Differenze tra le versioni di "Francesco Botticini"

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|Nome = Francesco
|Cognome = Botticini
|PostCognomeVirgola = nato '''Francesco di Giovanni'''
|Sesso = M
|LuogoNascita = Firenze
|GiornoMeseNascita =
|AnnoNascita = 1446
|LuogoMorte = Firenze
|GiornoMeseMorte = 16 gennaio
|AnnoMorte = 14971498
|Epoca = 1400
|Attività = pittore
|Attività2 = artigiano
|Nazionalità = italiano
|Immagine = 25 Francesco Botticini Madonna in adorazione del Bambino con san Giovannino e angeli. 123cm, ca. 1485 Palazzo Pitti, Florence.jpg
|Didascalia = ''Madonna in adorazione del Bambino con San Giovannino e angeli'', olio su tavola, 123 cm di diametro, c. 1490 ([[Galleria Palatina]] di [[Palazzo Pitti]], [[Firenze]], [[Italia]])<ref name="gp">{{cita web|https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900295741|titolo=Madonna in adorazione del Bambino con San Giovanni Battista bambino e angeli|sito=catalogo.beniculturali.it|accesso=6 maggio 2021}}</ref>
}}
 
Egli dimostrò sin dagli esordi di essere un artista capace, la cui opera riflette l'interesse e l'influenza di molte delle maggiori personalità artistiche del [[Rinascimento]] fiorentino, tra cui particolarmente quelle di [[Andrea del Verrocchio]], [[Sandro Botticelli]], [[Filippino Lippi]], [[Antonio del Pollaiolo]].<ref name="FB"/><ref name="christie"/>
 
== Biografia ==
Francesco Botticini nacque a [[Firenze]] nel [[1446]] come Francesco di Giovanni ed era infatti il figlio di Giovanni di Domenico, un discreto pittore specializzato nell'illustrazione di [[carte da gioco]].<ref name="FB">{{Treccani|francesco-botticini_%28Dizionario-Biografico%29|BOTTICINI, Francesco|autore=Anna Padoa Rizzo|accesso=6 maggio 2021}}</ref><ref name="christie">{{cita web|https://www.christies.com/lot/lot-francesco-botticini-florence-14467-1498-the-madonna-5800661/?|titolo=Francesco Botticini (Florence 1446/7-1498) - The Madonna and Child with the Infant Saint John the Baptist|sito=[[Christie's]]|lingua=en|accesso=6 maggio 2021}}</ref>
 
Fu proprio dal padre che Francesco apprese probabilmente i primi insegnamenti elementari della [[pittura]].<ref name="FB"/> Il 22 ottobre [[1459]], a soli tredici anni, Francesco entrò come apprendista salariato presso la bottega dell'affermato maestro [[Neri di Bicci]], ma, come testimoniato dalle ''Ricordanze'' dello stesso Neri, già il 24 luglio [[1460]] se ne andò via dalla sua bottega.<ref name="FB"/><ref name="christie"/><ref name="sotheby">{{cita web|https://www.sothebys.com/en/auctions/ecatalogue/2014/old-master-paintings-n09102/lot.15.html|titolo=MADONNA AND TWO ANGELS ADORING THE CHRIST CHILD|sito=[[Sotheby's]]|lingua=en|accesso=6 maggio 2021}}</ref>
 
Della sua attività giovanile, tra il [[1465]] e il [[1470]] circa, se ne sono occupati particolarmente gli storici dell'arte [[Everett Fahy]] e [[Luciano Bellosi]].<ref name="FB"/> Ad esempio, Fahy e Bellosi gli attribuiscono parti di una smembrata [[predella]] già a lungo attribuita ad [[Andrea del Castagno]], ovvero composta dalla ''Crocifissione'' della [[National Gallery (Londra)|National Gallery]] di [[Londra]], la ''Risurrezione'' della [[Frick Collection]] di [[New York]], la ''Flagellazione'' della collezione di [[Bernard Berenson]] a [[Settignano]], l'''Ultima Cena'' di [[Edimburgo]] (quest'ultima però non uniforme alle altre e forse da escludere dal gruppo).<ref name="FB"/><ref name="ng">{{cita web|https://www.nationalgallery.org.uk/paintings/possibly-by-francesco-botticini-the-crucifixion|titolo=The Crucifixion, possibly by Francesco Botticini|sito=[[National Gallery (Londra)|National Gallery]]|lingua=en|accesso=6 maggio 2021}}</ref><ref name="frick">{{cita web|https://collections.frick.org/objects/378/the-resurrection|titolo=The Resurrection|sito=[[Frick Collection]]|lingua=en|accesso=6 maggio 2021}}</ref><ref>{{cita web|https://www.nationalgalleries.org/art-and-artists/4741/last-supper|titolo=The Last Supper|sito=[[National Galleries of Scotland]]|lingua=en|accesso=6 maggio 2021}}</ref> Da queste tavolette è già possibile individuare i caratteristici modi stilistici del Botticini, che, seppur con ancora reminiscenze arcaiche, sono visibilmente orientati verso la maniera di [[Andrea del Verrocchio]].<ref name="FB"/>
 
Nel [[1469]] sembra che avesse già messo in piedi una propria bottega, vincendo importanti commissioni per [[Pala d'altare|pale d'altare]] di grandi dimensioni.<ref name="christie"/><ref name="sotheby"/> Dal [[1471]] in poi, fu membro della Confraternita dell'Arcangelo Raffaele e, un anno dopo, membro della Confraternita di San Luca.<ref name="sotheby"/> Oltre alle grandi pale, Botticini lavorò a opere devozionali minori come varie "Madonne adorati il Cristo Bambino", un tema su cui l'artista tornò più volte, senza dubbio per la richiesta popolare dei suoi mecenati; infatti, il tema della "[[Madonna col Bambino]]" era tipico per la devozione privata nella Firenze rinascimentale.<ref name="sotheby"/>
 
Una delle sue opere più celebri, ispirata alla storia di Tobia e l'[[Arcangelo Raffaele]], è quella individuata nella tavola del ''Tobia e i tre arcangeli'' custodita oggi alla [[Galleria degli Uffizi]] di Firenze e che riflette un innegabile rapporto derivativo da [[Sandro Botticelli]].<ref name="FB"/> Altre opere, tutte collocate entro la data del 1471 e caratterizzate dallo stile di questo momento, sono la tavola di ''[[Santa Monica in trono con le suore agostiniane]]'' nella [[Basilica di Santo Spirito]] di Firenze, la tavola della ''Madonna in trono tra i santi Giovanni Battista, Pancrazio, Sebastiano e Pietro'' del [[Museo Jacquemart-André]] di [[Parigi]] e il ''pendant'' delle due tavole con ''Sant'Agostino'' e ''Santa Monica'' alla [[Galleria dell'Accademia]] di Firenze.<ref name="FB"/>
 
Ancora, strettamente connesse alla tavola di ''Tobia e i tre arcangeli'', altre opere del Botticini realizzate a partire dal [[1475]] sono il ''Tobiolo e l'arcangelo Raffaele'' dell'[[Accademia Carrara]] di [[Bergamo]], la grande ''[[Assunzione della Vergine (Francesco Botticini)|Assunzione della Vergine]]'' della National Gallery di Londra, la ''Madonna col Bambino in gloria'' del [[Museo del Louvre]] di Parigi (già attribuita a [[Cosimo Rosselli]]), la ''Madonna col Bambino in trono tra santi e angeli'' del [[Metropolitan Museum of Art]] di New York ed il distrutto altare Rossi con il ''Cristo sulla croce e quattro santi'' di [[Berlino]].<ref name="FB"/>
 
L'aderenza ai modi del Botticelli è palese anche nel ''[[San Sebastiano (Francesco Botticini)|San Sebastiano]]'' del Metropolitan di New York, che deriva chiaramente dal ''[[San Sebastiano (Botticelli)|San Sebastiano]]'' (c. [[1473]]-[[1474|74]]) del Botticelli alla [[Gemäldegalerie (Berlino)|Gemäldegalerie]] di Berlino e quest'aderenza può essere dovuta alla frequentazione da parte dei due artisti dello stesso ambiente verrocchiesco, come è già stato suggerito da [[Carlo Ludovico Ragghianti]].<ref name="FB"/> Ancora, tipica del periodo verrocchiesco ne è un chiaro esempio la tavola dell'''Adorazione del Bambino'' alla [[Galleria Estense]] di [[Modena]].<ref name="FB"/><ref name="ge">{{cita web|https://www.gallerie-estensi.beniculturali.it/collezioni-digitali/id/39513|titolo=Adorazione del Bambino|sito=[[Galleria Estense]]|accesso=6 maggio 2021}}</ref> Ma oltre che per l'arte del Botticelli e del Verrocchio, nelle sue opere il Botticini dimostra un'interesse anche per la maniera di [[Filippino Lippi]], in particolare per quanto riguarda l'arte filippinesca di realizzare i panneggi.<ref name="FB"/> Esempio della fase botticiniana matura, ma con ancora profondi rimandi botticelliani e filippineschi, è il tondo della ''Madonna in adorazione del Bambino con San Giovannino e angeli'' alla [[Galleria Palatina]] di [[Palazzo Pitti]] a Firenze.<ref name="gp"/><ref name="FB"/> Altro esempio di opera del periodo tardo è la tavola della ''Incoronazione di Maria'' della [[Galleria Sabauda]] di [[Torino]].<ref name="FB"/><ref name="sabauda">{{cita web|https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100350922|titolo=Incoronazione della Vergine. Incoronazione di Maria Vergine tra Sant'Agostino, San Bernardo, San Gerolamo, San Giuliano, due angeli musicanti e la committente|sito=catalogo.beniculturali.it|accesso=6 maggio 2021}}</ref>
 
Ancora appartenente al periodo tardo della sua attività pittorica è anche l'unica opera certa e documentata per cui è noto il Botticini, ovvero il ''Tabernacolo del Sacramento''.<ref name="FB"/> L'opera, iniziata nel [[1484]], venne commissionata dalla Compagnia della Veste Bianca per il proprio altare nella [[Collegiata di Sant'Andrea]] di [[Empoli]] e qui collocato già dal [[1491]], sebbene al [[1504]] risale ancora l'intervento del figlio pittore [[Raffaello Botticini]].<ref name="FB"/> L'opera è oggi custodita nella [[Pinacoteca museo della collegiata di Sant'Andrea|Pinacoteca Museo della Collegiata di Sant'Andrea]] di Empoli, nella quale è presente anche un'altra opera simile del Botticini, tuttavia collocabile ad una datazione precedente a quest'ultima.<ref name="FB"/> Infatti, anche il ''Tabernacolo di San Sebastiano'' dimostra di appartenere alla stessa mano di quello del Sacramento, però qui l'artista non lavorò da solo ma venne aiutato dallo scultore [[Antonio Rossellino]], che realizzò la statua centrale del santo e due angioletti inginocchiati ai lati superiori della cornice, mentre il Botticini realizzò a tempera su tavola i due grandi pannelli laterali con due ''Angeli che presentano i donatori'' e la predella con le ''Storie di san Sebastiano'' e il ''Martirio dei santi Marco e Marcellino''.<ref name="FB"/>
 
Francesco Botticini morì a Firenze il 16 gennaio [[1498]].<ref name="FB"/>
 
== Nella cultura di massa ==
Nell'aprile del [[1968]], la rivista ''[[Esquire (periodico)|Esquire]]'' si ispirò a un'opera di Francesco Botticini, il ''[[San Sebastiano (Francesco Botticini)|San Sebastiano]]'' custodito al [[Metropolitan Museum of Art]] di [[New York]], per realizzare una foto per un'iconica copertina del pugile [[Muhammad Ali]].<ref name="rs">{{cita web|https://www.rollingstone.com/culture/culture-features/how-muhammad-alis-iconic-esquire-cover-helped-cement-a-legend-69404/|titolo=How Muhammad Ali's Iconic 'Esquire' Cover Helped Cement a Legend|sito=[[Rolling Stone]]|lingua=en|accesso=6 maggio 2021}}</ref> La copertina aveva lo scopo di mettere in relazione la persecuzione subita da [[San Sebastiano]] con quella che stava affrontando in quel periodo Muhammad Ali, quando questi venne privato ​​del suo titolo di campione di [[pugilato]] nei [[pesi massimi]] e arrestato con l'accusa di [[renitenza alla leva]] per aver rifiutato di servire l'[[United States Army|esercito statunitense]] nella [[Guerra del Vietnam]].<ref name="rs"/>
 
La copertina fu un vero successo e secondo George Lois, che al tempo era direttore artistico della rivista e fu colui che ebbe l'idea e scelse il dipinto, quella fotografia fu ciò che galvanizzò [[Martin Luther King Jr.]], spingendolo finalmente a denunciare il conflitto in [[Vietnam]], cosa che non aveva ancora fatto esplicitamente prima di quel momento.<ref name="rs"/>
 
== Opere ==
{{vedi anche|Opere di Francesco Botticini}}
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