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Con il termineLe '''Stoßtrupp''' si indicano leerano squadre di [[Fanteria#La fanteria d'assalto|fanteria d'assalto]] dell'[[Deutsches Heer (1871-1919)|esercito imperiale tedesco]], attive tra il [[1915]] e il [[1918]] durante la [[prima guerra mondiale]]. La [[Impero tedesco|Germania imperiale]] entrò in guerra, certa che il conflitto sarebbe stato vinto nel corso delle grandi campagne militari, relegando quindi in secondo piano i risultati ottenuti durante i singoli scontri; di conseguenza i migliori ufficiali, concentrati nello [[Stato maggiore generale tedesco|stato maggiore generale]], posero le loro attenzioni sulla guerra di manovra e sullo sfruttamento razionale delle ferrovie, invece che concentrarsi sullo svolgimento delle battaglie: questo atteggiamento diede un contributo diretto a vittorie operative della Germania in Russia, Romania, Serbia e Italia, ma comportò un fallimento ad occidente. Così gli ufficiali tedeschi sul fronte occidentale si trovarono nella situazione di dover risolvere sul campo la staticità causata dalla [[guerra di trincea]].
 
Analizzando gli avvenimenti, si individuano due concezioni con cui si tentò di trovare una soluzione al problema. La prima fu la convinzione, sostenuta principalmente da [[Erich von Falkenhayn]], che l'azione tattica da sola, ossia la mera uccisione dei soldati nemici, fosse un mezzo sufficiente per realizzare il fine strategico. La seconda era l'idea, emersa dall'esperienza di innumerevoli "attacchi con obiettivi limitati" e di incursioni nelle trincee, che il combattimento fosse diventato un'impresa così difficile, da dover subordinare le considerazioni operative a quelle tattiche. Portavoce di questa ultima tesi era il [[feldmaresciallo]] [[Erich Ludendorff]] che, divenuto il comandante ''de facto'' dell'esercito tedesco dopo la [[battaglia di Verdun|sconfitta tedesca di Verdun]], diede un deciso appoggio allo sviluppo dei battaglioni d'assalto come soluzione per la ripresa della guerra di manovra.
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