Differenze tra le versioni di "Giordano Bruno Verdesi"

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L'attività dell'IRI consisteva nella produzione di apparecchiature elettrotecniche per uso professionale, quali [[trasmettitore|trasmettitori]] e ricevitori radiotelevisivi, [[alimentatore|alimentatori]] anodici, convertitori di corrente continua in alternata, filtri livellamento di corrente, [[microfoni]] Velotron senza voltaggio (su licenza della statunitense Bruno Laboratories di [[New York]]), sistemi di antenna trasportabili, scaricatori per [[aeroplani]], survoltori di tensione ed accessori e componenti per radio.<ref name="fondiri"/><ref>{{cita libro | autore= | titolo= Annuario politecnico italiano. Guida generale delle industrie nazionali. 1939| anno=1939 | editore= | p=493}}</ref> Lo sviluppo dell'impresa, prima [[industria metalmeccanica]] a sorgere nella capitale, fu rapido e immediato, ed il numero di dipendenti crebbe notevolmente, passando nel volgere di pochi anni dalle decine di unità iniziali a 108.<ref name="fondiri"/><ref>{{cita pubblicazione |autore= G. Pagnotta|titolo= La geografia degli insediamenti produttivi tra il dopoguerra e gli anni Cinquanta|rivista=Roma moderna e Contemporanea |editore=Università degli Studi Roma Tre - CROMA |volume=8|numero=1-2 |anno= 2000|mese=gennaio-agosto |pp=191-228}}</ref>
 
Negli anni quaranta, Verdesi iniziò a progettare e costruire i primi esemplari di autoradio, ma l'ingresso italiano nella [[Seconda guerra mondiale]] impose la conversione della produzione per scopi bellici della sua impresa.<ref name="dellarovere"/><ref name="toscano">{{cita libro | autore=P. Toscano| titolo=Imprenditori a Roma nel secondo dopoguerra. Industria e terziario avanzato dal 1950 ai giorni nostri | anno=2011 | editore= Gangemi| p=54}}</ref> Dopo l'[[occupazione tedesca di Roma]] avvenuta nel 1943 a seguito dell'[[Armistizio di Cassibile]] con cui si ruppe l'alleanza militare italo-tedesca, le attività di IRI subirono una brusca interruzione allorché la fabbrica fu posta sotto [[sequestro]] dalle autorità militari germaniche.<ref name="dellarovere"/> Nel 1944, nell'IRI fece ingresso l'ingegner [[Carlo Daroda]], con il quale peraltro, Verdesi fondò nello stesso anno anche due società che operavano nei settori del [[commercio]], dei [[trasporti]], delle [[assicurazioni]] e dell'[[abbigliamento]].<ref>{{cita libro | autore= | titolo= Guida Monaci 1945. Annuario generale industriale e commerciale di Roma| anno= 1945| editore=Guida Monaci | pp=310, 377}}</ref> Le attività dell'impresa poterono essere riprese alla fine del conflitto, e Verdesi, prevedendo un forte sviluppo della [[motorizzazione]] di massa fece avviare l'attività di progettazione e sviluppo delle autoradio, messe in commercio con il marchio [[Autovox]], che nel 1953 divenne il nome dell'azienda, affermatasi come una delle più importanti nel settore dell'[[elettronica di consumo]] nel panorama italiano ed europeo.<ref name="dellarovere"/>
 
Verdesi ricoprì la carica di [[amministratore delegato]] di Autovox fino al 1971, quando decise di cedere le sue quote di partecipazione alla multinazionale statunitense [[Motorola]].<ref name="dellarovere"/><ref name="ad">{{cita libro | autore= | titolo= Who's who in Italian economic life| anno= 1967| editore=Casa Editrice Nuova Mercurio | p=733|lingua=en}}</ref> Inoltre, ricoprì altre cariche in enti e società, tra cui quelle di presidente della Commissione industria della [[Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura]] di Roma, di consigliere di amministrazione di [[Società Autostrade Romane ed Abruzzesi]] e l'[[Sanpaolo IMI|Istituto San Paolo di Torino]], di membro della [[Commissione nazionale per le società e la Borsa]] e della CCIA nazionale.<ref name="ad"/>
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