Accollo (diritto): differenze tra le versioni

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La tesi, comunque, non è da tutti accolta giacché si osserva che se la funzione di assumersi il debito altrui regge, da sola, l'espromissione, non si vede per quale ragione debba poi considerarsi insufficiente a reggere l'accollo quale autonomo [[negozio giuridico|negozio]].
La differenza tra le due fattispecie riguarderebbe solo le strutture di perfezionamento, atteso che l'accollo si conclude tra vecchio e nuovo debitore, mentre l'espromissione esige il consenso dell'assuntore e quello del creditore (o almeno il suo mancato rifiuto se si ritiene di applicare l'art. 1333 c.c.).
 
== Bibliografia ==
 
* Bigiavi, Walter, ''Accollo e contratto a favore di terzi,'' Roma, Il Foro italiano, 1942.
* Rescigno, Pietro, ''Studi sull'accollo,'' Milano, Giuffrè, 1958.
* Morlupo, Paola, ''Accollo e contratto a favore di terzo,'' Napoli, Edizioni esi, 1994.
 
==Voci correlate==
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