Differenze tra le versioni di "Tributo"

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* art. 81: [...] Ogni [[legge]] che implichi maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte. [...] Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta.
* art. 120: La [[Regioni d'Italia|Regione]] non può istituire dazi di importazione o di esportazione o transito tra le Regioni [...].
 
=== '''Il principio di capacità contributiva''' ===
L’articolo 53 della Costituzione italiana sancisce il principio di capacità contributiva; esso prevede che l’onere fiscale sia commisurato alla forza economica del contribuente.
 
L'attuazione di una tassazione ambientale, in particolare l’applicazione del “chi inquina paga”, ha suscitato dei dubbi di costituzionalità rispetto a tale principio. Infatti la lettura tradizionale di questa norma prevede che solo gli indici con un valore monetario siano presupposti idonei del tributo, adatti a costituire la base imponibile.
 
Di conseguenza ci si chiede se l’ambiente e la capacità di inquinare siano suscettibili di una valutazione patrimoniale. Non tutti condividono questa interpretazione “mobile” del principio di capacità contributiva: si sostiene che questa non può che consistere nel possesso concreto e attuale di mezzi economici per pagare le imposte. Alcuni autori in tal senso hanno criticato l’introduzione dell’Irap, poiché essa assume come indice di capacità contributiva l'attitudine a produrre reddito e non l'esistenza del reddito medesimo; altri assumono posizioni consimili proprio riguardo l’imposizione ambientale.<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Ficari V.|titolo=I nuovi elementi di capacità contributiva|rivista=Studi dell’associazione italiana dei professori di diritto tributario|numero=5/2018}}</ref>
 
Le riforme fiscali propongono l’inserimento dell’inquinamento prodotto o dell’energia consumata tra gli elementi utili per individuare la capacità contributiva del contribuente. Così, a parità di base imponibile, si ravvisa una minore forza economica in capo a chi ha realizzato il presupposto del tributo in modo ecologicamente più sostenibile.<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Selicato P.|titolo=La tassazione ambientale: nuovi indici di ricchezza, razionalità del prelievo e principi dell’ordinamento comunitario|rivista=Rivista di diritto tributario internazionale, 2004}}</ref>
 
Il tributo ambientale è caratterizzato da una relazione diretta fra il suo presupposto e l’unità fisica (emissioni inquinanti, risorsa ambientale, bene o prodotto) che produce o può produrre un danno ambientale.<ref name=":2">{{Cita pubblicazione|autore=Buccisano A.|titolo=Fiscalità ambientale tra principi comunitari e costituzionali|rivista=Diritto e Pratica Tributaria, 2016}}</ref>
 
L’applicazione del principio “chi inquina paga” ai tributi ambientali in senso stretto consente di stabilire come debbano essere collegati ad un «deterioramento sopportabile» dell’ambiente, «possibilmente reversibile» ed «eventualmente riparabile».[[Utente:CapitanoLorca/Sandbox#%20ftn31|[31]]]
 
Il danno ambientale irreversibile e non sostenibile non può essere assunto a presupposto di un tributo ambientale.<ref name=":2" /> La «tassa con finalità ambientale extrafiscale» si legittima in quanto prelievo coattivo correlato al servizio pubblico di risanamento ambientale richiesto ed utilizzato dai contribuenti, o reso necessario dalla loro attività, senza che il danno ambientale sia assorbito nel presupposto impositivo o utilizzato per quantificare il tributo.<ref name=":2" />
 
Riconoscere il valore economicamente quantificabile dell’ambiente rileva soprattutto ai fini dell'attuazione del principio di uguaglianza<ref>{{Cita web|url=https://revistaselectronicas.ujaen.es/index.php/rej/article/view/3706/2994|titolo=MICHELE MAURO|autore=|sito=|lingua=|accesso=}}</ref>; infatti, esiste una correlazione tra inquinamento e arricchimento, che giustifica una valutazione diversificata della capacità contributiva di soggetti aventi eguale capacità economica:
 
# Il soggetto che produce diseconomie esterne senza farsene carico, si arricchisce indebitamente a spese della collettività;
# l soggetto che usa risorse scarse o limitate, sottraendole all’uso collettivo, ne trae un beneficio equivalente al valore delle risorse stesse.<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Selicato P.|titolo=Imposizione fiscale e principio "chi inquina paga"|rivista=Rassegna Tributaria|numero=4/2005}}</ref>
 
 
Inoltre ci sono due ulteriori questioni da considerare:
 
# L’art. 53 è una norma elastica e gli indici di capacità contributiva non sono predefiniti. Per una piena attuazione della norma, il legislatore ha il potere discrezionale di includere nuovi elementi significativi ed economicamente valutabili, anche discostandosi da una concezione tradizionale di ricchezza;<ref name=":0" />
# Il principio di capacità contributiva va bilanciato con altri principi costituzionali, tra cui quello di tutela ambientale. Questo bilanciamento deve garantire la razionalità, la coerenza e la non arbitrarietà della previsione. Esse non sono a priori compromesse, considerando la ratio di tali misure: indirizzare i consociati verso condotte ecologicamente virtuose.
 
=== Statuto del Contribuente ===
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