Differenze tra le versioni di "Paradosis di Pilato"

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La '''Paradosis di Pilato''' (o ''Paradosi'' o ''Arresto'') è un [[apocrifo del Nuovo Testamento]] facente parte del [[Ciclo di Pilato]], riferito a [[Ponzio Pilato]], prefetto della Giudea (26-36) implicato nel processo di [[Gesù]]. Rappresenta una continuazione di un'altro testo apocrifo, l'[[Anafora di Pilato]], probabilmente coeva ad essa (prima del VII secolo) e scritta sempre in [[lingua greca|greco]]. Nell'apocrifo il prefetto viene discolpato dalla morte di Gesù e presentato come un [[martire]].
 
Nella ''Paradosis'' viene narrato l'arresto di Pilato su ordine dell'imperatore (Cesare nel testo) per aver condannato il giusto Gesù Cristo, re dei Giudei. Pilato si discolpa dicendo che la respondabilità è dei Giudei e dei loro capi. L'imperatore ordina a Liciano, governatore della provincia orientale, la dispersione e la schiavitù per il popolo dei Giudei che vengono attualizzate. Ordina poi la decapitazione di Pilato, che in punto di morte viene consolato da una voce dal cielo e un angelo raccoglie la sua testa.
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