Differenze tra le versioni di "USS California (BB-44)"

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Dal 1940 la ''California'', così come il grosso della Pacific Fleet, fu di stanza a Pearl Harbor e mantenne il ruolo di ammiraglia. L'aumento delle tensioni con l'[[Impero giapponese]] e lo svolgimento delle ostilità europee da oltre un anno costrinse ad annullare il Fleet problem previsto per il 1941 e un ulteriore ciclo di modernizzazione per la classe Tennessee.<ref name=naval-encyclopedia.com/> Il 7 dicembre 1941, giorno dell'[[Attacco di Pearl Harbor|attacco aereo giapponese]] alla base statunitense, la ''California'' si trovava ormeggiata al molo più meridionale del cosiddetto "viale delle corazzate", gli ancoraggi per le unità capitali sul lato sud-orientale dell'[[Isola Ford (Hawaii)|isola Ford]]. Casualmente, quel giorno la nave avrebbe dovuto essere ispezionata con attenzione e quindi numerosi portelli e porte a tenuta stagna erano stati aperti; inoltre era ormeggiata in solitaria, non in coppia: queste circostanze la lasciarono particolarmente vulnerabile agli attacchi degli [[Aerosilurante|aerosiluranti]] nipponici.<ref name=militarymuseum.org/> Nei primi minuti dell'improvvisa e massiccia incursione giapponese, l'ufficiale più alto in grado a bordo ([[capitano di corvetta]] Marion Little) ordinò i posti di combattimento e l'equipaggio si precipitò sulle uniche armi per le quali erano disponibili munizioni, vale a dire due mitragliatrici M2 con 400 [[Cartuccia (munizione)|cartucce]] e due pezzi da 127&nbsp;mm con cinquanta [[Granata (arma)|granate]]. Sulla ''California'' puntarono quasi subito diversi [[Nakajima B5N]], provenienti dal lato di babordo, e un siluro esplose alle 08:05 all'[[Glossario dei termini marinareschi#O|ordinata]] 52, sotto la cintura corazzata: si aprì uno squarcio di 3 × 7,30 metri e la [[paratia]] trasversale fu piegata. Un secondo ordigno provocò una falla di 12 metri più verso poppa e, anche in questo caso, le difese antisiluro passive resistettero.<ref name=naval-encyclopedia.com/> Secondo il rapporto operativo consegnato il 13 dicembre dal comandante capitano di vascello Joel W. Bunkley, invece, due siluri impattarono alle 08:05 all'ordinata 10 e provocarono una spaccatura di 12 metri, estesa dalla giuntura della cintura corazzata fino all'[[aletta antirollio]]. Alle 08:20 una terza arma esplose all'ordinata 47 e scavò un grosso foro irregolare di circa 8,20 × 9,75 metri.<ref name=actionreport>{{cita web|url= https://www.ibiblio.org/hyperwar/USN/ships/logs/BB/bb44-Pearl.html|titolo= USS California (BB-44) Action Report|lingua= en|accesso= 3 marzo 2021}}</ref> Anche lo storico navale Bernard Millot parla di tre siluri giapponesi giunti a segno sulla ''California''.<ref>{{cita|Millot 2002|pp. 56-57}}.</ref>
 
Dalle grosse falle nello [[scafo]] l'acqua invase rapidamente i locali, complice la contingenza dell'ispezione; parte dell'equipaggio cercò invano di chiudere quante più porte possibile (alcuni uomini rimasero isolati e morirono affogati<ref>{{cita|Millot 2002|p. 57}}.</ref>) mentre altri recavano a mano le munizioni alle armi contraeree, ancora in azione. Lo sbandamento sulla sinistra di 6° fu corretto con un tempestivo controallagamento sulla destra, tuttavia l'acqua mise fuori uso il sistema elettrico e le pompe smisero di funzionare, rendendo molto difficile circoscrivere l'allagamento. Intanto quattro B5N attrezzati come bombardieri avevano preso di mira la ''California'', ma le loro bombe esplosero in mare alle 08:40 senza provocare danni. Subito dopo arrivò a bordo il [[capitano di fregata]] Earl Stone, vicecomandante della corazzata, che subito si adoperò per meglio coordinare l'equipaggio, proprio mentre appariva la seconda ondata giapponese. Alle 09:00 circa un [[Bombardamento in picchiata|bombardiere in picchiata]] [[Aichi D3A]] effettuò il lancio del proprio ordigno arrivando da babordo di prua; la bomba, forse di tipo [[Proiettile perforante|perforante]], cadde sulla destra all'altezza della casamatta numero 1, frameordinata 59; trapassò la corazzatura ed esplose al di sotto del ponte principale. Sul colpo rimasero uccisi 50 marinai, scoppiò un violento incendio e tutti gli ambienti circostanti ebbero pareti o soffitti contorti dall'esplosione; il fuoco progredì verso poppa, devastando altre casematte. Dopo questo duro colpo la nave fu raggiunta dal capitano Bunkley e dal [[viceammiraglio]] [[William Pye]], il comandante della Battle Fleet, i quali decisero alle 10:00 di ordinare per il momento l'abbandono della ''California'', che progressivamente stava venendo avviluppata dal carburante in fiamme sulla superficie della rada. L'ordine fu però annullato circa un quarto d'ora più tardi, dato che il muro di fiamme si era allontanato.<ref name=actionreport/> La ''California'' poté essere affiancata da una [[motobarcapompa]] che collaborò con l'equipaggio nelle operazioni di salvataggio, rese difficili dal caos generale e dal grosso incendio sulla dritta. La corazzata, colma d'acqua, continuò comunque ad abbassarsi sul livello del mare fino al 10 dicembre, quando si incassò saldamente nel fondale fangoso, lasciando spuntare le sovrastrutture e parte delle torrette superiori; il giardinetto era sotto la superficie di circa 3,65 metri.<ref name=naval-encyclopedia.com/><ref>{{cita libro|cognome= Dull|nome= Paul S.|titolo= A Battle History of the Imperial Japanese Navy, 1941-1945|editore= Naval Press Institute|città= Annapolis (MA)|anno= 2007|annooriginale= 1978|p= 18|ISBN= 978-1-59114-219-5}}</ref>
 
Nel corso dell'attacco la ''California'' ebbe cinque ufficiali morti e sei feriti, oltre a 48 morti, 58 feriti e 45 dispersi, in seguito dichiarati deceduti. L'equipaggio rivendicò un abbattimento sicuro di un D3A, ottenuto con le due Browning sull'albero prodiero alle 08:30, e la probabile distruzione di un secondo velivolo nipponico alle 08:32.<ref name=actionreport/> Un'altra fonte riporta invece cifre un poco differenti: 98 morti e 61 feriti.<ref name=militarymuseum.org/>