Differenze tra le versioni di "Pacific Ocean Areas"

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[[File:Admiral Raymond A. Spruance, Vice Admiral Marc Mitscher, Fleet Admiral Chester W. Nimitz and Vice Admiral Willis A. Lee aboard USS Indianapolis (CA-35), in February 1945 (NH 49705).jpg|thumb|upright=1.3|Nimitz e alcuni dei suoi più stretti collaboratori fotografati nel febbraio 1945: da sinistra, l'ammiraglio [[Raymond Spruance]], il viceammiraglio [[Marc Mitscher]], Nimitz e il viceammiraglio [[Willis Lee]] ]]
 
La [[campagna delle isole Salomone]], iniziata nell'agosto 1942 con lo sbarco dei reparti statunitensi a [[Guadalcanal]], fu un altro duro banco di prova dei rapporti tra US Army e US Navy nel Pacifico. Benché la regione delle Salomone rientrasse nelle competenze del SWPA di MacArthur, si decise, dopo lunghe e tediose discussioni in seno al JCS, di affidare la prima fase dell'offensiva (la presa di Guadalcanal) al POA di Nimitz per tramite della South Area di Ghormley, lasciando al SWPA la gestione del successivo prolungamento dell'azione in direzione delle Bismarck e di [[Rabaul]]. Lo sviluppo delle prime operazioni a Guadalcanal vide diversi attriti tra Ghormley e Harmon, in particolare circa l'impiego delle forze aeree dell'USAAF e dello sviluppo delle basi aeree a terra; giudicato troppo difensivista e pessimista, Ghormley fu sostituito alla guida della South Area il 18 ottobre 1942 viceammiraglio [[William Halsey]], la cui condotta aggressiva trovò l'approvazione di Harmon: i due ufficiali seppero intrattenere un'ottima cooperazione reciproca che migliorò sensibilmente i rapporti tra Esercito e Marina nel Pacifico meridionale. La conclusione delle operazioni attorno a Guadalcanal e il proseguimento dell'offensiva nelle Salomone centrali alla volta di Rabaul portò a nuove discussioni in seno al JCS su chi, tra il SWPA e il POA, avrebbe dovuto dirigere l'offensiva; in sottotraccia, tanto l'Esercito quanto la Marina cercarono di usare la discussione per riproporre la questione del comando unificato per il Pacifico, che ogni forza armata ovviamente rivendicava per . La questione fu sbrogliata nel gennaio 1943 da una soluzione di compromesso: il SWPA di MacArthur avrebbe assunto di lì in poi la gestione strategica delle operazioni nelle Salomone, ma le risorse navali assegnate all'operazione (dal marzo 1943 rinominate [[United States Third Fleet]]) sarebbero rimaste sotto il controllo operativo di Halsey, subordinato a Nimitz. Il buon rapporto di collaborazione instaurato tra Halsey e MacArthur rese ancora una volta perfettamente funzionate questo meccanismo così complesso<ref name=Pacific_Command />.
 
Mentre gli scontri proseguivano nel Pacifico meridionale, dal giugno 1943 i pianificatori statunitensi iniziarono a progettare l'apertura di un secondo fronte nel Pacifico centrale, in direzione degli arcipelaghi del [[Mandato del Pacifico meridionale]] giapponese; ciò richiese una riorganizzazione del sistema di comando delle forze della Central Area, e più in generale dello stato maggiore del POA, con particolare riferimento alla cooperazione con l'Esercito: le operazioni belliche nella zona centrale erano state sino a quel momento di natura difensiva e strettamente legata alla flotta, e lo stato maggiore di Nimitz aveva giocato un ruolo minore nella conduzione delle operazioni congiunte nelle Aleutine e nelle Salomone, affidate invece ai comandati subordinati posti alla guida della South e North Area. Nimitz stesso aveva un controllo piuttosto relativo sulle unità dell'Hawaiian DepartementDepartment dell'US Army, la cui funzione primaria era la difesa dell'arcipelago hawaiano da un'invasione nemica e il cui coinvolgimento nelle operazioni in corso era stato sino a quel momento piuttosto ridotto. Vi furono lunghe discussioni in seno al JCS sulla necessità che Nimitz scindesse le sue posizioni di comandante del teatro operativo e di comandante della flotta, una circostanza a cui l'ammiraglio King si oppose fermamente; si convenne infine sulla necessità di istituire uno stato maggiore congiunto con una rappresentanza più uniforme tra membri della US Navy e dello US Army<ref>{{Cita|Morton|pp. 473, 477-479}}.</ref>.
 
La prima fase dell'offensiva nel Pacifico centrale avrebbe visto le forze statunitensi dare l'assalto agli arcipelaghi delle [[Isole Gilbert]] e delle [[Isole Marshall]]. Nimitz assegnò la direzione strategica di questa offensiva a un nuovo sottocomando operativo, la Central Pacific Force, creato il 5 agosto 1943 sotto la direzione del vicecomandante in capo della Pacific Fleet, il viceammiraglio [[Raymond Spruance]];. ilIl nuovo comando aveva il compito di pianificare, supervisionare e coordinare l'esecuzione della nuova offensiva e la preparazione delle forze assegnate a essa. Subordinati a Spruance vi erano tre principali sottocomandi, organizzati, secondo il tipico sistema organico della US Navy, in tre [[task force]] distinte guidate ciascuna da un ufficiale di Marina:
* la Fifth Amphibious Force del contrammiraglio [[Richmond Turner]], incaricata di trasportare la forza d'assalto e condurre gli assalti anfibi;
* la Fast Carrier Force del contrammiraglio [[Charles Alan Pownall]], una forza di [[portaerei]] e unità navali da guerra incaricata di fornire protezione e appoggio agli sbarchi;
* la Land-Based Air Forces del contrammiraglio [[John H. Hoover]], la quale controllava tutte le forze aeree di base a terra assegnate all'offensiva.
 
Contemporaneamente, il 1º giugno 1943 il generale [[Robert C. Richardson Jr.|Robert Richardson]] subentrò al suo parigrado Emmons nella guida dell'Hawaiian Departement, attuando subito una radicale riorganizzazione del sistema di comando dell'US Army nel Pacifico centrale. Appoggiato da Nimitz, Richardson sostenne la necessità di costituire un unico comando per tutte le unità terrestri e aeree dell'US Army nel Pacifico centrale, non più limitato alle sole Hawaii, replicando così anche nella Central Area lo stesso sistema adottato nella South Area dal duo Halsey-Harmon: a Washington sia King che Marshall si trovarono rapidamente d'accordo sulla proposta, e il 14 agosto il quartier generale di Richardson fu quindi ridesignato come U.S. Army Forces Central Pacific Area:. aA similitudine del comando di Harmon nella South Area, il nuovo organismo era responsabile dell'addestramento, dell'approvvigionamento e dell'amministrazione di tutte le forze terrestri e aeree dello US Army nella Central Area, ma sul lato operativo Richardson poteva fungere solo da assistente di Nimitz nella preparazione ed esecuzione dei piani operativi che avessero coinvolto le sue forze<ref>{{Cita|Morton|pp. 481-486}}.</ref><ref name=Pacific_Command />.
 
La necessità di un maggior coinvolgimento delle unità dell'US Army nelle operazioni nella Central Area, in vista dell'apertura del nuovo fronte, portò a riproporre la questione della costituzione di un vero stato maggiore congiunto per il POA, coinvolgente ufficiali di entrambe le forze armate. Furono necessari non meno di quattro mesi di discussioni tra i vertitivertici dell'US Army e della US Navy prima di arrivare, il 6 settembre 1943, alla costituzione di un simile stato maggiore congiunto: sotto la direzione del vicecomandante del POA, un viceammiraglio della US Navy, lo stato maggiore congiunto avrebbe avuto quattro sottosezioni di cui due (Pianificazione e Operazioni) affidati a ufficiali della Marina provenienti dallo stato maggiore della Pacific Fleet e due (Intelligence e Logistica) a ufficiali dello US Army provenienti dallo stato maggiore dello U.S. Army Forces Central Pacific Area<ref>{{Cita|Morton|pp. 495-496}}.</ref>.
 
=== La fase finale della guerra ===