Differenze tra le versioni di "Bombardamento di Guernica"

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== Contesto storico ==
Nel marzo 1937 il generale franchista [[Emilio Mola]], impartì gli ordini preliminari per una campagna terrestre nella regione della Biscaglia, con lo scopo di eliminare la presenza delle forze repubblicane formate dai nazionalisti baschi dell’[[Euzko GudarozteaGudarostea]], da battaglioni delle [[Asturie]] e di [[Santander]], e da formazioni comuniste e repubblicane dell’[[Unione Generale dei Lavoratori|Unión General de Trabajadores]] (UGT) e del [[Confederación Nacional del Trabajo]] (CNT). Queste formazioni controllavano i monti Maroto, Albertía e Jarinto, occupati dai baschi durante l’offensiva contro Villareal dell’anno precedente, dalle cui cime poteva controllare il fronte tenuto dalle forze nazionaliste che nell’autunno del 1936 avevano conquistato [[San Sebastián]] e ora - dopo quattro inutili attacchi verso [[Madrid]] - intendevano conquistare le regioni accerchiate del nord e occupare i porti di [[Bilbao]], [[Santander]] e [[Gijón]] da cui i repubblicani ricevevano rifornimenti e cibo per la popolazione<ref>{{Cita|Beevor|pp. 260-261}}.</ref>.
 
Le forze nazionaliste erano basate sulla divisione “Navarra” di Alfonso Vega, formata da quattro brigate [[Carlismo|carliste]], e sulla brigata mista “Frecce Nere” formata da {{formatnum:8000}} spagnoli comandati da ufficiali italiani e dotata di carri leggeri [[CV33|L3]] [[FIAT]]-[[Ansaldo]], supportate dalle forze aeree della Legione Condor della [[Luftwaffe (Wehrmacht)|Luftwaffe]] concentrate a [[Vitoria]] in cui erano di stanza i caccia, e [[Burgos]], dove erano presenti i gruppi di bombardamento. I baschi di contro avevano una piccolissima aviazione da caccia per la difesa, per cui la Legione Condor fu in grado di mettere a rischio gli antiquati [[Heinkel He 51]] come cacciabombardieri per l’appoggio ravvicinato al suolo in attesa dei moderni Messerschmitt<ref>{{Cita|Beevor|p. 265}}.</ref>. Il generale tedesco [[Hugo Sperrle]], comandante della Legione, in quel periodo era con [[Francisco Franco]] a [[Salamanca]], per cui le forze d’attacco che avrebbero cooperato con le forze del generale Mola furono lasciate al comando operativo del colonnello [[Wolfram von Richthofen]], che poteva contare su tre gruppi di bombardieri [[Junkers Ju 52]], un gruppo sperimentale di [[Heinkel He 111]], tre gruppi caccia di He 51 e mezzo gruppo caccia di [[Messerschmitt Bf 109]] non completamente operativi. L’Aviazione Legionaria italiana contribuì con l’appoggio di bombardieri [[Savoia-Marchetti S.M.81]] e [[Savoia-Marchetti S.M.79|S.M.79]] oltre che con i caccia [[Fiat C.R.32]]<ref>{{Cita|Beevor|pp. 265-266}}.</ref>.
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