Indie orientali olandesi]] decretarono il fallimento della missione dell'ABDA Command, formalmente sciolto da Wavell il 25 febbraio 1942; cosa dovesse succedergli era del resto già da giorni oggetto di discussioni tra i governi di [[Londra]] e [[Washington]]<ref name=Pacific_Command />.
 
Britannici e statunitensi concordarono sul fatto che, con la conquista giapponese delle [[Indie orientali olandesi]] e della [[Malesia britannica]], le forze degli Alleati erano state separate in due e che quindi occorressero due distinti comandi per la loro direzione: uno per la regione del [[Subcontinente indiano]] e uno per quella dell'[[Oceania]]. Tanto il presidente statunitense [[Franklin Delano Roosevelt]] quanto il primo ministro britannico [[Winston Churchill]] concordarono sull'assegnare il primo comando alla responsabilità del Regno Unito e il secondo a quella degli Stati Uniti, decisione formalizzata poi il 24 marzo 1942 dal [[Combined Chiefs of Staff]] (il massimo organo di coordinamento militare anglo-statunitense); la linea di divisione partiva dalle coste dell'[[Indocina]] e correva attraverso lo [[stretto della Sonda]], lasciando [[Sumatra]] e la terraferma asiatica ai britannici e il resto del Sud-est asiatico agli statunitensi<ref>{{Cita|Morton|p. 242}}.</ref>.
 
Ancora prima che questa decisione venisse formalizzata, gli alti comandi militari statunitensi, riuniti nel [[Joint Chiefs of Staff]] (JCS), si erano impegnati in discussioni sull'organizzazione del comando statunitense per l'Oceano Pacifico; uno dei punti dirimenti della questione riguardava la scelta del o dei comandanti: RosseveltRoosevelt aveva lasciato intendere la sua predilezione per la nomina di un unico comandante supremo di tutte le forze statunitensi nel teatro, soluzione condivisa da molti dei pianificatori ma rivelatasi impossibile da attuare. Il nodo riguardava il fatto che il primo candidato a una simile carica di comandante supremo non poteva che essere il generale MacArthur: ufficiale di grande esperienza e in precedenza [[Capo di stato maggiore dell'Esercito degli Stati Uniti|capo di stato maggiore dell'Esercito]], MacArthur godeva dell'appoggio incondizionato del presidente, dei vertici dell'US Army e dell'opinione pubblica tanto statunitense quanto australiana. La nomina di MacArthur era tuttavia unanimemente avversata dai vertici della Marina: la guerra nel Pacifico era considerata fondamentalmente una questione di primario interesse navale e anfibio, e gli alti comandi della US Navy non avevano alcuna intenzione di subordinare il controllo delle loro flotte a un ufficiale dell'Esercito; il timore era che MacArthur, dotato di una concezione limitata riguardo all'uso delle forze navali e aeree, le avrebbe impiegate in maniera scorretta e al di fuori delle loro funzioni. Il candidato della Marina per la carica di comandante supremo, ovvero l'ammiraglio Nimitz, non era tuttavia sufficiente forte per poter prevalere: all'inizio del 1942 Nimitz era ancora una personalità relativamente sconosciuta, non ancora dotata della popolarità e del prestigio che avrebbe accumulato nel corso della guerra, ed era dotato inoltre di un'anzianità di servizio considerevolmente inferiore a quella di MacArthur<ref>{{Cita|Morton|p. 244}}.</ref>.
 
=== La formazione del POA ===
[[File:Pacific Theater Areas;map1.JPG|thumb|upright=1.5|Carta del Pacifico occidentale con raffigurati i confini dei comandi operativi istituiti dagli Alleati nel 1942]]
 
L'unico modo di uscire dall'impasse fu quello di istituire due comandi separati per il teatro del Pacifico, uno guidato da MacArthur e uno da Nimitz, subordinati direttamente al JCS, soluzione su cui infine concordarono il capo di stato maggiore dell'Esercito generale [[George Marshall]] e il suo omologo della Marina ammiraglio [[Ernest King]]. Furono necessarie altre discussioni per concordare il confine tra le due zone: gli ufficiali dell'US Army proposero come divisione una linea congiungente il nord delle Filippine all'arcipelago delle [[Samoa]], affidando tutti i territori a sud di questa linea (in pratica le zone di competenza del disciolto ABDA Command e dell'ANZAC Area) al controllo di MacArthur e tutti quelli a nord a quello di Nimitz. I vertici della Marina proposero confini più ristretti per la zona di MacArthur, sostenendo che la protezione delle linee di comunicazione tra l'Australia e gli Stati Uniti dovesse essere affidata al controllo esclusivo della US Navy in quanto problema prettamente navale: il comando di MacArthur, deputato nell'ottica della Marina alla sola difesa dell'Australia, sarebbe quindi dovuto limitarsi all'Australia stessa e alle sue zone di approccio diretto, rappresentate dalle Indie olandesi, dalla Nuova Guinea e dalle isole vicine ([[Arcipelago di Bismarck]] e [[Isole Salomone]]), lasciando invece le Filippine e la maggior parte dell'ANZAC Area (la Nuova Zelanda e gli arcipelaghi della [[Nuova Caledonia]], [[Condominio delle Nuove Ebridi|Nuove Ebridi]], [[Figi]] e Samoa) al controllo di Nimitz; l'area di competenza di Nimitz sarebbe poi stata ulteriormente suddivisa in tre sottocomandi, con responsabilità rispettivamente sul Pacifico settentrionale, centrale e meridionale. La questione fu risolta nel corso di una riunione del JCS il 9 e 16 marzo 1942: per evitare uno stallo che avrebbe richiesto l'intervento del presidente per essere risolto, il generale Marshall acconsentì infine ad adottare la suddivisione proposta dalla Marina, ottenendo però che, per «questioni psicologiche», le Filippine fossero ricomprese nella zona di competenza di MacArthur<ref>{{Cita|Morton|pp. 244-246}}.</ref>.
 
Ottenuta dal Combined Chiefs of Staff anglo-statunitense l'ufficializzazione dell'assegnazione del Pacifico alla competenza degli Stati Uniti, il JCS autorizzò la formazione dei due alti comandi il 30 marzo 1942, istituendo simultaneamente il [[South West Pacific Area]] (SWPA) assegnato a MacArthur e il Pacific Ocean Areas (POA) di Nimitz. La decisione ottenne l'approvazione finale di Roosevelt il giorno successivo, ma per l'assunzione concreta del comando da parte dei due ufficiali designati fu necessario ottenere l'assenso dei governi delle altre nazioni alleate coinvolte: britannici e olandesi sollevarono solo obiezioni minime e diedero il loro beneplacito nella prima settimana di aprile 1942, mentre per ottenere l'assenso di australiani e neozelandesi, poi concretizzatosi il 18 aprile, fu necessaria l'assicurazione che i loro interessi, in particolare per quanto riguardava l'impiego delle loro forze armate fuori dai confini nazionali, sarebbero stati garantigarantiti dal presidente RosseveltRoosevelt davanti al JCS. Questo perché, a differenza dell'ABDA Command dove ogni nazione coinvolta aveva la sua parte di rappresentanza e responsabilità, tanto il SWPA quanto il POA erano comandi a guida e composizione statunitense, e tanto MacArthur quanto Nimitz rispondevano delle loro azioni solo davanti al JCS (del resto spesso chiamato a dirimere le controversie tra i due, in particolare per l'allocazione delle risorse belliche e l'assegnazione delle priorità dell'azione)<ref>{{Cita|Morton|pp. 249-252}}.</ref>.
 
Ottenuta dal Combined Chiefs of Staff anglo-statunitense l'ufficializzazione dell'assegnazione del Pacifico alla competenza degli Stati Uniti, il JCS autorizzò la formazione dei due alti comandi il 30 marzo 1942, istituendo simultaneamente il [[South West Pacific Area]] (SWPA) assegnato a MacArthur e il Pacific Ocean Areas (POA) di Nimitz. La decisione ottenne l'approvazione finale di Roosevelt il giorno successivo, ma per l'assunzione concreta del comando da parte dei due ufficiali designati fu necessario ottenere l'assenso dei governi delle altre nazioni alleate coinvolte: britannici e olandesi sollevarono solo obiezioni minime e diedero il loro beneplacito nella prima settimana di aprile 1942, mentre per ottenere l'assenso di australiani e neozelandesi, poi concretizzatosi il 18 aprile, fu necessaria l'assicurazione che i loro interessi, in particolare per quanto riguardava l'impiego delle loro forze armate fuori dai confini nazionali, sarebbero stati garanti dal presidente Rossevelt davanti al JCS. Questo perché, a differenza dell'ABDA Command dove ogni nazione coinvolta aveva la sua parte di rappresentanza e responsabilità, tanto il SWPA quanto il POA erano comandi a guida e composizione statunitense, e tanto MacArthur quanto Nimitz rispondevano delle loro azioni solo davanti al JCS (del resto spesso chiamato a dirimere le controversie tra i due, in particolare per l'allocazione delle risorse belliche e l'assegnazione delle priorità dell'azione<ref>{{Cita|Morton|pp. 249-252}}.</ref>.
[[File:Adm Chester Nimitz-1942.jpg|thumb|upright=1|left|L'ammiraglio Chester Nimitz nel 1942]]
 
Come previsto negli accordi per la delimitazione dei confini, se il SWPA di MacArtur comprendeva la maggior parte delle terre emerse dell'[[Arcipelago malese]] e dell'Oceania il POA di Nimitz abbracciava quasi l'intera estensione dell'Oceano Pacifico, lasciando solo alcune zone nei pressi delle coste occidentali dell'[[America centrale]] e [[America meridionale|meridionale]] alla responsabilità del preesistente [[Southeast Pacific Area]] con sede a [[Panama]]. Il POA di Nimitz si divideva a sua volta in tre sottocomandi: la North Pacific Area (zone a settentrione del 42º [[parallelo (geografia)|parallelo]] nord), la South Pacific Area (zone a meridione dell'[[Equatore]]) e la Central Pacific Area (in mezzo alle due precedenti)<ref name=Pacific_Command />.
 
Nimitz assunse il comando diretto della North e Central Area, ma su istruzione del JCS dovette acconsentire alla nomina di un comandante dedicato per la South Pacific Area, ritenuta la zona più probabile dove attendersi la prossima mossa offensiva in grande stile dei giapponesi: il 18 aprile Nimitz nominò quindi il [[viceammiraglio]] [[Robert Ghormley]] responsabile della South Area, anche se questi, a [[Londra]] al momento della nomina, assunse concretamente il comando solo il 21 maggio seguente dopo aver raggiunto [[Auckland]] in Nuova Zelanda; in seguito il 17 maggio, dopo avvisaglie circa un'offensiva giapponese in direzione delle [[Isole Aleutine]], Nimitz nominò un comandante dedicato anche per la North Area, il [[contrammiraglio]] [[Robert Alfred Theobald]], mantenendo per sè solo il controllo diretto della Central Area. La struttura di comando del POA diede luogo ad alcune complicazioni: tanto a MacArthur quanto a Nimitz fu proibito di occuparsi dell'amministrazione interna delle forze poste sotto la loro responsabilità, una proibizione che però valeva di più per il comandante del SWPA (area in cui in effetti il grosso delle truppe proveniva, soprattutto nella prima fase della guerra, da un'altra nazione, ovvero l'Australia) che per quello del POA (area dove il contributo degli altri Alleati fu minimo e dove la schiacciante maggioranza delle forze impiegate era statunitense). Inoltre Nimitz conservò anche il ruolo di comandante della Pacific Fleet, il che gli conferiva nei confronti della flotta responsabilità amministrative oltre che operative, a maggior ragione in un teatro geografico dove le forze navali giocavano un ruolo preminente; in effetti, non sempre era chiaro se le direttive di Nimitz erano impartite in qualità di comandante dell'intero POA (responsabile delle sue azioni davanti al JCS), di comandante della sola Central Pacific Area (responsabile quindi davanti a sé medesimo) o di comandante della Pacific Fleet (responsabile davanti al suo superiore della Marina, l'ammiraglio King), anche per via del fatto che i tre stati maggiori dei tre diversi comandi erano di fatto composti delle medesime persone<ref>{{Cita|Morton|pp. 244, 256}}.</ref><ref name=Pacific_Command />.
Nella South Area il viceammiraglio Ghormley imitò l'operato di Nimitz e costituì uno stato maggiore in pratica composto da solo personale della US Navy (nel settembre 1942 su 103 ufficiali di stato maggiore della South Area solo tre provenivano dall'Esercito), con tre sottocomandi per le forze aeree, per quelle anfibie e per i servizi (tutti affidati a ufficiali della Marina) ma senza un comando dedicato per le forze terrestri, rendendo la catena di comando dell'US Army nella zona talmente confusa che alcuni ufficiali facevano riferimento per l'amministrazione e i rifornimenti a Emmons nelle Hawaii e altri direttamente allo stato maggiore dell'Esercito; la gestione delle forze aeree, e in particolare delle formazioni di bombardieri a lungo raggio [[Boeing B-17 Flying Fortress|Boeing B-17]] dell'USAAF, era fonte di continue discussioni, visto che gli aviatori dell'Esercito non gradivano affatto di essere subordinati a un ufficiale della Marina, il contrammiraglio [[John S. McCain Sr.|John McCain]], non solo per quanto riguardava le operazioni ma anche sotto il profilo dell'addestramento. La soluzione fu infine trovata a Washington con un accordo tra Marshall e King il 2 luglio 1942: sotto la direzione di un ufficiale dell'USAAF, il maggior generale [[Millard Harmon]], fu attivato un comando specifico per tutte le forze dell'Esercito nella zona (U.S. Army Forces in the South Pacific Area o USAFISPA), responsabile per quanto riguardava l'amministrazione, il rifornimento e l'addestramento sia delle unità terrestri che aeree dell'US Army; il comando di Harmon non aveva tuttavia alcuna autorità circa l'impiego delle forze in battaglia, e il generale doveva limitarsi ad "assistere" il viceammiraglio Ghormley nella preparazione ed esecuzione dei piani operativi. Il sistema tuttavia funzionò bene grazie agli ottimi rapporti di collaborazione reciproca che Ghormley e Harmon seppero intrattenere<ref>{{Cita|Morton|pp. 256-261}}.</ref><ref name=Pacific_Command />.
 
Questa collaborazione mancò inizialmente nella North Area. Il contrammiraglio Theobald si trovò nella scomoda posizione di gestire, da ufficiale della Marina quale era, un comando controllante in massima parte truppe dell'Esercito, rappresentate dalle unità dell'[[Alaskan Defense Command]] sotto il generale [[Simon Bolivar Buckner Jr.]]; da un punto di vista pratico, Theobald controllava di fatto le forze navali, quelle anfibie e, per la sola parte relativa alle operazioni, le unità aeree dell'[[Eleventh Air Force]] dell'USAAF, ma Buckner si rifiutò di rispondere del suo operato davanti al contrammiraglio e continuò a obbedire agli ordini del [[Western Defense Command]] del generale [[John L. DeWitt]], situato a [[San Francisco]] e responsabile della difesa di tutta la [[West Coast (Stati Uniti d'America)|costa occidentale degli Stati Uniti]]. Theobald, Buckner e DeWitt furono incapaci di instaurare un profittevole clima di cooperazione, in particolare perché la Marina, le cui risorse erano intensamente impegnate nel Pacifico meridionale e centrale, pose costantemente il veto ai piani offensivi elaborati da DeWitt per il Pacifico settentrionale. La situazione migliorò all'inizio di gennaio 1943, quando il contrammiraglio [[Thomas C. Kinkaid]] rimpiazzò Theobald alla guida della North Area: Kinkaid riuscì a stabilire un rapporto di cooperazione migliore con Buckner, in base a un accordo secondo il quale le operazioni nell'area sarebbero state condotte sulla base di direttive congiunte emanate tanto da Nimitz quanto da DeWitt. Benché all'apparenza macchinoso il sistema funzionò bene nel corso delle operazioni del maggio-agosto 1943 volte [[campagna delle isole Aleutine|a riconquistare]] le Aleutine occidentali occupate dai giapponesi; l'operazione fu del resto il maggior evento bellico che interessò la North Area, rimasta per il resto del conflitto solo un fronte secondario<ref>{{Cita|Morton|pp. 421-433}}.</ref><ref name=Pacific_Command />.
 
=== Riorganizzazione ===
L'avvio nell'ottobre 1944 della [[campagna delle Filippine (1944-1945)|campagna per la liberazione delle Filippine]] impose una nuova stretta cooperazione tra il SWPA di MacArthur e il POA di Nimitz: il primo si vide assegnare la responsabilità delle operazioni di assalto anfibio all'arcipelago, mentre il secondo distaccò la Third Fleet di Halsey come forza di appoggio e protezione degli sbarchi<ref>{{cita|Ireland|p. 25}}.</ref>. La mancanza di un comando unitario rischiò quasi di portare al disastro gli statunitensi tra il 23 e il 26 ottobre, quando la flotta giapponese lanciò un massiccio contrattacco ai danni della forza di invasione dando luogo alla [[battaglia del Golfo di Leyte]]: una serie di incomprensioni e fallimenti nelle comunicazioni portò Halsey ad abbandonare la sua posizione di protezione sul fianco delle forze anfibie di MacArthur (la [[United States Seventh Fleet]] sotto l'ammiraglio Kinkaid), consentendo a una parte della flotta giapponese di incunearsi tra i due; solo lo strapotere degli statunitensi in materia di aviazione e le incertezze del comando giapponese evitarono che i nipponici potessero causare danni irreversibili<ref>{{cita|Ireland|pp. 91-92}}.</ref>.
 
La riconquista delle Filippine e l'approssimarsi delle forze statunitensi al Giappone stesso portò a una riproposizione dell'annosa questione del comando unificato per il Pacifico. L'arcipelago giapponese rientrava nell'area di competenza del POA di Nimitz, mentre con la liberazione delle Filippine il SWPA di MacArthur aveva esaurito gran parte del suo compito bellico: escludere MacArthur dalla fase finale e decisiva delle operazioni nel Pacifico per una questione di divisione geografica dei comandi era assurdo, e l'US Army non aveva del resto alcuna intenzione di subordinare a un ammiraglio della Marina le molte centinaia di migliaia di truppe dell'Esercito necessarie per condurre l'invasione del Giappone. La proposta di istituire un comando unico per tutto il Pacifico non fu ancora una volta accolta, e dopo varie discussioni in seno al JCS fu adottata nuovamente una soluzione di compromesso: il 3 aprile 1945 MacArthur fu nominato comandante in capo di tutte le forze dell'US Army nel Pacifico (Commander in Chief U.S. Army Forces in the Pacific), mentre Nimitz fu designato come comandante in capo di tutte le forze della US Navy nel Pacifico; sotto la coordinazione del JCS, i due comandanti avevano autorità assoluta, rispettivamente, sulle operazioni di terra e in mare, con il controllo esclusivo delle relative risorse e con la possibilità di costituire comandi subordinati per la conduzione di specifiche missioni. Le forze da bombardamento strategico rimasero tuttavia sotto un comando separato (le [[United States Strategic Air Forces in the Pacific]]), attivato il 2 luglio 1945 sotto il generale [[Carl Andrew Spaatz]] e subordinato direttamente al JCS<ref name=Pacific_Command />.
 
La nuova struttura di comando non ebbe modo di essere testata in battaglia: il 15 agosto 1945 il Giappone accettò i termini di resa offerti dagli Alleati, poi entrati in vigore il 2 settembre seguente. Con la conclusione delle operazioni belliche nel Pacifico, tutta la struttura di comando del POA venne quindi sciolta.