Differenze tra le versioni di "Antipapa Onorio II"

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Per essere consacrato, comunque, Onorio dovette recarsi a [[Roma]] accompagnato da una scorta armata. In vicinanza della città, nel marzo del [[1062]], le sue truppe si scontrarono con quelle di Alessandro II riuscendo ad avere la meglio e ad impossessarsi del [[Vaticano]] e di [[Basilica di San Pietro in Vaticano|San Pietro]]. Pochi giorni dopo Onorio dovette però abbandonare di nuovo la città alla ricerca di rinforzi per poter far fronte al probabile arrivo dei [[Normanni]].
 
Nel frattempo [[Goffredo il Barbuto|Goffredo I]] [[elenco dei SignoriMargravio di Toscana|duca di Toscana]] si propose come mediatore tra le fazioni, inducendo entrambi i contendenti ad allontanarsi da Roma in attesa che la questione della legittimità delle elezioni venisse risolta dal parlamento di [[Augusta (Germania)|Augusta]]. In Germania, però, era in atto la "Congiura dei Principi" guidata dall'[[Arcidiocesi di Colonia|arcivescovo di Colonia]] [[Annone II di Colonia|Annone]], che aveva esautorato dalla reggenza l'imperatrice Agnese ed aveva preso sotto la propria tutela il giovane Enrico IV. Annone convocò il Parlamento e indisse l'istruttoria che venne eseguita da suo nipote, il Burcardo II [[Diocesi di Halberstadt|vescovo di Halberstadt]], che dichiarò regolare l'elezione di Alessandro II. Quest'ultimo, senza nemmeno attendere il pronunciamento definitivo del Parlamento, s'insediò a Roma e ricompensò Burcardo con il titolo di [[arcivescovo]] e Annone con il [[cancelliere|cancellierato]] della Chiesa di Roma.
 
Onorio reagì dalla sua sede di Parma [[scomunica]]ndo a sua volta Alessandro e, raccolte altre truppe, si diresse di nuovo verso Roma. Alessandro si asserragliò nel [[palazzo del Laterano]] difeso da truppe normanne. Nel frattempo un [[sinodo]] convocato a [[Mantova]] il 31 maggio [[1064]] da Annone, dopo il rifiuto di Onorio a parteciparvi, riconobbe ancora come papa legittimo Alessandro II e scomunicò Onorio, che dovette quindi tornare a Parma, dove si ritirò fino alla morte avvenuta all'inizio del 1072, non rinunciando mai però formalmente alla sua carica.<ref>John N.D. Kelly, ''Gran Dizionario Illustrato dei Papi'', pp. 410-411</ref>