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Il '''Patrimonio Bancoposta''' (nel logo Banco'''Posta''')<ref>{{cita web|url=https://www.poste.it/resources/bancoposta/pdf/trasparenza/FI_DT.pdf|titolo=FOGLIO INFORMATIVO AI SENSI DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI|sito=poste.it|accesso=1 luglio 2020|dataarchivio=2 luglio 2020|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20200702204943/https://www.poste.it/resources/bancoposta/pdf/trasparenza/FI_DT.pdf|urlmorto=no}}</ref> è la struttura di [[Poste Italiane]] che si occupa della raccolta del [[risparmio]] (anche [[Libretto di risparmio|postale]] o tramite [[conto corrente|conti correnti]] postali) tra il pubblico, dell'emissione, gestione e vendita di [[carta prepagata|carte prepagate]] e di altri mezzi di pagamento, dei servizi di pagamento (erogazione [[pensione|pensioni]], [[bollettino postale|bollettini postali]], [[assegno|assegni]] postali, [[Titoli di credito|vaglia]] ecc.) del servizio di intermediazione in cambi, della promozione e del collocamento presso il pubblico di finanziamenti concessi da [[banca|banche]] ed intermediari finanziari e della prestazione di servizi di investimento e assicurativi.
 
La sua attività è normata ai sensi del {{Cita legge italiana|tipo=DPR|anno=2001|numero=144|mese=03|giorno=14|titolo=Regolamento recante norme sui servizi di bancoposta}} e in virtù dell’articolo 2 comma 8 non può direttamente emettere finanziamenti al pubblico.<ref>{{Cita legge italiana|tipo=DPR|anno=2001|numero=144|mese=03|giorno=14|titolo=Regolamento recante norme sui servizi di bancoposta}}</ref>
 
== Storia ==
Le amministrazioni postali italiane hanno svolto la funzione di raccolta del risparmio postale fin dal 1875, mentre i conti correnti postali sono nati nel 1917. Bancoposta nasce formalmente nel [[1999]] a seguito della ristrutturazione di Poste Italiane voluta dall'allora [[amministratore delegato]] [[Corrado Passera]] sotto la dipendenza della ''Divisione Servizi Finanziari'' della società, responsabile degli incassi e pagamenti, della raccolta del risparmio e dei prodotti assicurativi e della loro offerta al pubblico<ref>{{Cita web |url=http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1998/07/22/Economia/POSTE-PIENI-POTERI-A-PASSERA-VACIAGO-LASCIA_174000.php|titolo=Copia archiviata|accesso=12 settembre 2013|dataarchivio=24 dicembre 2013|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131224105147/http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1998/07/22/Economia/POSTE-PIENI-POTERI-A-PASSERA-VACIAGO-LASCIA_174000.php|urlmorto=no}}</ref>. I servizi finanziari venivano chiamati anche servizi a danaro e il termine "bancoposta" era già utilizzato dall'Amministrazione autonoma delle poste e delle telecomunicazioni e dal successivo ente pubblico economico Poste italiane in base al DPR 156/1973.
 
Nel [[2000]] vengono lanciati il Conto BancoPosta, la [[carta di debito]] [[Postamat]] e la [[carta di credito]] BancoPosta [[MasterCard]]<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/05/10/poste-contro-le-banche-colpi-di-carte.html?ref=search|titolo=Copia archiviata|accesso=12 settembre 2013|dataarchivio=27 settembre 2013|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130927140128/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/05/10/poste-contro-le-banche-colpi-di-carte.html?ref=search|urlmorto=no}}</ref>, con annessa campagna pubblicitaria, passando dai {{formatnum:175000}} conti correnti del dicembre 1999 a 1,68 milioni di rapporti nel dicembre 2001.
 
Il successo del conto e il conseguente risanamento di Poste si ritene principalmente dovuto all' informatizzazione dei {{formatnum:14000}} uffici postali ed alla relativa creazione di una nuova infrastruttura tecnologica (per un impegno finanziario di 670 miliardi di lire<ref>{{Cita web |url=http://archiviostorico.corriere.it/1999/giugno/21/Passera_postino_banchiere_ce_0_9906211198.shtml|titolo=Copia archiviata|accesso=12 settembre 2013|dataarchivio=20 novembre 2015|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20151120011207/http://archiviostorico.corriere.it/1999/giugno/21/Passera_postino_banchiere_ce_0_9906211198.shtml|urlmorto=no}}</ref>) che ha permesso di migliorare la qualità e la semplicità dei servizi finanziari resi<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/06/05/da-cinquantamila-siti-il-riscatto-delle-poste.html?ref=search|titolo=Copia archiviata|accesso=12 settembre 2013|dataarchivio=4 marzo 2016|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160304203038/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/06/05/da-cinquantamila-siti-il-riscatto-delle-poste.html?ref=search|urlmorto=no}}</ref>.
 
Dal [[2001]], da mero gestore del risparmio, diventa anche un [[intermediario finanziario]] e creditizio, in quanto viene autorizzata dal DPR 144/01 a proporre al pubblico [[Azione (finanza)|titoli azionari]], [[obbligazione (finanza)|obbligazioni]], quote di [[fondo (finanza)|fondi di investimento]] ma anche mutui e finanziamenti, anche se con le restrizioni di cui sopra: fino ad allora i {{formatnum:14000}} [[ufficio postale|uffici postali]] potevano vendere solo [[titolo di Stato|titoli di Stato]] e quelli delle [[privatizzazione|privatizzazioni]] pubbliche<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/03/09/alle-poste-azioni-fondi-mutui.html?ref=search|titolo=Copia archiviata|accesso=12 settembre 2013|dataarchivio=24 dicembre 2013|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131224110634/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/03/09/alle-poste-azioni-fondi-mutui.html?ref=search|urlmorto=no}}</ref>.
 
== Note ==