Differenze tra le versioni di "Autobiografia di Malcolm X"

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[[File:Malcolm X NYWTS 2a.jpg|thumb|upright= 0.77|Malcolm X il 12 marzo 1964]]
Rampersad sostiene che Haley considerava le autobiografie come opere "quasi di fantasia".<ref name="WOOD119">Rampersad, "The Color of His Eyes", in {{Harvnb|Wood|1992|p=119}}.</ref> In ''The Color of His Eyes: Bruce Perry's Malcolm and Malcolm's Malcolm'', Rampersad critica la biografia di Perry, ''Malcolm: The Life of a Man Who Changed Black America'', e in generale sostiene che la scrittura dell<nowiki>'</nowiki>''Autobiografia'' è parte dell'oscurità narrativa del ventesimo secolo e di conseguenza non potrà mai "essere considerata sopra ogni dubbio".<ref>[[Cornel West|West, Cornel]], "Malcolm X and Black Rage", in {{Harvnb|Wood|1992|pp= 48-58}}; Rampersad, "The Color of His Eyes", in {{Harvnb|Wood|1992|p=119}}.</ref> Per Rampersad, l<nowiki>'</nowiki>''Autobiografia'' tratta di psicologia ed ideologia e narra una conversione ed il processo di creazione di un mito.<ref>Rampersad, "The Color of His Eyes", in {{Harvnb|Wood|1992|pp= 117-133}}.</ref> "Malcolm vi inserì la sua comprensione della forma instabile ed insidiosa al punto da distorcere particolari aspetti della sua ricerca. Non c'è un Malcolm toccato dal dubbio o dalla finzione. Il Malcolm di Malcolm è lui stesso una creazione; è impossibile conoscere la 'verità' su di lui."<ref>Rampersad, "The Color of His Eyes", in {{Harvnb|Wood|1992|p=120}}.</ref> Rampersad sostiene che sin dal suo assassinio del 1965, Malcolm&nbsp;X è "diventato i desideri dei suoi ammiratori, coloro che hanno modificato la memoria, i resoconti storici e l'autobiografia secondo i loro desideri, ovvero a seconda dei bisogni da loro percepiti."<ref>Rampersad, "The Color of His Eyes", in {{Harvnb|Wood|1992|p=118}}.</ref> Inoltre, scrive Rampersad, molti ammiratori di Malcolm&nbsp;X considerano "compiaciuti ed ammirevoli" personaggi come [[Martin Luther King, Jr.]] e [[W. E. B. Du&nbsp;Bois]] inadeguati ad esprimere completamente l'umanità nera mentre lotta contro l'oppressione, "mentre Malcolm è visto come l'apoteosi della grandezza dell'individuo nero [...] è l'eroe perfetto: la sua saggezza è insuperabile, il suo coraggio definitivo, il suo sacrificio messianico".<ref name="Wood 1992 118–119">Rampersad, "The Color of His Eyes", in {{Harvnb|Wood|1992|pp= 118-119}}.</ref> Rampersad sostiene che i devoti hanno contribuito a creare il mito di Malcolm&nbsp;X.
 
Joe Wood scrive:
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