Differenze tra le versioni di "Autovox"

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=== Autovox, da nome commerciale a ragione sociale (1944-1970)===
Nel 1944, dopo la [[liberazione di Roma]], fece ingresso nella società l'ingegneragente di commercio umbro [[Carlo Daroda]] e IRI poté riprendere le sue attività, che furono spostate in un altro stabilimento in largo Ponchielli 6, al [[Salario (Roma)|Salario]].<ref name="toscano"/> Il Verdesi, prevedendo un forte sviluppo della [[motorizzazione]] di massa fece avviare l'attività di progettazione e sviluppo delle [[autoradio]]: fu in questo contesto che nacque il marchio ''Autovox'', il cui primo modello, costruito con supereterodina a 6 valvole, sintonizzatore automatico a cinque pulsanti e regolatore di volume, fu esposto in occasione della [[Fiera di Milano]] del 1946.<ref name="dellarovere"/><ref>{{cita pubblicazione |autore= |titolo=Fiera di Milano 1946. Fiera della ripresa! |rivista=Elettronica |editore= Radio Club Piemonte|volume= |numero=10 |anno= 1946|mese=ottobre |pp=405-409}}</ref>
 
Nel secondo [[dopoguerra]], l'IRI crebbe rapidamente e ciò rendeva insufficienti gli spazi dei capannoni di largo Ponchielli, e perciò furono acquistati dei capannoni più spaziosi in [[via Salaria]] 981, dove nel 1953 furono trasferiti la sede e le attività industriali dell'azienda, che contestualmente diveniva [[società per azioni]] ed assumeva la ragione sociale ''Autovox S.p.A.'' - dal nome del prodotto che le permise di affermarsi sia in Italia che all'estero - con capitale sociale di 700.000 lire, e nella quale il Daroda ricopriva la carica di presidente ed il Verdesi quella di [[amministratore delegato]].<ref name="dellarovere"/><ref name="toscano"/><ref>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Foglio delle inserzioni n. 87 dell'11 aprile 1958, p. 1404</ref> Il nuovo stabilimento aveva una superficie di 28 000&nbsp;m², e alla produzione di autoradio e componenti elettronici si aggiunse quella dei [[televisori]], delle [[radio (apparecchio)|radio]] portatili e delle [[antenne]] per la ricezione (sia per i televisori che per le autoradio), interamente progettati e costruiti da Autovox, che ottenne buoni successi anche in quelle categorie di prodotti.<ref name="toscano"/> Nei televisori, unico componente acquistato da terzi era il [[cinescopio]], fornitogli dalla [[Raytheon-ELSI]] di Palermo.<ref>Inserzioni pubblicitarie Autovox pubblicate sulla rivista ''L'Antenna'' n. 9 del settembre 1963</ref>
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